E’ notizia di pochissimi minuti fa: tre dirigenti di Google sono stati condannati dal Tribunale Penale di Milano per violazione della privacy nell’ambito del noto caso “Vividown” relativo alla pubblicazione di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti.

Ancora non sono disponibili le motivazioni della sentenza, bisognerà attendere qualche mese; non bisogna però attendere per iniziare a preoccuparsi per il momento che sta attraversando la Rete italiana tra progetti di legge inadeguati (basti pensare al Decreto Romani e all’obbligo di rettifica per i blog che nelle prossime settimane potrebbe passare nell’ambito del c.d. DDL intercettazioni) e pronunce giudiziarie discutibili (il nuovo sequestro di The Pirate Bay, la pronuncia sul caso Mediaset-Youtube e, appunto, la sentenza Vividown).

20 sept.'08: Neo-censorship
(Immagine di De Balie)

Sono peggio le leggi o le sentenze?

Indubbiamente, in questo momento, il diritto non è alleato della tecnologia nel nostro Paese; non è colpa del legislatore o dei giudici … norme e sentenze sono il fedele specchio della nostra società: arretrata e tecnofoba.

Il diritto dovrebbe essere risorsa e, invece, si sta tramutando in un enorme ostacolo allo sviluppo; viene alla mente quel passaggio del Faust in cui Goethe scriveva “Leggi e diritti si ereditano come un’eterna malattia. Si strascinano da una generazione all’altra. Si propagano di luogo in luogo, piano piano. La ragione diventa assurdità, il pubblico vantaggio una calamità; che disgrazia essere un postero!

Tutti coloro che hanno a cuore l’innovazione nel nostro Paese sono chiamati a rimboccarsi le maniche per invertire la tendenza. Da dove cominciamo?

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Questo post ha 12 commenti.

  1. Social comments and analytics for this post…

    This post was mentioned on Twitter by diritto2punto0: New blog post: Houston, abbiamo un problema: Google condannata per il “caso Vividown” http://bit.ly/cZADdh...

  2. [...] fatto, del quale hanno appena dato notizia i giornali, ne parlano già Massimo, Ernesto, Metilparaben ed altri. Non vale quindi la pena soffermarsi sulla descrizione delle circostanze, [...]

  3. [...] In particolare nel nostro Paese, che non brilla per capacità di supporto normativo all’innovazione. [...]

  4. [...] parecchie reazioni sui blog italiani. C’è chi vede nella sentenza di Milano una mostruosità giuridica per l’estensione della responsabilità al gestore della pagina su cui vengono caricati i [...]

  5. Giuseppe
    24 feb 10
    3:50

    Bella domanda…da dove cominciamo? Come si può evitare il baratro che si prospetta con questo precedente?

  6. Bah … io credo che la sentenza che colpisce Google, anche se inquietante, rappresenti, però, un caso limite.
    Non dimentichiamo che anche la magistratura sarà presto soggetta ad una riforma. E non so quanto la cosa si parimenti auspicabile, peraltro.
    Per me le pressioni contro la rete … è talmente chiaro da dove provengano, che il dibattito, in rete, appare persino pleonastico.
    Non è nei blog o su internet che dovremmo porre questi interrogativi, temo.
    Da questa parte della barricata siamo già tutti d’accordo.
    Sogno un paese diverso, ma la colpa non è (solo) di chi ci amministra … anche la classe dirigente è lo specchio di un popolo e del suo modo di vedere le cose, infondo.
    Io mi occupo, nel mio blog, di cinema e ti dovessi dire quali sono le chiavi di ricerca con cui accedono, molti utenti, al mio blog, non ti stupiresti più di tanto ;-)
    Dal mio punto di vista, per rispondere alla tua domanda, andrebbero fermate le leggi.
    Qualche pretura zelante, temo, potrà sempre capitare anche in presenza di leggi a favore di internet, ma limitare, per altri interessi, la libera circolazione dell’informazione sul web, un diritto cioè ormai, come dire, acquisito di fatto, ed a tutti gli effetti, è un’azione che dobbiamo contrastare a tutti i costi e con tutti i mezzi possibili, perché dietro una reprimenda del genere si azzererebbe, di un colpo, una condizione primaria per lo sviluppo del paese ed anche della sua democrazia.
    Con stima.
    Rob.

  7. Dopo le reazioni di Google, e la presa di posizione degli USA contro la sentenza che condanna i tre manager dell’azienda statunitense, sono cautamente ottimista.
    Mi sembra che il caso eclatante di questa vicenda aiuterà, paradossalmente, la causa del contrasto alle leggi restrittive della libertà dell’informazione in internet.
    Almeno questa è la mia speranza.
    Con stima.

  8. Rossana
    25 feb 10
    10:04

    Mah..

  9. gigicogo
    25 feb 10
    12:24

    Caro Ernesto, il giudice ANTICIPA quello che il legislatore ancora non ha emanato. Questo è davevro un grandissimo errore!

  10. [...] letto su molti blog, le diverse posizioni dei vari blogger italiani sul caso Vividown e Google. Dei ragazzi pubblicano [...]

  11. [...] mi fa piacere che anche Ernesto noti come certe sentenze, anticipino di fatto una legislazione in itinere. Ma non erano tutte toghe [...]

  12. [...] le cronache di queste ultime settimane, i profili giuridici legati al Web sono ancora di grande attualità. La sempre maggiore diffusione delle tecnologie info-telematiche pone, infatti, importanti [...]