Archivio luglio 2010

Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della Posta Elettronica Certificata (PEC), tecnologia che – nelle intenzioni del legislatore – dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.

La scelta di ricorrere alla PEC non mi convinceva (e, onestamente, continua a non convincermi); tuttavia, credo che la Posta Certificata possa essere uno strumento idoneo a semplificare i rapporti, a smaterializzare l’attività amministrativa, a rendere gli uffici pubblici più efficienti e trasparenti, a migliorare la qualità della vita degli utenti.

Ciononostante, ad oggi, sono molte le Amministrazioni che non hanno attivato un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (una lista di Enti “fuorilegge” è stata diffusa dallo stesso Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione) e quelle che pure formalmente lo hanno attivato spesso non lo rendono conoscibile ai cittadini, oppure non lo usano.
Embematico, sotto questo aspetto, il video che embeddo qui sotto in cui, un funzionario (interpellato in merito alla possibilità di comunicare via PEC con l’Amministrazione) risponde che l’Ente ha una casella PEC ma che questa non viene di fato utilizzata e che, pertanto, è consigliabile ricorrere alla tradizionale raccomandata A/R.

Si tratta di argomenti che spesso, negli ultimi mesi, ho sentito quando ho chiesto ad Enti (di ogni ordine e grado) di poter usare la PEC; tuttavia, non sempre si ha la percezione che risposte di questo tipo dimostrano non solo la disorganizzazione dell’Ufficio, ma una grave violazione degli obblighi di legge.
Infatti l’attivazione e l’uso della PEC non sono una concessione rimessa alla discrezionalità (e al “buon cuore”) delle Amministrazioni, ma rappresentano un vero e proprio obbligo per gli Enti che sono tenuti ad assicurare a cittadini e imprese alcuni diritti digitali ormai da tempo consacrati in provvedimenti normativi.
In particolare, ciascuna Amministrazione deve:

1) attivare almeno un indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ogni registro di protocollo;
2) rendere pubblico l’indirizzo di PEC sulla home page del proprio sito;
3) rendere pubblico l’indirizzo di PEC sul portale governativo www.paginepecpa.gov.it;
4) utilizzare la PEC con tutti gli utenti che ne facciano richiesta, senza poter addurre difficoltà tecnologiche ed organizzative per impedire l’esercizio di questo diritto.

Gli Enti che non vi avessero già provveduto devono quindi adeguarsi rapidamente se vogliono evitare responsabilità e contenzioso; ciascun cittadino, infatti, può ottenere giudizialmente la tutela dei propri “diritti digitali”.
Le leggi ci sono già, bisogna solo pretendere che vengano rispettate!

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I lettori di questo blog ricorderanno che in passato mi sono occupato di Normattiva, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese.

Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.
Purtroppo non è stata modificata la pagina “avviso legale” che incredibilmente – tra le altre cose – ancora prevede che “l’unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza“.

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Qualcuno di voi potrebbe pensare “roba da avvocati, l’importante è che il servizio esista e funzioni“. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l’uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un’informazione che – per espressa ammissione del suo autore – non è affidabile?
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che N-LEX, la sezione del sito dell’Unione Europea che permette di accedere alle banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.

Ho scritto all’Ufficio Pubblicazioni, che cura la pagina, per avere delucidazioni e – diplomaticamente – mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un’edizione on line su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.

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Come avevo anticipato in un precedente post, domani sarò a Bari dove, nell’ambito di LexExpo 2010 (che si terrà presso la LUM – Libera Università Mediterranea), verrà presentata l’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo “Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?“.

Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato qui) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell’ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l’Osservatorio: l’uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l’appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell’indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave “emergenza tecnologica” dell’avvocatura italiana.

Ci vediamo a Bari :)

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Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e – per molti – tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro “La cittadinanza digitale” di Gianluigi Cogo.

Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on line molte recensioni), è dedicato ad uno dei temi centrali dell’innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.

Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell’autore sta – senza dubbio – nell’aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l’innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell’Open Government) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d’altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo status e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.

Grande merito, dunque, all’autore che è persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.

Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l’innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall’affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.

Buona lettura :)

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Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del VENEZIACAMP che si terrà fino al 3 luglio presso l’Arsenale di Venezia; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l’innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri.

Anche io sarò all’Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, soprattutto, parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog; pertanto, nella speranza di fare cosa gradita e di vedervi in tanti, provo di seguito a riassumere tutti gli eventi in cui sono coinvolto:
- giovedì 1, ore 15: parteciperò all’interessante incontro L’Agenzia per l’innovazione incontra la Rete cui interverrà anche il Presidente dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, dott. Davide Giacalone;

- venerdì 2, ore 12: parteciperò alla Sessione organizzata dalla rete di InnovatoriPA, in cui si parlerà di Governo 2.0.

- sabato 3, ore 10: prenderò parte alle celebrazioni per il decennale di IWA-ITALY per parlare delle professioni del Web, in particolare di quelle legate all’Open Government.

Ci vediamo a Venezia :)

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Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.