Come avevo anticipato in un precedente post, la Camera non ha modificato lo sciagurato emendamento telemarketing approvato al Senato nel corso dell’iter di conversione in legge del c.d. decreto “milleproroghe”.
Gli appelli del Garante Privacy, delle associazioni dei consumatori, dei giuristi non sono serviti a nulla: legge la norma che prevede la libera utilizzabilit degli elenchi telefonici formati prima del 1 agosto 2005 per finalit promozionali anche in deroga agli articoli 13 (informativa) e 23 (consenso) del Codice Privacy (D.Lgs. n. 196/2003).
Si tratta di una scelta di politica legislativa incomprensibile (introdotta solo in sede di emendamento e non preceduta da un’adeguata istruttoria) oltre che inaccettabile dal momento che si crea un settore in cui gli operatori non sono tenuti all’applicazione delle regole previste per tutti gli altri settori.
Irragionevolezza, disparit di trattamento: il tutto in nome degli aiuti ad un settore in tempi di crisi.
Non so se essere pi preoccupato per il numero di telefonate che arriveranno o per il precedente per cui, pur di aiutare un settore in crisi, si disposti a sacrificare diritti e libert individuali.
La legislazione in materia di diritto delle nuove tecnologie sfugge ormai a qualunque ponderazione ed approfondimento, contraddistinta sempre pi da blitz che indeboliscono le garanzie dei diritti e frenano lo sviluppo delle nuove tecnologie.
Nel corso dell’iter di conversione in legge del c.d. Decreto Milleproroghe (D.L. n. 307/2008) il Governo ha posto la fiducia su un emendamento controverso, destinato ad accrescere notevolmente le attivit di telemarketing per la gioia delle imprese ma a scapito dei consumatori.
Ecco il testo dell’emendamento all’art. 44 del Decreto:
1-bis. I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici pubblici formati prima del 1 agosto 2005, sono lecitamente utilizzabili per fini promozionali sino al 31 dicembre 2009, anche in deroga agli articoli 13 e 23 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dai soli titolari del trattamento che hanno provveduto a costituire dette banche dati prima del 1 agosto 2005
Il tutto, ancora una volta, senza ponderazione e contro il parere degli esperti del settore e in contrasto con la pluriennale attivit del Garante Privacy.
Purtroppo, visto che il decreto deve essere perentoriamente convertito in tempi brevi, non possibile sperare in un momento di resipiscenza e nel ritiro dell’emendamento.
Come molti di voi sanno, il Governo ha istituito un Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale che, come si evince dal nome, ha l’obiettivo di formulare proposte normative per combattere la pirateria.
Nelle scorse settimane ci sono state molte polemiche in ordine alle soluzioni all’esame del Comitato; per questo motivo l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione si fatto promotore di una lettera aperta al Prof. Mauro Masi, coordinatore del Comitato, che ha l’obiettivo di tutelare la cultura digitale nel nostro Paese, invocando trasparenza e partecipazione nella scrittura delle nuove regole.
La lettera, il cui testo stato pubblicato qui, stata firmata da ISP, industria musicale italiana, associazioni di consumatori, protagonisti della cultura digitale in Rete.
Non ci resta che attendere la risposta del Comitato.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione tecnologica che ha portato l’uso delle tecnologie info-telematiche in tutte le attivit professionali, imprenditoriali e amministrative. Una rivoluzione cos veloce da favorire unalfabetizzazione informatica prettamente tecnica senza permettere lesame approfondito delle implicazioni anche legali legate al massiccio uso delle nuove tecnologie.
Chi pratica le aule dei Tribunali sa perfettamente che di files, posta elettronica e siti web si parla anche nei processi che non hanno ad oggetto domain names o crimini informatici. E proprio al fine di sensibilizzare sulle implicazioni giuridiche e processuali arrecate dalluso dei nuovi strumenti telematici, con la Regione Basilicata in collaborazione con l’Ufficio del Referente Civile per l’informatica della Corte d’Appello di Potenza e con il Circolo dei Giuristi Telematici, abbiamo organizzato un ciclo di seminari rivolto agli operatori del diritto: magistrati, avvocati, praticanti avvocato, ufficiali giudiziari, cancellieri e periti.
Argomenti di analisi saranno l’efficacia dell’email e della firma digitale, le indagini ad oggetto informatico, i diritti digitali e l’impatto delle nuove tecnologie sul processo.
Liniziativa dal titolo Informatica&Diritto: cosa cambiato nella prassi e nel processo si svolge nell’ambito del progetto IRESUD, stata accreditata dall’Ordine degli Avvocati di Potenza con il conferimento di 16 crediti formativi ed completamente gratuita. Sono molto contento che, grazie alla partecipazione di molti amici, per due mesi Potenza sar la “capitale del diritto delle nuove tecnologie” ospitando incontri in cui avvocati, magistrati, investigatori e docenti universitari promuoveranno un costruttivo dibattito sui temi pi interessanti, facendo convergere le diverse esperienze.
Il Ciclo seminariale, che si svolge presso l’Aula Grippo del Palazzo di Giustizia di Potenza, si articola in quattro incontri tematici ed in un convegno conclusivo che si terr il 3 aprile 2009 alle ore 15 (il programma completo disponibile qui ed possibile rergistrarsi con una mail all’indirizzo seminari@informaticaediritto.org).
L’iniziativa sar aperta venerd 6 febbraio alle ore 15 dal primo seminario dedicato a Email, documento informatico e firma digitale al quale parteciperanno come relatori due docenti dell’Universit La Sapienza di Roma: il Dott. Giuseppe Corasaniti (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma) e l’amico e collega Avv. Guido Scorza.
Vi aspetto numerosi








