Da ventiquattr’ore sul web si parla quasi esclusivamente della notizia del lancio di Chrome, il nuovo browser di Google.  Dopo una breve attesa ed una seguitissima presentazione,  in tanti (tra cui il sottoscritto) si sono affrettati a scaricare ed installare quello che è stato definito “il browser del futuro”.

Ovviamente qui non troverete recensioni o “prove sul campo” di Chrome (di cui la blogosfera è già piena) che prendano in considerazione virtù e vizi del nuovo programma.

Da avvocato, infatti, oltre alle funzionalità (che al mio occhio non tecnico sembrano decisamente buone) ero più interessato a leggere i termini del servizio (il passaggio cui, di solito, si riservano pochi secondi cliccando con fede cieca su “Prosegui“); in particolare c’era molta attenzione sulla riservatezza dei dati della navigazione e, in generale, sulle implicazioni in materia di privacy (ne aveva parlato Daniele Minotti qui).

La licenza (disponibile qui) è doverosamente lunga ma ci sono due clausole sulle quali si è appuntata la mia attenzione e che vi segnalo.

12. Aggiornamenti software

12.1 Il Software utilizzato dall’utente può scaricare e installare automaticamente aggiornamenti resi disponibili di volta in volta da Google. Tali aggiornamenti sono studiati per migliorare, potenziare e ulteriormente sviluppare i Servizi e possono assumere la forma di correzioni bug, funzioni potenziate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove. L’utente accetta di ricevere tali aggiornamenti (e autorizza Google a fornirli) come parte dell’utilizzo dei Servizi.

In sostanza Google si riserva il diritto di installare automaticamente gli aggiornamenti, siano essi correzioni necessarie a correggere bug o a potenziare il software; il tutto senza che l’utente abbia la possibilità di intervenire.

17 Pubblicità

17.1 Alcuni Servizi sono finanziati dalle entrate derivanti dalla pubblicità e possono visualizzare annunci pubblicitari e promozioni. Tali annunci pubblicitari possono essere mirati al contenuto delle informazioni memorizzate nei Servizi, a ricerche effettuate tramite i Servizi o ad altre informazioni.

17.2 Lo stile, le modalità e l’ambito degli annunci di Google sui Servizi sono soggetti a modifica senza specifico preavviso all’utente.

17.3 In considerazione della concessione da parte di Google all’utente dell’accesso e dell’uso dei Servizi, l’utente accetta che Google possa inserire tali annunci pubblicitari sui Servizi.

Sembra chiaro, quindi, che Chrome conservi molte informazioni e che questi dati potranno essere utilizzati per la personalizzazione di annunci pubblicitari che tengano conto delle abitudini di navigazione di ogni singolo utente. La formulazione della clausola, che riprende quelle degli altri servizi di Google, desta qualche perplessità sotto il profilo della tutela della privacy e, probabilmente, è lecito attendersi una licenza 2.0 che, messa da parte la fretta dell’inaspettato lancio, tenga in considerazione le peculiarità del browser rispetto agli altri servizi di “Big G”.

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Questo post ha 14 commenti.

  1. [...] Nerone: [...]

  2. alfredo
    03 set 08
    12:32

    Sono, a mio avviso, clausole vessatorie, abusive e pertanto nulle.

  3. [...] con le informazioni sulle statistiche d’uso a Google. A tal proposito Ernesto Belisario approfondisce la questione guardando la licenza d’uso e notando i paragrafi sull’aggiornamento del browser [...]

  4. asdrubale
    03 set 08
    1:04

    Tutte cose che Google fa già normalmente, solo che adesso hanno uno strumento di proprietà.

  5. lobo
    03 set 08
    5:20

    ma hai mai letto la licenza d’uso di windows ? o di IE7 ?

    non c’e’ niente da stupirsi di tutto cio’

  6. [...] precedente post ho esposto alcune perplessità in relazione all’EULA di Google Chrome, il nuovissimo browser [...]

  7. [...] aveva già corretto). Ma le perplessità dei più sono state sollevate sulla privacy. Leggendo i termini del servizio fornito, balza agli occhi il diritto che Google si riserva di «installare automaticamente aggiornamenti di [...]

  8. [...] Gooogle Chrome: leggiamo la licenza d’uso [...]

  9. flux
    04 set 08
    7:58

    c’è da stupirsi eccome se il software in questione è definito opensource con tanto rumore… windows non è opensource

  10. kuntz
    04 set 08
    9:33

    Riguardo al punto 12: Google pare chiederci ancora una volta di fidarsi. Finora, a mio avviso, sono riusciti a non essere troppo “evil”, quindi perché no.

    Per il punto 17: la pubblicità è (sostanzialmente tutto) il business di Google, ma anche qui quello che chiedono è assolutamente in linea con quello che hanno sempre chiesto.

  11. Giovanni
    04 set 08
    2:36

    Secondo me hai preso un granchio rispetto al punto 17 “Pubblicità”. Questa è riferita ai “Servizi”, che sono i servizi online di Google (Gmail, Docs, ecc.) i quali sì memorizzano i dati degli utenti (ma questo è ovvio, è la loro peculiarità).
    Chrome invece è un browser, non c’entra niente con la pubblicita’ o la raccolta di dati a fini pubblicitari.
    Saprai senz’altro poi che per raccolta dati a scopi pubblicitari Google intende (e credo sia specificato anche dai Terms of Use ufficiali dei vari servizi) l’indicizzazione dei contenuti, anche riservati, per proporre a lato a chi naviga annunci rilevanti. Non già quindi nel senso classico di: “carpisco le tue preferenze per proporti direttamente iniziative di marketing”.
    Certo l’accumulo di dati degli utenti sui server di Google è un problema da tenere d’occhio, ma c’entra poco o nulla con Chrome e la sua licenza d’uso.

  12. [...] ultimi due post avevo espresso le mie perplessità su alcune clausole della licenza d’uso di Chrome, il [...]

  13. [...] aveva già corretto). Ma le perplessità dei più sono state sollevate sulla privacy. Leggendo i termini del servizio fornito, balza agli occhi il diritto che Google si riserva di «installare automaticamente aggiornamenti di [...]

  14. [...] componenti aggiuntivi e tracciare i movimenti degli utenti senza il loro consenso. Qui un approfondimento ed anche a questo [...]