Tech.Law: “Se l’account del Ministro è un fake, la colpa è (anche) del vero Ministro”

mer, 21 marzo 2012 - 2 minutes read

Negli ultimi mesi, è accaduto parecchie volte su Twitter. A un certo punto sulla timeline fa la sua comparsa il nome di un Ministro (o più in generale di un politico) e tutti a chiedersi se sia quello vero oppure un fake: Monti, Barca, Passera e, da ultimo, Fornero.
E non sempre è facile distinguere un profilo autentico da uno falso, anche per utenti oramai esperti; spesso ci vuole tempo per scoprire se l’identità è reale o fittizia (meritoria l’opera portata avanti da Luca Perugini di monitorare la presenza del Governo Monti).
Tra i falsi più riusciti, quelli del Presidente Mario Monti, del Ministro Passera ed uno della Presidenza del Consiglio dei Ministri aperto sotto il Governo di Silvio Berlusconi e chiuso – probabilmente – a causa di una segnalazione alla Polizia Postale.

Il nostro ordinamento, infatti, punisce la sostituzione di persona, ovvero la condotta di chi, “al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici” (art. 594 Codice Penale).

Bisogna stare attenti, però: non sempre può essere invocata la sostituzione di persona. Forse non tutti sanno che alcuni social network consentono la creazione di profili fan o parodia (di personaggi famosi come cantanti, star del cinema o politici).

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