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	<title>Commenti a: L&#8217;innovazione e il web 2.0 a Forum PA 2008</title>
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	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
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		<title>Di: WAI2WAI - Luigi Bertuzzi</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2008/05/18/linnovazione-e-il-web-20-a-forum-pa-2008/comment-page-1/#comment-245</link>
		<dc:creator>WAI2WAI - Luigi Bertuzzi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2008 10:18:04 +0000</pubDate>
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		<description>@ Ernesto Belisario

ho guardato solo ora i rimandi ai link del tuo commento, pensando all&#039;auspicio di una unione di forze e intelligenze che (dico io) permetta di creare un contesto dimostrativo di  comportamenti anti-dispersione.

Senza un contesto in cui riconoscersi le analisi lasciano il tempo che trovano.

Per contrastare la dispersione un&#039;analisi dovrebbe contribuire a innescare un processo di individuazione, scelta e integrazione di componenti che, a loro volta, concorrano a definire le caratteristiche strutturali (meglio: &quot;di sistema&quot;) del contesto in cui si può decidere di riconoscersi.

L&#039;equazione che fa L. Lessig, nel video del tuo terzo link: Open Data = Open Source .. mi sta stretta; forse sbaglio, ma l&#039;Open Source lo metterei in relazione con i processi di gestione della cosa pubblica, non solo con i dati. Forse s&#039;intende vedere la disponibilità dei dati come un punto di partenza .. per arrivare a processi di gestione condivisi? 

Vorrei proprio che si riuscisse a vedere l&#039;importanza di favorire la nascita - dal basso - di contesti organizzativi anti-dispersione .. pensando che il Web è nato appunto da contesti in cui il gestore di risorse (leggi: Sistema Operativo di ambienti di calcolo prevalentemente scientifico) evolve in funzione dei bisogni degli utenti. 

Possibile che nessuno arrivi a pensare di &quot;traslare&quot; l&#039;assetto organizzativo di tali contesti .. verso il problema gestionale politico - amministrativo e/o sociale?

La creazione di quei contesti fu possibile perché Università e Centri di Ricerca compresero la necessità di condividere oneri e rischi di gestione di un patrimonio di conoscenze e di risorse fuori dalla portata dei singoli.

Non si capisce ancora che quella storia oggi potrebbe avere un&#039;ottima ragione per ripetersi, con un ovvio cambiamento degli attori?

Le domande naturalmente sono io che me lo pongo, in attesa di capire come rifrasarle e, se e quando saranno formulabili, a chi rivolgerle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Ernesto Belisario</p>
<p>ho guardato solo ora i rimandi ai link del tuo commento, pensando all&#8217;auspicio di una unione di forze e intelligenze che (dico io) permetta di creare un contesto dimostrativo di  comportamenti anti-dispersione.</p>
<p>Senza un contesto in cui riconoscersi le analisi lasciano il tempo che trovano.</p>
<p>Per contrastare la dispersione un&#8217;analisi dovrebbe contribuire a innescare un processo di individuazione, scelta e integrazione di componenti che, a loro volta, concorrano a definire le caratteristiche strutturali (meglio: &#8220;di sistema&#8221;) del contesto in cui si può decidere di riconoscersi.</p>
<p>L&#8217;equazione che fa L. Lessig, nel video del tuo terzo link: Open Data = Open Source .. mi sta stretta; forse sbaglio, ma l&#8217;Open Source lo metterei in relazione con i processi di gestione della cosa pubblica, non solo con i dati. Forse s&#8217;intende vedere la disponibilità dei dati come un punto di partenza .. per arrivare a processi di gestione condivisi? </p>
<p>Vorrei proprio che si riuscisse a vedere l&#8217;importanza di favorire la nascita &#8211; dal basso &#8211; di contesti organizzativi anti-dispersione .. pensando che il Web è nato appunto da contesti in cui il gestore di risorse (leggi: Sistema Operativo di ambienti di calcolo prevalentemente scientifico) evolve in funzione dei bisogni degli utenti. </p>
<p>Possibile che nessuno arrivi a pensare di &#8220;traslare&#8221; l&#8217;assetto organizzativo di tali contesti .. verso il problema gestionale politico &#8211; amministrativo e/o sociale?</p>
<p>La creazione di quei contesti fu possibile perché Università e Centri di Ricerca compresero la necessità di condividere oneri e rischi di gestione di un patrimonio di conoscenze e di risorse fuori dalla portata dei singoli.</p>
<p>Non si capisce ancora che quella storia oggi potrebbe avere un&#8217;ottima ragione per ripetersi, con un ovvio cambiamento degli attori?</p>
<p>Le domande naturalmente sono io che me lo pongo, in attesa di capire come rifrasarle e, se e quando saranno formulabili, a chi rivolgerle.</p>
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		<title>Di: Ernesto Belisario</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2008/05/18/linnovazione-e-il-web-20-a-forum-pa-2008/comment-page-1/#comment-240</link>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 11:02:53 +0000</pubDate>
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		<description>@ Luigi Bertuzzi
Innanzitutto grazie per tutti gli spunti che mi hai dato con il tuo commento :-)

