Open Data: tutti ormai ne parlano, ma in Italia ancora pochi sono passati dalle parole ai fatti.
Poche Amministrazioni hanno aperto i propri dati, pochi cittadini li usano per controllare come viene gestita la cosa pubblica, poche imprese hanno approfittato dati pubblici per sviluppare prodotti e servizi.
E’ evidente che c’ un problema di cultura del dato e che sono necessarie azioni volte a promuovere la conoscenza di questa prassi amministrativa e dei benefici che porta al settore pubblico, ai cittadini e alle imprese.
Per questo motivo, mi fa piacere segnalare l’iniziativa di FormezPA (che gestisce il portale nazionale dei dati aperti www.dati.gov.it) che ha organizzato un ciclo di tre seminari gratuiti dedicati all’Open Data:
1) “Introduzione allopen data” tenuto il 2 febbraio da Gianfranco Andriola e visibile qui;
2) “Open Data: aspetti tecnici e giuridici” che si terr il 9 febbraio 2012 alle ore 12 con la partecipazione mia (per parlare degli profili giuridici) e del prof. Stefano Epifani;
3) “Testimonianza di un’amministrazione che ha fatto Open Data” che si terr il 16 febbraio 2012 alle ore 12 e vedr la presentazione dell’esperienza della Regione Piemonte.
Tutti gli interessati possono iscriversi contattando la redazione del portale dati.gov.it, cliccando qui.
Se i posti a disposizione fossero esauriti, niente paura: il Formez sta gi organizzando nuove edizioni dei seminari
Sta facendo molto discutere la scelta di Twitter di cambiare la propria policy, in modo da consentire nel caso in cui le autorit di un Paese lo richiedano di oscurare messaggi di singoli utenti (solo) nel Paese richiedente e non in tutti gli altri.
Da pi parti si gridato alla censura, sabato 28 gennaio si addirittura tenuto il#TwitterBlackout (una sorta di sciopero deiTweets) e numerosi sono coloro che hanno commentato la notizia (tra i tanti, segnalo:Giovanni Boccia Artieri,Fabio Chiusi,Luca Conti eGuido Scorza).
Come cambia la policy di Twitter
Fino ad oggi, quando le autorit di uno Stato segnalavano la contrariet di untweet alle proprie leggi, il rimedio consisteva nel rimuovere quel contenuto a livello globale. Con il cambio della policy, in queste situazioni,Twitter render il contenuto irraggiungibile dagli utenti del Paese richiedente, mantenendolo disponibile nel resto del mondo.
I messaggi rimossi saranno inoltre comunque inseriti in un apposito elenco tenuto sulla pagina del progettoChilling Effectsraggiungibile allindirizzohttp://chillingeffects.org/twitter.
Quella di Twitter non censura
Mi sembra che come gi autorevolmente sostenuto - non sia possibile parlare di censura e che le critiche nei confronti diTwitter siano quantomeno ingenerose. A prescindere dalla relativa semplicit con cui tecnicamente possibile aggirare questo oscuramento selettivo (e volete che quelli diTwitter non lo sappiano?), opportuno svolgere alcune considerazioni.
(Continua a leggere su TechEconomy.it)

Periodo intenso per il Governo Monti: ad una settimana dal decreto legge Cresci Italia oggi il Consiglio dei Ministri licenzia il c.d. decreto semplificazione.
Tra le diverse misure allesame del Governo, secondo la bozza che come prassi ormai filtra dagli ambienti governativi, vi sono alcune misure in materia di innovazione: tra le altre, costituzione di una cabina di regia sullagenda digitale e rilascio dei certification line.
Confesso che, avendo nutrito molte speranze nellesecutivo guidato dal prof. Monti, rimango molto deluso da queste indiscrezioni; spero di sbagliarmi, ma mi sembra che si stiano ripetendo gli stessi errori in cui sono caduti tutti i precedenti Governi.
Nel 2011 il “grande pubblico” ha scoperto il tema degli Open Data, nel 2012 – si spera – la PA italiana affronter la sfida di adottare in modo sistematico questa nuova prassi amministrativa.
