Il diritto di accesso agli atti e ai documenti dell’amministrazione è riconosciuto dalle legislazioni di 89 Paesi, ma spesso i cittadini non ne sono consapevoli o, comunque, non riescono a vederlo soddisfatto.
Proprio per questo motivo, l’organizzazione Access Info ha lanciato il sito AskTheEu attraverso il quale è possibile chiedere (e ottenere) informazioni alle Istituzioni dell’Unione Europea. AskTheEu non è solo un tramite tra cittadini e istituzioni (spesso troppo distanti), ma serve anche a rendere pubbliche le risposte fornite in modo da farle conoscere a tutti i soggetti interessati (un’approfondita analisi di AskTheEU l’ha scritta Antonella Napolitano e potete leggerla qui).
Si tratta di un’iniziativa che è – prima di tutto – sensibilizzazione, informazione; l’obiettivo è duplice: far prendere consapevolezza ai cittadini del fatto che hanno certi diritti e “avvicinare” le istituzioni, cercando (grazie alla trasparenza) di conferire nuova legittimazione al processo decisionale.
Credo che si tratti di un’iniziativa che potrebbe essere presa ad esempio anche nel nostro Paese: in Italia, le poche norme che ci sono sono di vecchia impostazione (posso conoscere un atto solo se mi riguarda) e molti sono comunque gli ostacoli per una loro effettiva operatività.
Ma la cosa che più mi preoccupa, in prospettiva, è la rassegnazione dei cittadini di fronte ai meccanismi burocratici (anche quando le Amministrazioni potrebbero essere portate in Tribunale perché il loro comportamento è illegittimo, i cittadini hanno paura dei tempi e dei costi di un giudizio… e si arrendono); se questo accade, significa che il sistema è sbagliato.
Non credo che, in tempi brevi, il legislatore italiano riuscirà a modificare la normativa vigente in modo efficace; per questo penso che utilizzare le nuove tecnologie, in modo analogo a AskTheEu, sia un’operazione molto più efficace che è possibile fare subito, una specie di “hacking istituzionale” che potrebbe contribuire a rendere l’Italia più trasparente.
Prof. Belisario ai difetti della normativa, le lungaggini burocratiche io aggiungerei la totale incompetenza di chi è deputato a rendere l’accesso agli atti.
Quante volte, e accade troppo spesso, ci si trova di fronte personale restio a far accedere il cittadino a determinati atti per il solo motivo che “non so se posso farti vedere questo atto perchè non ho idea di cosa sia”.
Oltre ad un difetto normativo, c’è un difetto di incompetenza. Anzi, un deficit di competenza.
Le norme, le buone prassi, non posson bastare. C’è un esercito di impiegati, sinanche di funzionari, da istruire!
Buon lavoro, la seguo con grande stima ed attenzione.
Prof. Belisario ai difetti della normativa, le lungaggini burocratiche io aggiungerei la totale incompetenza di chi è deputato a rendere l’accesso agli atti.
Quante volte, e accade troppo spesso, ci si trova di fronte personale restio a far accedere il cittadino a determinati atti per il solo motivo che “non so se posso farti vedere questo atto perchè non ho idea di cosa sia”.
Oltre ad un difetto normativo, c’è un difetto di incompetenza. Anzi, un deficit di competenza.
Le norme, le buone prassi, non posson bastare. C’è un esercito di impiegati, sinanche di funzionari, da istruire!
Buon lavoro, la seguo con grande stima ed attenzione.