L’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione è stato sostituito da… un call center

mer, 27 agosto 2008 - 2 minutes read

Riprendo a postare dopo una (lunga) pausa per commentare una notizia passata quasi sotto silenzio.
In base all’art. 68, comma 6, del Decreto Legge n. 112/2008 (convertito nella Legge n. 133/2008) l’Alto Commmissario per la lotta alla contraffazione è stato soppresso e ha cessato ogni attività dal 23 agosto 2008. L’Ente, istituito soltanto nel 2005, aveva importanti compiti anche in materia di informatica e nuove tecnologie: monitoraggio e raccolta dati della contraffazione; sorveglianza sulle attività di prevenzione e repressione della stessa; coordinamento ed indirizzo delle politiche e delle strategie per la tutela della proprietà industriale ed intellettuale; studio ed elaborazione di misure normative e amministrative per la tutela della proprietà intellettuale ed industriale; assistenza alle imprese vittime della contraffazione.

A fronte della soppressione, il Ministero per lo Sviluppo Economico si è però affrettato a comunicare che è stato attivato un call center dedicato ed una mail al servizio di consumatori ed aziende che potranno rivolgersi per chiarimenti, assistenza e segnalazioni.

Questa notizia rappresenta in modo evidente come l’attività legislativa in materia di diritto d’autore non segua un disegno preciso ma sia improntata ad una pericolosa e preoccupante improvvisazione.
Mi limito a poche, brevi considerazioni. Indubbiamente i temi del delicatissimo rapporto tra diritto d’autore, proprietà intellettuale e nuove tecnologie sono di strettisima attualità e meritano risposte istituzionali adeguate. Ed invece sembra che il Governo non abbia nè un disegno nè un progetto in materia. Nessuna politica sul diritto d’autore: nel nostro paese se ne occupano le associazioni di categoria (delle case discografiche, delle software houses) ma non lo Stato.

La mia non è una difesa del Commissario per la lotta alla contraffazione, ma la constatazione che la soppressione dell’organismo (genericamente motivata con esigenze di riduzione della spesa) è avvenuta senza alcuna valutazione sulla funzionalità e sull’attività dell’Autorità.  Tale scelta desta perplessità ancora maggiori se solo si legge il comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico: se qualcuno si illude (o vuole farci illudere) che i problemi della pirateria e della contraffazione possano essere risolti con un call center evidentemente non ha compreso l’importanza di un punto di riferimento istituzionale competente e specializzato che possa occuparsi di diritto d’autore e proprietà industriale in modo completo e lontano dagli interessi di parte.

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