Archivio maggio 2008

Casualmente ho appreso che oggi alle ore 16 a Palazzo Chigi, si terrà la conferenza stampa del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Paolo Bonaiuti, sui programmi dell’Editoria.

Difficile pensare che non si parlerà di quella legge di riforma dell’editoria che il nostro paese aspetta da anni ma che i governi che si sono fin qui succeduti non hanno avuto la forza di portare avanti. Sono molto curioso di vedere se, come si dice, il punto di partenza sarà l’ormai famoso DDL Levi che, dopo essere stato annunciato, aspramente criticato e modificato non è mai stato esaminato dal Parlamento.

Una vittoria per tutti quelli che lo hanno aspramente contrastato per la sua disciplina delle attività editoriali on line, ma sicuramente il segnale e la dimostrazione che la riforma dell’editoria non era sorretta da adeguata consapevolezza nè convinzione.

L’idea che mi sono fatto è che il legislatore quando approccia alle nuove tecnologie lo fa senza un disegno preciso e, spesso, con “incompetenza e improvvisazione”. Spero che le prossime iniziative normative vedano il coinvolgimento di chi di innovazione si intende davvero, per rispondere in modo serio alle esigenze di cittadini sempre più digitali.

Aggiornamento: La conferenza stampa si è tenuta (qui è possibile rivederla in video) e, come previsto, si è parlato della legge di riforma: il “nuovo” disegno di legge sarà varato entro il mese di ottobre in continuità con il precedente DDL Levi. E’ stato affrontato anche il tema della regolamentazione delle attività editoriali on line.

Il prof. Masi, direttore del Dipartimento dell’Editoria, ha rassicurato che non v’è l’intenzione di appesantire e burocratizzare la Rete affermando, tuttavia, che la nuova normativa prevederà una definizione di “prodotto editoriale” il più possibile flessibile ed aperta. Sotto il profilo della tecnica normativa questo approccio serve ad evitare che il progresso tecnologico renda la normativa rapidamente obsoleta; il rischio è, però, quello di ripetere l’errore del DDL Levi che finiva con burocratizzare l’intero Web, blog inclusi.

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Sabato scorso, nel corso di una conferenza stampa, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha presentato l’Operazione Trasparenza che consiste nella divulgazione, sui siti delle PA interessate, di recapiti telefonici ed email, curricula, retribuzioni e statistiche sulle assenze del personale del Ministero.

L’operazione è stata accolta con interesse e favore dall’opinione pubblica e io stesso ho creduto che potesse essere una svolta per l’e-government nostrano.

E invece, a guardare meglio, “il Re è nudo!“.

Innanzitutto sono deludenti i dati pubblicati: si tratta di dati parziali e, ad esempio quelli sulle assenze, sono statistiche, dati aggregati per ufficio. Quindi nulla ci dicono sulle assenze del singolo.

Il motivo? Ovviamente la privacy!

E qui si apre un altro capitolo dolente dell’Operazione. Sono sotto gli occhi di tutti le implicazioni che la pubblicazione via internet di questi dati ha sulla riservatezza dei soggetti interessati. Sul punto il Ministro ha affermato di aver avviato un confronto con il Garante dell Privacy e che l’operazione è conforme alla normativa vigente. Il Garante, invece, tace; o almeno sul suo sito non v’è traccia di alcun interessamento formale. E la memoria corre ad un episodio recente: la pubblicazione dei redditi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. In quel caso ci ricordiamo il tempestivo e netto intervento del Garante. Viene da chiedersi come mai, invece, in questo caso l’Autorità sembri disinteressarsi del caso in questione.

Di sicuro non mancano i profili problematici come ha prontamente notato l’ottimo Guido Scorza.

Prima di esprimermi sui profili più prettamente giuridici della vicenda, vorrei qualcuno mi chiarisse alcuni aspetti:

1) Il Garante è stato investito formalmente della questione? Nella querelle con l’Agenzia delle Entrate ha rivendicato un coinvolgimento doveroso e preventivo.

2) Il quadro giuidico vigente consente la pubblicazione su sito internet degli stipendi di dirigenti e dipendenti? Nel procedimento nei confronti dell’Agenzia delle Entrate il Garante ha distinto tra dato pubblico e dato pubblicabile su internet;

3) Se le informazionisono pubbliche e pubblicabili perchè il Ministro ha affermato che la diffusione dei dati è stata autorizzata da ogni dirigente?

4) L’autorizzazione data dai dipendenti è stata preceduta da informativa idonea sulle modalità di publicazione?

A mio parere per iniziare una vera operazione trasparenza Ministro e Garante dovrebbero rendere pubbliche le risposte a queste domande.
Quello iniziato dal Ministero della Funzione pubblica è un cammino importante ed è auspicabile che l’esempio sia seguito dalle altre amministrazioni. Perchè ciò accada anche gli atti propedeutici devono essere resi pubblici.