Nell’ottica di promuovere questo cambiamento, il Focus Group Open Source (un tavolo di lavoro permanente sponsorizzato da IBM e costituito dalle principali amministrazioni sia centrali che locali ed altri fornitori privati) ha organizzato un interessante incontro al quale sono stato invitato per parlare delle problematiche giuridiche legate alla liberazione dei dati pubblici.
L’appuntamento si terr il giorno mercoled 25 gennaio 2012 alle ore 15,00 a Roma, presso IBM Italia, Via Sciangai, 53.
Ecco il programma:
14:30 Registrazione
15:00 Saluti di benvenuto
15:10 Gianni Dominici ForumPA “La via italiana agli Open Data”
15:30 Federico Morando Politecnico di Torino Open Data e iniziative di valorizzazione in corso
16:00 Salvatore Marras Formez Dati.gov.it : per un ecosistema italiano dei dati aperti
16:30 Ernesto Belisario Associazione Open Government Open Data, aspetti legali e prospettive
17:00 Guido Vetere IBM Open Linked Data, interoperabilit e servizi per la Cooperazione Applicativa: il problema semantico
17:30 Tavola rotonda e domande del pubblico
18:00 Chiusura dei Lavori
Chi fosse interessato a partecipare pu inviare una mail al seguente indirizzo: sergio_sansonetti@it.ibm.com
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Immaginate unInternet, un mondo, in cui Youtube, Flickr, Facebook e Twitter non esistono. Un mondo senza link, motori di ricerca e contenuti generati dagli utenti. Un Web in cui sufficiente minacciare unazione legale per ottenere facilmente la rimozione di qualsiasi contenuto da parte del provider o, addirittura, in cui lo stesso provider pu scegliere (autonomamente) di rimuoverlo al fine di evitare spiacevoli conseguenze.
Non riuscite a immaginarlo, vero? Eppure questo quello che potrebbe accadere se venissero approvati in USA i disegni di legge SOPA (Stop Online Piracy Act) e PIPA (Protect IP Act) attualmente allesame del Congresso.
Contro queste proposte (sul cui contenuto rimando allottimo pezzo di Guido Scorza) la Rete ha organizzato per oggi, 18 gennaio 2012, uno sciopero mondiale. Blogger, netizen, colossi del Web e fornitori di servizi si sono organizzati per esprimere la propria contrariet al provvedimento. Il segno pi eclatante sicuramente quello di Wikipedia che ha scelto di oscurare la propria versione inglese, Google ha deciso di appoggiare la protesta e molti sono i siti che, anche in Italia, hanno deciso di aderire al #SOPAblackout.
La scelta di LeggiOggi stata quella di non oscurare le proprie pagine ma, come si conviene ad un quotidiano di informazione giuridica, favorire la conoscenza di queste proposte liberticide e stimolare il confronto sulle ragioni della protesta.
Provo a dare il mio contributo, cercando di spiegare quali sono i motivi per cui giusto scioperare.
Anno nuovo, progetti nuovi… almeno per il tenutario di questo blog.
Inizia oggi, con la pubblicazione di un pezzo sui profili giuridici del Cloud Computing, la mia collaborazione con TechEconomy, il nuovo portale che si rivolge ai manager che vogliono comprendere meglio l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business.
Per me si tratta di un ritorno alle origini: i miei primissimi articoli in materia di ICT Law, oltre dodici anni fa, sono stati pubblicati proprio su una rivista che si rivolgeva ai manager. Anche per questo, quando il prof. Stefano Epifani (che ringrazio!) mi ha chiesto di scrivere per TechEconomy, ho accettato con grande piacere.
Ogni marted, nell’ambito della rubrica che si chiama Tech.Law, affronteremo i temi pi caldi del diritto delle tecnologie, con taglio pratico, provando a fornire strumenti utili anche a chi di professione non fa il giurista.
Buona lettura
Negli ultimi giorni si sono riaccese le speranze degli innovatori dItalia in merito allavvio di una vera e propria Agenda Digitale.
Con discontinuit rispetto al precedente esecutivo, nel Governo Monti la delega allInnovazione stata assunta non dal Ministro della Pubblica Amministrazione bens da quello dellIstruzione, Universit e Ricerca, prof. Francesco Profumo.
