Da CheFuturo.it: “Fatte le Apps4Italy, dobbiamo fare gli italiani”

sab, 19 maggio 2012 - 1 minute read

“L’Open Government sarà il più importante contributo politico della nostra generazione”. Con queste parole di Tom Delsey ancora nelle orecchie, un mese fa ritornavo in Italia da Brasilia dove si era appena concluso il primo meeting annuale di Open Government Parnership (OGP), il progetto multilaterale dedicato ad affermare in tutto il mondo i principi e i valori del governo aperto.

A Brasilia erano presenti i rappresentanti di ben 55 Paesi. Non solo governi, ma anche organizzazioni della società civile che – senza gerarchie, ma nel rispetto dei reciproci ruoli – si sono confrontati su azioni fatte e da fare. Si sono dati appuntamento nel 2013 a Londra per monitorare i progressi fatti da ciascun governo lungo la strada della trasparenza, della lotta alla corruzione, della partecipazione civica e dell’innovazione del settore pubblico.

L’open government non rappresenta quindi solo un progetto che interessa 55 Ministri e rappresentanze diplomatiche: si tratta di un tema dal quale dipende il futuro di due miliardi di persone in tutto il mondo (tanti sono gli abitanti dei Paesi aderenti a OGP). Come ha detto il segretario di stato americano Hillary Clinton nella sessione di apertura, non ha ormai più senso distinguere tra paesi del Nord e paesi del Sud del mondo: la vera distinzione è tra paesi (governi) aperti e paesi (governi) chiusi.

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Open source matters to open government. Really.

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