#GovernoLetta e innovazione: dall’autocritica all’azione?

lun, 29 aprile 2013 - 2 minutes read

Oggi è stato il gran giorno in cui il Governo Letta si è presentato alle Camere per ottenere il voto di fiducia del Parlamento ed entrare nella pienezza dei poteri.
Com’era giusto che fosse, c’era grande attesa per il discorso programmatico del Presidente del Consiglio. Per rimanere sui temi di cui mi occupo in questo blog (digitalizzazione della PA, nuove tecnologie e open government), il discorso è stato abbastanza deludente: solo un riferimento (quasi doveroso) all’agenda digitale, pochi fuggevoli accenni alle “nuove tecnologie” e solo una citazione per la “Rete” (mai usate le parole “Web” e “Internet”).

Il passaggio che più mi ha convinto è stato quello in cui il Presidente Letta ha fatto una sincera autocritica per non aver finora compreso la necessità di implementare compiute strategie di Open Government:

La ricostruzione però può partire solo da un esercizio autentico, non simulato, di autocritica. La verità è che la politica ha commesso troppi errori. Si è erosa, giorno dopo giorno, la credibilità della politica e delle istituzioni, vittime di un presentismo – vale a dire dell’ossessione del consenso immediato – che bloccato il Paese.

Ancora: non abbiamo compreso quanto le legittime istanze di innovazione, partecipazione, trasparenza, sottese alla rivoluzione del web, potessero tradursi in un oggettivo miglioramento della qualità della nostra democrazia rappresentativa anziché sfociare nel mito o nell’illusione della democrazia diretta.

Se si vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, quindi, il giudizio è rimandato a quello che il Governo farà davvero sui temi dell’innovazione (a cominciare dall’attribuzione delle deleghe ai Ministri e dalle nomine dei sottosegretari).

Guido Piovene diceva “l’autocritica che mi piace è svelta, secca, volta subito pagina“.

Ecco, è arrivato il momento di voltare pagina.

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