Come avevo anticipato in un precedente post, la Camera non ha modificato lo sciagurato emendamento telemarketing approvato al Senato nel corso dell’iter di conversione in legge del c.d. decreto “milleproroghe”.
Gli appelli del Garante Privacy, delle associazioni dei consumatori, dei giuristi non sono serviti a nulla: è legge la norma che prevede la libera utilizzabilità degli elenchi telefonici formati prima del 1° agosto 2005 per finalità promozionali anche in deroga agli articoli 13 (informativa) e 23 (consenso) del Codice Privacy (D.Lgs. n. 196/2003).
Si tratta di una scelta di politica legislativa incomprensibile (introdotta solo in sede di emendamento e non preceduta da un’adeguata istruttoria) oltre che inaccettabile dal momento che si crea un settore in cui gli operatori non sono tenuti all’applicazione delle regole previste per tutti gli altri settori.
Irragionevolezza, disparità di trattamento: il tutto in nome degli aiuti ad un settore in tempi di crisi.
Non so se essere più preoccupato per il numero di telefonate che arriveranno o per il precedente per cui, pur di aiutare un settore in crisi, si è disposti a sacrificare diritti e libertà individuali.









Che tristezza.
Il disturbo delle telefonate è sicuramente un problema ma è minore.
Per quei poveri ragazzi è un “non-lavoro”. Mi ricordano i rematori delle galee romane.
é un dato che 2 milioni di italiani NON desiderano il telemarketing , i restanti sono indifferenti.
questo è il risultato del censimento telefonico.
è stato un errore del garante aver proibito il telemarketing anche agli indifferenti.
le proposte telefoniche, da produttore a consumatore sono convenienti. perchè negare questo media quando c’e’ una lista robinson di 2 ml di indirizzi che il garante non rende operativa ? a chi giova tutto questo ? bisogna sentire più campane per farsi un giudizio e non solo quelle di chi strilla da anni.