Difendiamo la libertà di informazione (non solo on line)

dom, 17 maggio 2009 - 2 minutes read

Nel corso delle ultime settimane molto ha fatto molto discutere la pubblicazione del rapporto di Freedom House sulla libertà di informazione che ha declassato l’Italia da paese libero (free) a parzialmente libero (partly free), unico caso in Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Quasi nelle stesse ore in cui veniva diffuso il rapporto di Freedom House veniva presentata a Roma la Società Pannunzio per la libertà di informazione di cui l’Istituto per le Politiche dell’Innovazione è uno dei promotori.

La Società Pannunzio, ispirata alla “Société des Ami de la liberté et de la presse” e politicamente neutrale, è un’associazione che mira ad unire coloro che hanno a cuore le sorti di quella che Immanuel Kant definiva “libertà di penna” e che intendono discutere ed avanzare progetti di riforma. Per sottolineare l’estraneità di ogni spirito corporativo dall’azione della “Società” lo statuto della medesima stabilisce che la presenza di giornalisti non possa superare un terzo dei soci.

Pubblicità occulta, mancanza di editori “puri”, concentrazioni di strumenti di comunicazione nelle mani di pochi sono queste le minacce alla libertà di informazione che rischiano di compromettere l’esistenza di una compiuta democrazia politica. Il riferimento al giornalista Mario Pannunzio va inteso quale ideale richiamo alle battaglie di civiltà condotte dal “Mondo” e dal suo Direttore, nonché dal “Movimento Salvemini”.

Particolare attenzione è dedicata alla libertà di informazione in Rete, tema di strettissima attualità nel corso degli ultimi mesi (e a cui è dedicato uno dei primi documenti dell’associazione, il Libro Arancione).

La Società Pannunzio non intende fermarsi alla testimonianza di idee, ma si impegna anche in azioni concrete di denuncia contro le violazioni continue, e ormai tollerate da tutti, della legislazione.

Parafrasando Albert Camus si può sostenere che l’informazione libera “può, naturalmente, essere buona o cattiva, ma è certissimo che senza libertà non potrà essere altro che cattiva“.

Per questo ho deciso di supportare anche personalmente la Società Pannunzio e vi invito a fare altrettanto.

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