La tua analisi è lucidissima e mi fa venire in mente alcune riflessioni.

1. Gli evangelisti come gigicogo sono necessari in questa fase (anzi, magari ce ne fossero di più con la sua competenza ed il suo entusiasmo) proprio per scongiurare il rischio delle soluzioni (inutili se non addirittura controproducenti) imposte dall&#039;alto. Più si evangelizza più si stimola un approccio critico ai problemi e alle soluzioni da parte dei cittadini.

2. Concordo con te sul fatto che ci sia ancora molta strada da fare e che il rischio sia quello di normative non condivise ma qualcuno sta già tentando un approccio 2.0 alla legislazione. Di seguito ti riporto alcuni link significativi:
http://www.cittadinidigitali.it
http://dietrolequinte.bloglist.it/2007/11/04/internet-10-punti-per-la-politica/
http://www.davidorban.com/2007/12/open_government/en/

A mio parere sarebbe auspicabile unire tutte le forze e le intelligenze per evitare di disperdersi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Luigi Bertuzzi<br />
Innanzitutto grazie per tutti gli spunti che mi hai dato con il tuo commento <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La tua analisi è lucidissima e mi fa venire in mente alcune riflessioni.</p>
<p>1. Gli evangelisti come gigicogo sono necessari in questa fase (anzi, magari ce ne fossero di più con la sua competenza ed il suo entusiasmo) proprio per scongiurare il rischio delle soluzioni (inutili se non addirittura controproducenti) imposte dall&#8217;alto. Più si evangelizza più si stimola un approccio critico ai problemi e alle soluzioni da parte dei cittadini.</p>
<p>2. Concordo con te sul fatto che ci sia ancora molta strada da fare e che il rischio sia quello di normative non condivise ma qualcuno sta già tentando un approccio 2.0 alla legislazione. Di seguito ti riporto alcuni link significativi:<br />
<a href="http://www.cittadinidigitali.it" rel="nofollow">http://www.cittadinidigitali.it</a><br />
<a href="http://dietrolequinte.bloglist.it/2007/11/04/internet-10-punti-per-la-politica/" rel="nofollow">http://dietrolequinte.bloglist.it/2007/11/04/internet-10-punti-per-la-politica/</a><br />
<a href="http://www.davidorban.com/2007/12/open_government/en/" rel="nofollow">http://www.davidorban.com/2007/12/open_government/en/</a></p>
<p>A mio parere sarebbe auspicabile unire tutte le forze e le intelligenze per evitare di disperdersi.</p>
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		<title>Di: WAI2WAI - Luigi Bertuzzi</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2008/05/18/linnovazione-e-il-web-20-a-forum-pa-2008/comment-page-1/#comment-236</link>
		<dc:creator>WAI2WAI - Luigi Bertuzzi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 22:47:51 +0000</pubDate>
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		<description>Mi preoccupa la necessità di evangelisti. 
Mi preoccupa perché prova quanto sia gigantesco il degrado culturale, creato dal bisogno di un approccio consumistico alla diffusione dell&#039;accesso al Web.
Il pericolo più grande, adesso, mi sembra lo sbilanciamento di evangelizzazione che si potrebbe manifestare, procedendo nella realizzazione di una PA 2.0 da presentare ai cittadini come una soluzione piovuta dal cielo.
Vorrei che l&#039;evangelizzazione potesse procedere in parallelo, nel contesto PA e nel contesto Cittadinanza.
Si dovrebbe far tesoro del fallimento dei progarmmi governativi (UE - Nord America e Asia-Oceania) che all&#039;inizio degli anni &#039;90 cercarono un compromesso tra l&#039;approccio normativo e l&#039;approccio collaborativo (allora emergente) alla regolamentazione dei sistemi aperti.
