Agenda Digitale e Open Data: cominciamo con il piede giusto?

gio, 9 febbraio 2012 - 5 minutes read

Secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione, oggi è un giorno importante per l’innovazione italiana: alle 17 si terrà la prima riunione della “cabina di regia” sull’Agenda Digitale prevista dal Decreto Semplificazioni approvato dal Governo il 27 gennaio scorso.

Il decreto, nella sua versione definitiva, prevede che

1. Nel quadro delle indicazioni dell’agenda digitale europea, di cui alla comunicazione della Commissione europea COM (2010) 245 definitivo/2 del 26 agosto 2010, il Governo persegue l’obiettivo prioritario della modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese, attraverso azioni coordinate dirette a favorire lo sviluppo di domanda e offerta di servizi digitali innovativi, a potenziare l’offerta di connettività a larga banda, a incentivare cittadini e imprese all’utilizzo di servizi digitali e a promuovere la crescita di capacità industriali adeguate a sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi.
2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il Ministro per la coesione territoriale, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze, è istituita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, una cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale italiana, coordinando gli interventi pubblici volti alla medesime finalità da parte di regioni, province autonome ed enti locali.

C’è un problema: il decreto legge che istituisce la “cabina di regia” non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma l’organismo si riunisce lo stesso.

Cosa significa? Chi si riunisce oggi, visto che non può essere “quella” cabina di regia? E’ forse la dimostrazione che quella inserita nel decreto semplificazioni è una “norma-spot” (cioè non v’è bisogno di una norma perchè i Ministri interessati si comincino ad occupare di innovazione)?

“Cavilli da giurista”, mi si dirà. L’importante è che il governo decida di andare avanti secondo una strategia precisa e che non si fermi alla “logica degli annunci”.

Sotto questo profilo, purtroppo, nessuna notizia ho trovato sui siti dei Ministeri interessati. Sarebbe utile capire, e non da indiscrezioni giornalistiche, quale sarà l’iter dei lavori e quale sarà il livello della collaborazione/partecipazione di cittadini/associazioni/movimenti che scongiuri il rischio di “soluzioni preconfezionate”.

La voglia di partecipare e contribuire c’è e potrebbe essere messa a frutto nell’interesse di tutti. Tra le tante iniziative, segnalo quella denominata “#liberalizziamoilfuturo” che è stata presentata ieri a Roma nel corso di una conferenza stampa al Senato. Dieci tra le maggiori associazioni del settore digitale e telecomunicazioni e che rappresentano imprese, consumatori e diritti dei cittadini hanno inviato al Governo e al Parlamento una serie di richieste di riforme da approvare subito all’interno del decreto liberalizzazioni (il testo degli emendamenti è disponibile qui).

Tra le associazioni che hanno promosso l’iniziativa, c’è l’Associazione Italiana per l’Open Government con la quale abbiamo preparato due proposte concrete in materia di Open Data:
1) la prima introduce l’obbligo per tutte le amministrazioni di liberare i dati di cui sono titolari (emendamento n.11);
2) la seconda prevede la libera riutilizzabilità – anche a fini commerciali – di tutti i dati pubblici già reperibili sul Web (emendamento n. 12).

Sono due proposte che, se approvate, consentirebbero di accelerare sul versante dell’Open Data, evitando che a liberare i dati siano solo le amministrazioni più virtuose.

Visto che è probabile che il Governo metta la fiducia sul decreto legge liberalizzazioni, queste proposte – per essere approvate – devono essere condivise dai componenti della “cabina di regia”.
Sarebbe un bel modo di iniziare: rendere obbligatorio l’Open Data, recependo un suggerimento che arriva dal basso. Questo sì che potrebbe essere un passo deciso nella lunga strada verso l’Open Government.
Diversamente, il segnale che arriverebbe dalla riunione di oggi sarebbe assai scoraggiante: sarebbe solo un altro passaggio a vuoto.

UPDATE DEL 9 febbraio 2012, ore 16.45: il Decreto Semplificazioni è stato appena pubblicato sul supplemento alla Gazzetta Ufficiale; nulla si sa del decreto del Ministero delle Infrastrutture che – ai sensi dell’art. 47 Decreto Legge – dovrebbe istituire formalmente la “cabina di regia”.

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