Da TheNextGov: “Quel pasticciaccio brutto dell’Agenda Digitale”

lun, 17 settembre 2012 - 1 minute read

“Il Re è nudo”. Dopo sette mesi di annunci e lavori, sono state diffuse le prime bozze del Decreto Digitalia, l’atto normativo che – nelle intenzioni del Governo – dovrebbe servire ad attuare l’Agenda Digitale Italiana e la sensazione è quella di trovarsi davanti a un déjà vu.
La storia recente dell’innovazione in Italia è stata contrassegnata da roboanti annunci a cui è seguita, sistematicamente, la delusione delle aspettative suscitate, con l’accumulo di un grande ritardo per tutto il Sistema-Paese.
Finalmente, dopo anni in cui Governi e Parlamenti di ogni colore si erano contraddistinti per l’incapacità di definire una strategia digitale, l’esecutivo dei tecnici sembrava avere le idee chiare e riconoscere priorità a questo tema, costituendo una Cabina di Regia con il compito di definire obiettivi e scegliere gli strumenti più adeguati per raggiungerli.
E invece, purtroppo, la storia sembra ripetersi. Alcuni limiti dell’iniziativa apparivano evidenti e in tanti ne abbiamo scritto: tempi eccessivamente ristretti, difficoltà nella governance, scarsa chiarezza sulle risorse a disposizione, scarso coinvolgimento delle autonomie.
Purtroppo, la lettura delle bozze (e quanto accaduto) dimostra che avevamo colto nel segno.

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