C’è una buona notizia per il movimento Open Data italiano, una notizia a cui tengo molto: nelle scorse settimane è stata pubblicata on line la nuova versione della Italian Open Data License 1.0 (IODL).
Come qualcuno ricorderà, la IODL è la licenza pubblicata da FormezPA nel mese di ottobre 2010 nell’ambito del progetto MiaPA; l’obiettivo di tale licenza era tuttavia ben più ambizioso: fornire una licenza di riferimento a tutte le Amministrazioni che volessero “liberare” i propri dati.

In questo articolo pubblicato sul sito di ForumPA provai a spiegare perché, a mio avviso, il progetto IODL fosse una gran bella notizia per tutto il movimento Open italiano, evidenziando però alcune imprecisioni e l’unico grave limite: l’impossibilità di utilizzare i dati per finalità commerciali che aveva spinto alcuni ad affermare che tale licenza non potesse considerarsi davvero “aperta”.

Teaching Open Source Practices, Version 4.0 (high res)

Con un atteggiamento raro nella PA italiana, proprio per recepire tali critiche e migliorare la Licenza, FormezPA ha costituito un gruppo di discussione con il preciso obiettivo di stabilizzare la IODL e renderla davvero “open”. Il gruppo, che ho avuto l’onore di coordinare, è stato composto da alcuni dei principali esperti italiani: Giovanni Battista Gallus, Francesco Paolo Micozzi e Stefano Laguardia (Circolo dei Giuristi Telematici), Guido Scorza (Istituto per le Politiche dell’Innovazione), Stefano Costa (OKFN Italia), Marco Ciurcina e Federico Morando (Creative Commons Italia).

Rispetto alla versione originaria abbiamo introdotto numerose modifiche e – soprattutto – abbiamo eliminato la restrizione commerciale, rendendo la IODL compatibile sia con la licenza Creative Commons CC-BY-SA sia con la licenza Open Data Commons ODbL. Al di là dei tecnicismi, significa che i dati che verranno pubblicati con questa licenza potranno essere usati per qualunque finalità; è infatti previsto espressamente che:

3. Usi consentiti

Tu puoi esercitare i diritti concessi con la presente licenza in modo libero e gratuito, anche qualora la finalità da Te perseguita sia di tipo commerciale.

Ritengo che si tratti di una buona notizia, non solo da un punto di vista teorico. Il modello di una licenza “governativa” per l’Open Data (già sperimentato in UK e Francia)  si sta affermando anche in numerosi Paesi (ad esempio, sulla falsariga della IODL, la Norvegia ha recentemente pubblicato una prima bozza della Norvegian Open Data License) in quanto fornisce alle Amministrazioni uno strumento valido ed affidabile con cui rendere pubblici i propri dati.
Non è casuale che, oltre ai dati di MiaPA, ci siano già altre Amministrazioni che stanno utilizzando già la nuova IODL; un importante esempio è rappresentato dal Comune di Udine che ha pubblicato sotto IODL i dati relativi al proprio bilancio.

Come ogni licenza “open” che si rispetti, la IODL ha ora anche un proprio gruppo di discussione su InnovatoriPA in cui chiunque può far emergere questioni e spunti, proporre modifiche e integrazioni.

Vi aspettiamo :-)

2 Responses to Pubblicata la nuova versione della Italian Open Data License

  1. [...] dai pubblici dipendenti per l’assistenza alle persone disabili: i dati, rilasciati sotto IODL 1.0, non sono più in formato .pdf bensì [...]

  2. [...] “a caldo”: a) la licenza adottata dal maggior numero di amministrazioni è la IODL v 1.0, segno che le Amministrazioni preferiscono affidarsi ad una licenza sviluppata ad hoc per il [...]

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