Si continua a parlare del delicatissimo (e difficile) rapporto tra privacy e social networks.
E’ di qualche tempo fa la notizia che una Corte della California ha stabilito che la stampa può ri-pubblicare ciò che gli utenti scrivono sulle rispettive bacheche (nella fattispecie si trattava di Myspace); anche in Italia il Garante Privacy (dopo la diffusione dell’opuscolo di cui ho parlato qui) si è espresso sulla questione relativa all’uso di immagini tratte dai social networks (in particolare Facebook), affermando il principio per cui giornali e televisioni possono diffondere le fotografie pubblicate dagli utenti, qualora ciò sia necessario per fornire informazioni riguardo a fatti di interesse pubblico e purchè venga adeguatamente verificata la correttezza e l’esattezza dei dati pubblicati (ad esempio che la foto diffusa sia davvero della persona cui si riferisce la notizia).
L’importanza delle informazioni inserite dagli utenti nei rispettivi profili è ancora più evidente se si pensa, ad esempio, che gli Uffici dei college statunitensi che si occupano delle ammissioni acquisiscono informazioni sugli aspiranti studenti proprio da siti come Facebook o Myspace.
Per questo ritengo che sia sempre più importante creare consapevolezza su questi temi. In Rete, fortunatamente, si moltiplicano i siti che contengono consigli su come proteggere la propria privacy e EFF ha addirittura lanciato un servizio on line (utilissimo) che consente di monitorare le condizioni si servizio di tutti i più importanti siti web (da Ebay a Google); tenendolo d’occhio è possibile essere informati su tutte le modifiche delle politiche dei siti, compresi quelli di social networking, in materia di privacy.
Su “la privacy nell’era digitale” ho scritto un articolo, che vi segnalo, sul numero di giugno di BlogMagazine; fatemi sapere cosa ne pensate
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06 lug 09
7:09
Ernesto,
l’articolo è molto interessante ed utile, anche quello in pdf dove svisceri il tema. Complimenti!
Ciao, Vittorio
05 ott 09
1:16
Non mi ritengo assolutamente un esperto ma un “appassionato” dell’argomento. Posso solo ribadire che l’arma principale per difendere la propria riservatezza rimane, come dici tu, una attenta gestione del profilo. Scrivi anche che Internet non è il Far West e che ci sono regole che devono essere rispettate. Su questo sono meno d’accordo nel senso che essere raggiunti dalla sanzione è molto difficile, soprattutto laddove i dati personali finiscono fuori dai confini. Sempre a mio parere, ma ho visto diversi casi, il diritto all’oblìo non è veramente esercitabile. E quindi, in maniera assolutamente non etica, lo riconosco, in quel SN che inizia per F e finisce per K ho deciso di iscrivermi con dati non veritieri. Complimenti per l’articolo e il libro di fresca pubblicazione, ci farò un pensierino… Ciao