Il Ministro, da subito, ha rilasciato dichiarazioni che riflettono lelevata considerazione che ha di questi temi. Tuttavia, dal momento che lItalia abituata ad annunci cui non sono seguite azioni concrete, nessuno si stupir – n si offender – se sospendo il giudizio (e lentusiasmo) fino alladozione di concreti provvedimenti.
Di sicuro, il Ministro Profumo si contraddistinto per una specifica azione intrapresa nelle ultime settimane che rappresenta unassoluta novit: per scegliere sei stretti collaboratori, pur non essendovi obbligato, ha attivato un avviso pubblico destinato a giovani esperti nei seguenti ambiti di attivit: nuovi media, e-government, open data, social innovation.
Purtroppo per il Ministro (e quindi per noi) non tutto andato liscio; infatti, a prescindere dalle valutazioni sul merito dei requisiti per partecipare alla procedura, ci sono stati alcuni problemi:
- il bando stato pubblicato sotto forma di scansione delloriginale cartaceo, in modo non conforme alla normativa vigente in materia di accessibilit (Legge n. 4/2004);
- il termine per la presentazione delle candidature previsto dal documento inizialmente pubblicato era il 15.01.2011. Di conseguenza si resa necessaria una correzione di errore materiale (effettuata a penna) di cui nessuna notizia stata data sul sito del Ministero (che, per inciso, non usa un dominio .gov.it cos come la normativa vigente imporrebbe);
- lunica modalit prevista per la presentazione delle candidature era la posta elettronica ordinaria (allindirizzo candidature.gab@istruzione.it) e non la PEC come il Codice dellAmministrazione prevede per i rapporti tra PA e privati;
- allatto dellinvio della candidatura allindirizzo previsto nel bando, pi di qualcuno (tra cui il sottoscritto) ha ricevuto una e-mail di errore, senza la possibilit di poter contattare il responsabile del procedimento in quanto il termine previsto per la presentazione delle candidature scadeva in un giorno festivo (15.01.2012).
Cose che capitano mi si dir.Certo, ma sono emblematiche del lavoro che c da fare.
Se dal punto di vista della procedura non dubito che il Ministero riaprir doverosamente i termini per la presentazione delle candidature, non posso fare a meno di notare come questa vicenda rappresenti bene che lItalia non ha ancora completato la transizione verso una PA che usa le tecnologie in modo consapevole e corretto per la gestione dei procedimenti amministrativi.
Una volta tanto, non un problema di norme: queste ci sono e devono essere rispettate, tanto pi se si tratta di un Ministero.
La prima sfida che il nuovo Governo deve affrontare quella di rendere la PA moderna, completando ed attuando le riforme approvate negli scorsi anni.
Mi rendo conto che non un obiettivo roboante (da titoli sui giornali), ma cruciale: non si pu avere una (vera) Agenda Digitale se non si unAmministrazione (davvero) Digitale!
UPDATE del 16.1.2012 (ore 15.10): Il Ministero con una nota pubblicata sul proprio sito prende atto dei problemi verificatisi sulla casella di posta elettronica “candidature.gab@istruzione.it” e riapre i termini per la presentazione delle candidature (solo) fino alle 11 del 17 gennaio 2012.
Una piccola rivoluzione, sicuramente la fine di unera: dal 1 gennaio 2012 le Amministrazioni non possono pi richiedere n accettare certificati dai propri utenti.
Tale cambiamento, fortemente voluto dal precedente Ministro Brunetta e portato avanti dallattuale Ministro Patroni Griffi, conseguenza dellentrata in vigore delle modifiche alla disciplina dei certificati e delle dichiarazioni sostitutive contenute nel Testo Unico D.P.R. 445 del 28/12/2000, introdotte con lart. 15, comma 1, della Legge 12/11/2011 n. 183.
In base a tali disposizioni, le Pubbliche amministrazioni non possono richiedere atti o certificati contenenti informazioni gi in possesso di un ufficio pubblico.
Infatti, secondo il nuovo art. 43 D.P.R. n. 445/2000,
Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire dufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonch tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dellinteressato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dallinteressato
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