Privacy, sicurezza e telefonini

sab, 19 maggio 2007 - 2 minutes read

In questi ultimi giorni molte notizie sul (delicatissimo) rapporto tra uso dei telefoni cellulari e privacy:

1) Via Matteo Flora apprendo che Davide Del Vecchio (aka Dante) ha scoperto come, attraverso il software Nokia Suite, sia possibile recuperare messaggi cancellati fino ad un anno prima. Sono di tutta evidenza le implicazioni in materia di riservatezza dei dati (basti pensare ai cellulari acquistati di seconda mano o a quelli smarriti);

2) Da qualche tempo sentivo dire che la nuova frontiera della pubblicità è il c.d. “marketing di prossimità” vale a dire l’invio di messaggi (di norma multimediali) attraverso la tecnologia bluetooth a tutti coloro che si avvicinano ad un cartellone pubblicitario oppure alla vetrina di un negozio (qui un video esemplificativo).
La versione on line del Corriere della Sera riporta la notizia dei primi approcci italiani al marketing di prossimità; interessante anche il parere fornito dall’Ufficio del Garante della Privacy appostitamente interpellato dal Corriere sulla liceità del trattamento dei dati relativi all’ubicazione del cellulare. Si tratta sicuramente di un profilo meritevole di approfondimento, ma per me il punto centrale è un altro: rispettare sempre le regole già codificate in materia di informativa e consenso al trattamento.

3) In nome della sicurezza e della guerra al terrorismo, assistiamo all’ennesima inutile (a mio parere) lesione delle libertà individuali. Durante la visita del Presidente U.S.A. George W.Bush a Sydney i telefoni cellulari verranno disabilitati e, quindi, non funzioneranno al fine di garantire la sicurezza del corteo presidenziale. Attraverso un sofisticato congegno, al passaggio dell’elicottero del Presidente americano i telefoni saranno disabilitati; il tutto per impedire che terroristi possano azionare bombe attraverso i telefonini.
Non voglio essere pedante ma credo che questa misura priverà soltanto coloro che, per loro sfortuna, si trovino sul percorso del Presidente della possibilità di utilizzare il telefono, seppure solo per qualche minuto; sul fatto che questa misura sia perfettamente inutile allo scopo di scoraggiare attacchi terroristici, in tanti si sono già pronunciati sul preziosissimo blog di Bruce Schneier.