<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Diritto 2.0 - Il blog di Ernesto Belisario &#187; Blogging</title>
	<atom:link href="http://blog.ernestobelisario.eu/cat/blogging/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.ernestobelisario.eu</link>
	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 10:48:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>Niente tecnologie, siamo (giovani?) avvocati!</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/08/niente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/08/niente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia telematica]]></category>
		<category><![CDATA[lexexpo2010]]></category>
		<category><![CDATA[opga]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio permanente giovani avvocati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1245</guid>
		<description><![CDATA[Come avevo anticipato in un precedente post, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di LexExpo 2010 (che si terrà presso la LUM &#8211; Libera Università Mediterranea), verrà presentata l’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo &#8220;Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?&#8220;. Nel corso della tavola rotonda del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come avevo anticipato in un <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/">precedente post</a>, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di <strong><a href="http://www.lexexpo.it/">LexExpo 2010</a> </strong>(che si terrà presso la <a href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;q=libera+universit%C3%A0+lum+casamassima&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=libera+universit%C3%A0+lum&amp;hnear=Casamassima+BA&amp;cid=0,0,6339018938348243967&amp;ei=z5E1TLSpLtOnsQb25JzCAQ&amp;ved=0CBkQnwIwAA&amp;ll=40.963843,16.926434&amp;spn=0.008393,0.02223&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A">LUM &#8211; Libera Università Mediterranea</a>), verrà presentata l’<a href="http://www.lexexpo.com/file/3605ARTICOLO%20SOLE.pdf">indagine</a> svolta dall’<strong><a href="http://www.opga.it">Osservatorio Permanente Giovani Avvocati</a></strong> costituito presso il <em>Consiglio Nazionale Forense</em>, dal titolo indicativo &#8220;<em>Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.lexexpo.it/"><img class="aligncenter" title="LexExpo2010" src="http://www.lexexpo.com/sezioni/index_06.jpg" alt="" width="364" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato <a href="http://www.lexexpo.com/file/1096Programma_Tavola_Rotonda.pdf">qui</a>) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell&#8217;ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l&#8217;Osservatorio: l&#8217;uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l&#8217;appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell&#8217;indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave &#8220;emergenza tecnologica&#8221; dell&#8217;avvocatura italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Bari <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F07%2F08%2Fniente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/08/niente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[libro] &#8220;La Cittadinanza Digitale&#8221; di Gianluigi Cogo</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 17:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[gigi cogo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1233</guid>
		<description><![CDATA[Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;La cittadinanza digitale&#8221; di Gianluigi Cogo. Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;<strong><em><a href="http://www.edizionidellasera.com/2010/05/10/la-cittadinanza-digitale/">La cittadinanza digitale</a></em></strong>&#8221; di <strong><a href="http://www.webeconoscenza.net">Gianluigi Cogo</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="La cittadinanza digitale" src="http://www.webeconoscenza.net/wp-content/uploads/2010/05/cittadinanza_digitale_small.png" alt="" width="250" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà <a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=106872">disponibili</a> <em><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/28-giugno-2010/cittadinanza-digitale-pa-non-ha-piu-alibi-1703283866225.shtml">on line</a></em> <a href="http://www.catepol.net/2010/05/26/recensione-la-cittadinanza-digitale/#axzz0sGyup4OS">molte recensioni</a>), è dedicato ad uno dei temi centrali dell&#8217;innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell&#8217;autore sta &#8211; senza dubbio &#8211; nell&#8217;aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.<br />
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l&#8217;innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.<br />
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell&#8217;<em>Open Government</em>) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d&#8217;altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo <em>status</em> e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Grande merito, dunque, all&#8217;autore che è  persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l&#8217;innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall&#8217;affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F07%2F04%2Flibro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LinkedIn per Avvocati: cinque consigli</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia telematica]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>
		<category><![CDATA[social networks per avvocati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1198</guid>
