Chrome: Google cambia la licenza

ven, 5 settembre 2008 - 3 minutes read

Negli ultimi due post avevo espresso le mie perplessità su alcune clausole della licenza d’uso di Chrome, il nuovissimo browser di Google, auspicando una revisione dell’EULA.

Ebbene le preoccupazioni di tutta la blogosfera hanno già spinto Google a cambiare  una delle clausole in questione. Com’era prevedibile, la prima modifica è stata quella relativa alla clausola che più di tutte rischiava di compromettere la diffusione di Chrome, il famigerato articolo n. 11.1 in cui si prevedeva che “inviando, pubblicando o visualizzando i Contenuti, l’utente concede a Google una licenza perenne, irrevocabile, internazionale, non soggetta a diritti d’autore e non esclusiva per riprodurre, adattare, modificare, tradurre, pubblicare, eseguire in pubblico, visualizzare pubblicamente e distribuire qualsiasi Contenuto inviato, pubblicato o visualizzato su o tramite i Servizi.

Google, attraverso il suo blog ufficiale, ha comunicato che la clausola è stata cambiata eliminando la strana e pericolosa licenza.

11. Content license from you

11.1 You retain copyright and any other rights you already hold in Content which you submit, post or display on or through, the Services.

Di seguito riporto la screenshot con la clausola così come modificata (anche se – stranamente – la data del documento rimane il 15 agosto 2008).

La nuova EULA di Google Chrome

La modifica della clausola è avvenuta soltanto nella versione della licenza in lingua inglese che, in base all’art. 3.1, è quella che regola il rapporto con l’utente (la traduzione serve soltanto per fornire una maggiore comprensione) e Big G fa sapere che per le modifiche in tutte le altre lingue sarà necessario qualche tempo.

La nuova sintetica formulazione della clausola prevede che l’utente sia titolare non solo del copyright ma di tutti i diritti sui contenuti inviati, pubblicati o visualizzati attraverso Chrome,  senza possibilità per Google di riutilizzarli in qualunque maniera. Questa versione si applicherà retroattivamente a tutte le copie di Chrome precedentemente installate.

Google, attraverso Rebecca Ward (Senior Product Counsel di Chrome), ha affermato che l’errore è consistito nell’usare per il browser la stessa EULA degli altri servizi Google. I dubbi però sono leciti: davvero una società come Google copia&incolla una licenza? Oppure Google ha tentato di aprire una nuova frontiera nel campo delle licenze del software?
Quella iniziata da Google, infatti, può diventare una vera e propria prassi nel mondo delle EULA; lo staff del sito Betanews ha fatto l’elenco di alcuni servizi on line che già oggi adottano clausole simili a quella appena modificata da Google.

Inoltre, per il momento, nessuna modifica è stata apportata alle clausole 12 (Aggiornamento del software) e 17 (Pubblicità) di cui ho parlato qui.

Anche queste sono destinate a diventare uno standard per il software?

Tags: , , ,