Volete l’obbligo di rettifica per i blog?

sab, 8 maggio 2010 - 2 minutes read

I lettori di questo blog ricorderanno che sono stato uno dei primi a dare la (brutta) notizia dell’approvazione della Camera dei Deputati dell’obbligo di rettifica per tutti i siti informatici (qui sotto embeddo un file in cui provo a spiegare cosa prevede la norma).

Molte sono state le proteste volte ad evitare che tale norma venisse definitivamente approvata e lo scorso mese di luglio si tenne il primo “sciopero dei blog”, iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di questa disposizione liberticida.

Tuttavia, a distanza di mesi, il c.d. “obbligo di rettifica per i siti informatici” non è stato eliminato dal testo che il Senato si accinge ad approvare nei prossimi giorni.

Un ultimo tentativo per evitare che questa norma scellerata diventi legge è stato promosso, sotto forma di appello, dal prof. Stefano Rodotà e da altri studiosi (tra cui gli amici Guido Scorza e Arturo Di Corinto).

Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.

Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.

Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte

Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog.

Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.

Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.

Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.

Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.

Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà

Fiorello Cortiana

Juan Carlos De Martin

Arturo Di Corinto

Carlo Formenti

Guido Scorza

Chiunque condivida questo appello può aderire sull’apposita pagina Facebook; io l’ho fatto :)

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