Tech.Law: “Perchè Facebook dovrebbe essere una democrazia?”

ven, 30 novembre 2012 - 3 minutes read

Nel corso delle ultime ore, tutti gli iscritti a Facebook hanno ricevuto un messaggio contenente informazioni sull’ “Aggiornamento alla Normativa sull’utilizzo dei dati e alla Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità”.
Immagino che pochi gli abbiano prestato reale attenzione (non mi sembra, ad esempio, che i miei “amici” ne abbiano discusso) abituati, ormai, a continue modifiche delle condizioni e dei termini d’uso dei social media a cui sono iscritti.

Ma questo aggiornamento è più importante rispetto agli altri. In particolare le modifiche riguardano, sempre citando la comunicazione, “nuovi strumenti per gestire i messaggi di Facebook; Modifiche al modo in cui ci riferiamo a determinati prodotti; Suggerimenti per la gestione del diario; Promemoria sulle informazioni che sono visibili alle altre persone su Facebook”.

Insieme a questi aggiornamenti, Facebook ha introdotto un cambiamento del meccanismo di approvazione delle modifiche da parte degli utenti fin qui vigente. Tale meccanismo (vigente dal 2009) prevedeva la possibilità, qualora 7.000 utenti lo richiedessero, di tenere una specie di “referendum” che sarebbe stato valido qualora avesse partecipato almeno il 30% degli iscritti (che nel 2009 erano “appena” 200 milioni e oggi sono circa un miliardo).

Questo tipo di consultazione aveva instillato una illusione di partecipazione che adesso viene duramente frustrata.

Le motivazioni del “social network” per eccellenza (che potete leggere in questo post) sono che questo meccanismo non è più funzionale al numero di utenti sempre maggiore, ma anche (e forse soprattutto) al fatto che non è stato produttivo: Facebook, cioè, è deluso dai suoi utenti (molto “copia&incolla” e scarsa capacità propositiva). Ecco, allora, l’idea di sostituire questo sistema con uno – diverso – che prevede un contatto “diretto” con il Chief Privacy Officer, Erin Egan, che terrà anche degli aventi live per rispondere alle questioni riguardanti la privacy, la gestione dei dati e la loro sicurezza.

Il nuovo meccanismo prevede che le informazioni sulle modifiche verranno pubblicate su un’apposita pagina chiamata FBsitegovernance (mettete un like se volete ricevere gli aggiornamenti) sulla quale, entro un certo termine, sarà consentito agli utenti di inviare delle proposte di modifica.

Soltanto il tempo – e l’atteggiamento di Facebook – ci dirà se il passaggio “dal voto al commento” potrà considerarsi efficace. Nel frattempo, vanno fatte alcune considerazioni.

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