Tech.Law: “Dieci cose che vorrei sapere sull’Agenda Digitale”

mar, 10 aprile 2012 - 2 minutes read

Sono mesi importanti per l’innovazione del nostro Paese: il Governo, attraverso un’apposita “Cabina di regia” sta scrivendo l’Agenda Digitale Italiana (ADI).

Con quasi due anni di ritardo, anche l’Italia ha deciso di elaborare una propria strategia di recepimento dell’Agenda Digitale Europea che, secondo quanto affermato dal Governo, ha un lungo respiro (fino al 2020).

Per un migliore esame delle misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi, sono stati costituiti sei gruppi di lavoro (“infrastrutture e sicurezza”, “e-commerce”, “e-gov /open data”, “alfabetizzazione informatica”, “ricerca e innovazione”, “smart communities”) che, entro giugno, definiranno un pacchetto normativo (che, pur non esistendo ancora, ha già un nome: “Decreto DigItalia”) che racchiuderà una serie di misure di semplificazione delle procedure avvalendosi di soluzioni digitali e meccanismi di incentivazione per lo sviluppo dell’economia digitale. Sempre entro giugno, la Cabina di regia presenterà anche un pacchetto di progetti operativi volti alla concretizzazione dell’Agenda Digitale Europea.

Il compito che attende il Governo non è per nulla facile: nel nostro Paese, l’innovazione ha conosciuto un’altalena fatta di roboanti annunci, cospicui investimenti e nuove norme cui è corrisposta quasi sempre la delusione delle aspettative suscitate.

Per questo motivo, è fisiologico che – all’inizio – la Cabina di regia abbia destato alcune perplessità: imprese, cittadini, esperti, centri di ricerca e associazioni non sono abituati ad avere un interlocutore istituzionale che, magari, prenda davvero in considerazione quello che hanno da dire.

Sotto questo profilo, l’insediamento dei gruppi di lavoro può essere un primo, importante passo in avanti che, finalmente, può riportare il nostro Paese ad una situazione di normalità. Al momento, tra documenti non autorizzati e siti in allestimento, non abbiamo ancora contezza delle misure che la Cabina di Regia vuole adottare per superare lo stallo dell’innovazione italiana anche se – a quanto si dice – l’avvio di una consultazione pubblica sarebbe imminente.

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