YouTomb: uno studio sui video rimossi da YouTube

lun, 2 giugno 2008 - 2 minutes read

We’re sorry, this video is no longer available

Quante volte ci è capitato di leggere questa frase mentre cercavamo di visualizzare un video su YouTube.

Da qualche tempo, per saperne di più, è possibile dare un’occhiata a YouTomb, un progetto di ricerca del MIT Free Culture che ha la finalità di catalogare i video rimossi da YouTube con l’indicazione dei motivi della rimozione (violazione copyright, contenuti non adatti, ecc.).

YouTomb nasce come risposta alla poca chiarezza di YouTube sulla cancellazione dei video: lo scopo del progetto è quello di identificare i video rimossi e capire quali sono stati cancellati erroneamente.
Sotto questo profilo la ragione prevalente è quella di violazione di copyright fatta valere da case discografiche, network televisivi e legittimi detentori di utilizzazione economica dei video.

Ovviamente il progetto non ha l’obiettivo di renderli ancora disponibili, per ciascun video è predisposta una schermata con l’indicazione del periodo per il quale è stato visibile, di quante visualizzazioni ha registrato e, ovviamente, del soggetto che ne ha richiesto la rimozione. E’ possibile, ad esempio, guardare quali sono i video di cui la RAI ha chiesto la rimozione.

Il progetto è sicuramente interessante perchè, oltre a fornire importanti dati statistici, dimostra l’inefficienza del sistema della rimozione: i video rimangono on line molto tempo prima della cancellazione in modo tale che sia molto difficile (se non impossibile) evitarne l’ulteriore circolazione in rete.

YouTomb dimostra, poi, un dato di fatto estremamente preoccupante: negli stati occidentali la censura di Stato (di cui si fa un gran parlare in Rete) è stata sostituita dalla censura operata da compagnie private, come YouTube, che controllano quello che le persone possono dire-fare sul web.

A mio parere non se ne parla ancora abbastanza.  Per chi fosse interessato, segnalo un bellissimo post che qualche tempo fa Bill Thompson ha scritto sul suo blog.

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