Archivio luglio 2008

Giovedì scorso, insieme ad alcuni amici, abbiamo presentato l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione in un’interessantissima tavola rotonda tenutasi nell’ambito della VII Conferenza sul Diritto Amministrativo Elettronico. Alla manifestazione sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni, delle più importanti multinazionali dell’innovazione, dei consumatori, delle associazioni di imprenditori.

Tutti gli interventi hanno confermato la bontà delle ragioni che ci hanno condotto a costituire l’Istituto: l’innovazione è un bene comune ma nel nostro Paese mancano politiche serie e coerenti in materia.
L’Istituto (apartitico e indipendente) si propone di studiare le tematiche dell’innovazione da ogni possibile angolo di visuale (giuridico, informatico, economico e sociologico), raccogliere stimoli dal mondo universitario come da quello imprenditoriale, fornire occasioni di confronto, dialogo e collaborazione tra aziende, istituzioni e società civile e, quindi, formulare al Governo ed al Parlamento proposte, idee e suggerimenti per la gestione di una politica dell’innovazione che consenta al Paese di cogliere le opportunità che le nuove tecnologie offrono.

L’Istituto ha inteso fin da subito rivitalizzare il dibattito sull’innovazione in Italia attraverso un primo contributo: il documento “La politica dell’innovazione“. Si tratta di una versione 1.0, pubblicata per aprire il confronto e aperta a tutti i suggerimenti, critiche e le proposte di chi intende collaborare con il proprio tempo e le proprie competenze alla politica dell’innovazione.

Del resto, come Voltaire, credo che i documenti più utili, al pari dei libri, siano quelli in cui “i lettori fanno essi stessi metà del lavoro: penetrano i pensieri che vengono presentati loro in germe, correggono ciò che appare loro difettoso, rafforzano con le proprie riflessioni ciò che appare loro debole“.

I risultati cui si perverrà verranno poi presentati nell’ambito di una nuova conferenza nazionale sulla politica dell’innovazione che si terrà nel prossimo autunno.

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Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.