VEDO – NON VEDO

mer, 2 maggio 2007 - 3 minutes read

E’ ormai di qualche tempo fa la notizia che Google Maps ha avviato degli esperimenti per consentire la visualizzazione di mappe ad una risoluzione tale da permettere di individuare anche le persone oltre a strade ed edifici. Più recentemente è stato scoperto un espediente che consente di aumentare la qualità del servizio già attualmente fornito in modo da ingrandire le immagini e poter identificare in modo relativamente facile persone e oggetti.

L’aumento della risoluzione delle immagini consultabili è fatto molto interessante (basti pensare al progetto ultimamente avviato da Google Earth per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul genocidio che si sta consumando in Darfour) ma sicuramente non immune da rischi. Naturalmente quello che mi interessa non è proteggere i segreti (più o meno incofessabili) dei Governi, quanto piuttosto le implicazioni per la privacy degli individui.
La possibilità di poter individuare le persone e gli oggetti (basti pensare alle autovetture parcheggiate in prossimità di un determinato numero civico) rappresenta un rischio per la riservatezza che non deve essere sottovalutato. Anche perché, in tutta onestà, non riesco a trovare motivi validi per cui tutte queste immagini dovrebbero essere visibili.

Del resto, per quanto riguarda l’Italia, il Garante per la protezione dei dati personali ha già avuto modo di stabilire che “non risulta di regola giustificata un’attività di sorveglianza rivolta non al controllo di eventi, situazioni e avvenimenti, ma a fini promozionali-turistici o pubblicitari, attraverso web cam o cameras-on-line che rendano identificabili i soggetti ripresi“.

Per questa ragione, ad esempio, il Garante ha ritenuto che siano legittime le webcam che trasmettono immagini via internet purché non consentano di identificare anche indirettamente gli interessati, in ragione della distanza dal luogo ripreso o di altre caratteristiche tecniche.
Il discorso per le mappe è però in parte diverso e, se possibile, più complicato. A prescindere dal fatto che, salvo alcuni recenti casi, sono sconosciute le date ed i luoghi dei rilievi, siamo davvero sicuri che sia sufficiente non visualizzare il volto di un individuo per salvaguardare la sua privacy?

Credo che questo breve spezzone tratto da un recente episodio de “I Simpson” sia molto eloquente; certo, si tratta di una parodia, ma probabilmente tra non molto arriveremo ad un tale livello di ingrandimento ed alla possibilità di visualizzare le immagini in tempo reale.