Il fallimento fu determinato dalla scelta di privilegiare gli interessi industriali più forti.
Il danno maggiore di quella scelta lo stanno pagando i paesi che non seppero far valere i propri interessi.
Si sta forse per ripetere lo stesso tipo di errore?
Per evitare quel rischio, non converrebbe accertare che anche l&#039;evangelizzazione dei cittadini si stia attivando, in contesti che possano fungere da &quot;contraltare&quot; all Forum PA?
Mi spiace per lo sproloquio .. spero di non esser preso per matto .. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi preoccupa la necessità di evangelisti.<br />
Mi preoccupa perché prova quanto sia gigantesco il degrado culturale, creato dal bisogno di un approccio consumistico alla diffusione dell&#8217;accesso al Web.<br />
Il pericolo più grande, adesso, mi sembra lo sbilanciamento di evangelizzazione che si potrebbe manifestare, procedendo nella realizzazione di una PA 2.0 da presentare ai cittadini come una soluzione piovuta dal cielo.<br />
Vorrei che l&#8217;evangelizzazione potesse procedere in parallelo, nel contesto PA e nel contesto Cittadinanza.<br />
Si dovrebbe far tesoro del fallimento dei progarmmi governativi (UE &#8211; Nord America e Asia-Oceania) che all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 cercarono un compromesso tra l&#8217;approccio normativo e l&#8217;approccio collaborativo (allora emergente) alla regolamentazione dei sistemi aperti.<br />
Il fallimento fu determinato dalla scelta di privilegiare gli interessi industriali più forti.<br />
Il danno maggiore di quella scelta lo stanno pagando i paesi che non seppero far valere i propri interessi.<br />
Si sta forse per ripetere lo stesso tipo di errore?<br />
Per evitare quel rischio, non converrebbe accertare che anche l&#8217;evangelizzazione dei cittadini si stia attivando, in contesti che possano fungere da &#8220;contraltare&#8221; all Forum PA?<br />
Mi spiace per lo sproloquio .. spero di non esser preso per matto .. <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Ernesto Belisario</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2008/05/18/linnovazione-e-il-web-20-a-forum-pa-2008/comment-page-1/#comment-235</link>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2008 19:11:07 +0000</pubDate>
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		<description>@gigicogo 
Ti capisco perfettamente e concordo con te ... bisogna insistere :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@gigicogo<br />
Ti capisco perfettamente e concordo con te &#8230; bisogna insistere <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: gigicogo</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2008/05/18/linnovazione-e-il-web-20-a-forum-pa-2008/comment-page-1/#comment-234</link>
		<dc:creator>gigicogo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 May 2008 19:07:22 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ringrazio per i complimenti. Preciso solo che fare l&#039;evangelista non è una cosa sempre gratificante. Spesso ti danno per matto :-)
Ma bisogna insistere :-)
Keep in touch!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio per i complimenti. Preciso solo che fare l&#8217;evangelista non è una cosa sempre gratificante. Spesso ti danno per matto <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Ma bisogna insistere <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Keep in touch!</p>
]]></content:encoded>
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