Pinterest ha modificato i termini di servizio

sab, 24 marzo 2012 - 2 minutes read

Ricordate le perplessità e le polemiche sui termini di servizio del social network del momento, Pinterest? Ai più attenti non sarà sfuggito che ne avevo scritto in un articolo su Tech Economy.

Com’era prevedibile, Pinterest è stata costretta a modificare sia i termini di servizio sia la privacy policy; i nuovi testi entreranno in vigore il 6 aprile 2012 e sono accompagnati anche da un testo che illustra, in modo chiaro, quali sono i contenuti che non possono essere postati dagli utenti, oltre che da nuove (e più semplici) modalità per segnalare le violazioni del copyright.
Questi cambiamenti vengono annunciati in un post scritto sul blog ufficiale da Ben Silbermann, uno dei co-fondatori del servizio.
Ma non possiamo certo fermarci qui, dobbiamo andare a leggere il nuovo testo.

La prima cosa che si può rilevare è che i nuovi Terms of service di Pinterest non appaiono più snelli rispetto a quelli originari (anzi, sono più lunghi di circa 100 parole); la seconda è che vengono risolti solo alcuni dei problemi originariamente evidenziati.
In particolare, è stata modificata la clausola relativa alla licenza che gli utenti che decidono di condividere i propri contenuti concedono a Pinterest: è sempre gratuita, irrevocabile e perpetua, ma è chiarito che non è finalizzata alla cessione a terzi dei contenuti da parte di Pinterest. Per il resto, le condizioni rimangono le medesime e, soprattutto, non vengono modificale le clausole per cui:

– gli utenti possono condividere solo contenuti di cui siano titolari;
– gli utenti si impegnano a non condividere (anche tramite “repin”) contenuti che ledano i diritti di proprietà intellettuale di terzi;
– in caso di azioni legali da parte dei detentori dei diritti, gli utenti si impegnano a tenere i gestori di Pinterest indenni da qualsiasi azione legale;.

La sensazione è che sia ancora troppo poco e che dovranno essere adottate modifiche più importanti, se Pinterest vuole fare davvero concorrenza a Facebook e Twitter. Non credete?

Pinterest - Updated terms of service

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