Tempi duri per i blogger?

lun, 16 giugno 2008 - 4 minutes read

In questi giorni diverse notizie, non proprio incoraggianti, di problemi legali per i blogger italici.

Sta facendo il giro della blogosfera (e non solo) la notizia della prima condanna di un blogger per “stampa clandestina. Il Tribunale di Modica (RG) ha, infatti, condannato il noto storico siciliano Carlo Ruta ad una pena pecuniaria con l’accusa di “periodicità non regolare” per il suo blog www.accadeinsicilia.net.

Per motivi diversi un altro blog era stato sequestrato dalla Polizia Postale a seguito di una querela per diffamazione; il problema è che per un solo post incriminato l’intero sito è stato sottoposto a sequestro divenendo oggetto, di fatto, di una censura preventiva.

Le notizie mi lasciano molto perplesso e, prima di addentrarmi in commenti giuridici, aspetto di leggere il testo dei provvedimenti; certo è che certe decisioni sono il frutto di norme scritte male, di difficile interpretazione e applicazione, figlie di una scarsa cultura informatica. L’unica soluzione possibile, se non vogliamo rassegnarci a commentare simili decisioni, è quella di riscrivere le regole tenendo conto delle peculiarità e delle potenzialità del Web.

Ma non finisce qui! Via Marco Camisani Calzolari apprendo la vicenda di altro blogger che in post aveva raccontato la sua esperienza, non positiva, di cliente di un mobilificio che, nei commenti, gli ha anticipato un’azione legale con relativa richiesta di 400.00 euro di risarcimento.

Blogger e responsabilità, un tema ricorrente che il legislatore affronterà presto. In Italia nell’ambito della controversa riforma dell’editoria prevista per l’autunno mentre, a livello comunitario, il Parlamento Europeo ha elaborato un documento che farà sicuramente discutere in quanto ha ad oggetto una discutibile regolamentazione dei blog.

La relazione, firmata dall’eurodeputato Marianne Mikko, ha ad oggetto la concentrazione ed il pluralismo dei mezzi d’informazione nell’Unione Europea ma affronta anche l’aromento dei blog e dei social media.

La Relazione Mikko assegna ai blog un ruolo ambiguo: da un lato questi vengono visti come fattore positivo di dinamismo e innovazione dall’altro “considerando ltresì che lo status dei loro autori ed editori, inclusa lo status giuridico, non viene definita é indicato chiaramente ai lettori dei weblog, il che è fonte di incertezze per quanto riguarda l’imparzialità e l’affidabilità delle informazioni, la protezione delle fonti, l’applicabilità di codici di condotta e l’attribuzione di responsabilità in caso di azioni legali“.
Per ovviare a tale inconveniente la Mikko propone di “creare un marchio di qualità di garanzia” attraverso l’istituzione di un registro in cui ciascun blogger possa (su base volontaria) dichiarare i propri interessi finanziari e professionali.

La relazione Mikko si occupa anche, più in generale, del fatto che le pubblicazioni commerciali utilizzano sempre più contenuti prodotti dagli utenti, in particolare contenuti audiovisivi, dietro pagamento di un corrispettivo spesso simbolico, e che ciò solleva problemi di concorrenza sleale tra gli operatori del settore dei media.

Per questo motivo la Commissione cultura del Parlamento Europeo valuta con interesse la possibilità di introdurre una vera e propra tariffa per compensi commisurati al valore commerciale dei contenuti prodotti dagli utenti, oltre all’adozione di un vero e proprio codice etico.

Queste le proposte dell’Europarlamento (il testo completo del rapporto è reperibile qui) ma la discussione è aperta e tutti possono scrivere la propria opinione a questo indirizzo email: web-editor-en@europarl.europa.eu

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