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E’ un periodo pieno di lavoro, trasferte, convegni, qualche intervista, molte soddisfazioni.

Una delle cose più belle che mi siano capitate in questi giorni, però, è stato leggere le parole ed il ringraziamento che Francesco Micozzi mi ha scritto qui.

Mi inorgoliscono molto perchè sono le parole di uno dei colleghi più preparati che conosca, di una persona simpatica e sempre impeccabile, ma, sopratutto, di un vero amico.

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Quest’anno ho partecipato ad E-privacy il convegno che, ormai tradizionlamente, si tiene a Firenze, in primavera, sui problemi della privacy nell’era digitale.

Avevo programmato per tempo la trasferta in modo da poter seguire tutti i due giorni della manifestazione: molti gli interventi, tutti interessantissimi. Qui trovate il dettagliatissimo resoconto.

Si è trattato di uno dei convegni più riusciti a cui abbia partecipato: Palazzo Vecchio è una cornice unica, relatori di primo piano, temi di grande interese, organizzazione impeccabile per cui rinnovo i comlimenti a Marco Calamari e a tutto il Progetto Winston Smith. Qui sono già disponibili on line le slides e l’audio di tutti gli interventi.

Da programma avrei dovuto parlare dei profili della privacy sui social networks, ma d’intesa con gli organizzatori, ho dedicato il mio intervento al rapporto tra fisco e privacy dopo la pubblicazione dei redditi degli italiani.

Di seguito riporto le diapositive e l’audio del mio intervento:

 

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Della questione si è occupata anche la trasmissione Neapolis in un servizio in cui ho ribadito la mia posizione. Qui sotto il video del servizio.

[video http://link.rai.it/x/vod/tgr/clip_neapolis/08mag/wmx/200805201425-tgrd0pp-e_privacy.wmx]

 

 

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Lunedì sono stato al Forum PA dove ho partecipato ad un convegno su innovazione e web 2.0.

L’incontro, ottimamante condotto da Mauro Lupi, si è svolto all’insegna della “contaminazione” (parola chiave del Forum di quest’anno). Si è parlato infatti di innovazione e web 2.0 con riferimento a quanto accade nel mondo dell’impresa oltre che nella Pubblica Amministrazione.

Tra le questioni affrontate quella principale è stata la constatazione che, nonostante le eccezionali potenzialità, le dinamiche 2.0 sono ancora poco diffuse in ambito pubblico. L’intervento che più mi ha colpito è stato quello all’insegna del “si può fare” di Gianluigi Cogo, a cui vanno i miei complimenti non solo per la relazione ma per l’entusiasmo che mette nella sua attività di “evangelismo”.

Da parte mia ho tentato di smontare il falso mito per cui non ci sono le leggi della PA 2.0; le norme esistono già ed è giusto che siano applicate per rivitalizzare l’amministrazione e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Qui e qui trovate due resoconti più dettagliati. In attesa che siano pubblicati gli atti sul sito ufficiale, di seguito riporto le mie slides.

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Il 19 aprile 2008 ho partecipato ad un interessantissimo convegno, organizzato da AIGA LECCE, sul tema “Codice dell’amministrazione digitale e forme negoziali telematiche nella pubblica amministrazione“.

Da qualche giorno sono disponibili tutti gli interventi a questo indirizzo. Ne approfitto per ringraziare ancora una volta il collega Marco Mancarella per la perfetta organizzazione e l’ottima riuscita dell’evento.

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Nonostante sia trascorso già qualche giorno dal provvedimento del Garante Privacy, si continua ancora a parlare della decisione dell’Agenzia delle Entrate di mettere on line i redditi degli italiani. Tuttavia mentre in Italia ci si limita ad analisi di tipo “politico”o a discutere delle iniziative di alcune associazioni di consumatori, le ossservazioni più interessanti le sto leggendo sui siti stranieri. All’indomani della pubblicazione la notizia era stata commentata con una certa ironia , oggi l’attenzione si sposta sulle ulteriori conseguenze della decisione dell’Agenzia delle Entrate: i rischi maggiori (oltre a quello di rapimenti) sono in termini di furto di identità.

La mia posizione sulla vicenda l’ho espressa nel corso del dibattito live su civile.it di qualche giorno fa. E’ stato un confronto piacevole con l’amico Carmelo Giurdanella ottimamente condotto da Valentino Spataro che ringrazio per l’entusiasmo e la la disponibilità.

 Se avete lo avete perso o avete voglia di riascoltarlo lo embeddo qui sotto.

 

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Anche dopo il provvedimento del Garante si continua a discutere della decisione dell’Agenzia delle Entrate di pubblicare i redditi dei contribuenti e di tutto quello che ne è seguito.

Stasera ne parlerò con Valentino Spataro e Carmelo Giurdanella, ore 20.00 live su www.civile.it

Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.