		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre più spesso di parlare (e scrivere) dell&#8217;uso del Web 2.0 e dei social networks nella professione forense; si tratta di un argomento che già ho trattato su questo blog, in alcuni convegni e che ho tentato di affrontare nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine svolta dall&#8217;Osservatorio Permanente Giovani Avvocati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre più spesso di parlare (e scrivere) dell&#8217;<strong>uso del Web 2.0 e dei </strong><em><strong>social networks</strong></em><strong> nella professione forense</strong>; si tratta di un argomento che già <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/25/linkedin-in-italiano-per-avvocati/">ho trattato su questo blog</a>, in <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/01/a-messina-di-parla-di-diritto-2-0/">alcuni convegni</a> e che ho tentato di affrontare nell&#8217;ambito di un&#8217;<a href="http://www.lexexpo.com/file/3605ARTICOLO%20SOLE.pdf">indagine</a> svolta dall&#8217;<strong><a href="http://www.opga.it/">Osservatorio Permanente Giovani Avvocati</a></strong> costituito presso il <em>Consiglio Nazionale Forense</em>, che avrò il piacere di presentare il prossimo 9 luglio, a Bari, nell&#8217;ambito di <strong><a href="http://www.lexexpo.com/file/1096Programma_Tavola_Rotonda.pdf">LexExpo 2010</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutti i <em>social networks</em> a cui sono iscritto, quello più utile professionalmente è sicuramente <strong><a href="http://www.linkedin.com">LinkedIn</a></strong> e, quindi, con piacere ho accettato di raccontare la mia esperienza (alcuni stralci sono stati pubblicati da <strong>ItaliaOggi</strong> del 25 giugno 2010 in un articolo che riporto qui sotto).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4733629066/" title="Intervista Italia Oggi del 24 giugno 2010 di eb2.0, su Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1251/4733629066_d073afea64.jpg" width="410" height="500" alt="Intervista Italia Oggi del 24 giugno 2010" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, mi è stato chiesto di dare alcuni suggerimenti per tutti i colleghi che volessero utilizzare proficuamente questo strumento nella propria attività; ecco i miei &#8220;cinque comandamenti&#8221;:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>1.</em></strong><em> Compilate il vostro profilo in almeno due lingue &#8230; e tenetelo aggiornato!<br />
</em><strong><em> 2.</em></strong><em> Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;<br />
</em><strong><em> 3.</em></strong><em> Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, così avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;<br />
</em><strong><em> 4.</em></strong><em> Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;<br />
</em><strong><em> 5. </em></strong><em>Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le <a href="http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/BancaDation-line/Deontologia.html">norme deontologiche</a>.</em></p>
</blockquote>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F06%2F25%2Flinkedin-per-avvocati%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Internet in Costituzione? Parliamone &#8230;</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/03/internet-in-costituzione-parliamone/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/03/internet-in-costituzione-parliamone/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[internet e diritti]]></category>
		<category><![CDATA[internet in costituzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1142</guid>
		<description><![CDATA[Sono finite da qualche ora le celebrazioni della Festa della Repubblica, commemorazione del referendum istituzionale tenutosi il 2 e 3 giugno 1946, a seguito del quale l&#8217;Italia diventò una Repubblica. La data è importante anche per un altro motivo: negli stessi giorni gli Italiani eleggevano i componenti dell&#8217;Assemblea Costituente che avrebbero poi scritto la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono finite da qualche ora le <a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/eventi/2giugno/2010/2giu2010.htm">celebrazioni</a> della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Repubblica_italiana">Festa della Repubblica</a></strong>, commemorazione del <em>referendum istituzionale</em> tenutosi il  2 e 3 giugno 1946, a seguito del quale l&#8217;Italia diventò una Repubblica. La data è importante anche per un altro motivo: negli stessi giorni gli Italiani eleggevano i componenti dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana">Assemblea Costituente</a> che avrebbero poi scritto la nostra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana">Carta Fondamentale</a>, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4662338821/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4050/4662338821_bcea562fdc.jpg" alt="De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=7929">tradizionale messaggio</a>, il <strong>Capo dello Stato</strong>, <em>On. Giorgio Napolitano</em> &#8211; oltre a richiamare i valori che sono alla base della nostra Repubblica &#8211; ha rivolto a tutti un appello affinché l&#8217;Italia &#8220;<em>si rinnovi</em>&#8221; e &#8220;<em>diventi più moderna</em>&#8220;. Non è un mistero: l&#8217;arretratezza (anche tecnologica) del nostro Paese è un problema di cui molto si dibatte (purtroppo spesso soltanto tra addetti ai lavori), tentando di individuare possibili soluzioni che possano consentirci di trarre dall&#8217;uso delle nuove tecnologie i massimi benefici possibili in termini di sviluppo, diffusione della conoscenza, trasparenza ed efficienza del settore pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi giorni <a href="http://friendfeed.com/gboccia/5a493da4/riccardo-luna-annuncia-l-intenzione-di">si è molto discusso in Rete</a> della proposta avanzata da <strong><a href="http://twitter.com/riccardowired">Riccardo Luna</a></strong>, direttore di <em><a href="http://www.wired.it/">Wired</a></em>, di &#8220;<em>portare Internet dentro la Costituzione</em>&#8220;; l&#8217;iniziativa ha suscitato molte ed <a href="http://www.mantellini.it/?p=8061">autorevoli</a> <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1335">reazioni</a> e <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2010/05/29/mettere-internet-dentro-la-nostra-costituzione/">perplessità </a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur non avendo sentito Riccardo e non conoscendo i termini della sua proposta, sento di intervenire in questo dibattito, in quanto da anni ritengo che quella di aggiornare la Carta Costituzionale alle modificazioni e alle esigenze determinate dalle nuove tecnologie non sia affatto un&#8217;idea peregrina.<br />
Certo, bisogna valutare con grandissima attenzione come ammodernare i vecchi principi (specialmente in materia di manifestazione del pensiero e fruizione del patrimonio informativo e culturale) e, magari, aggiungerne di nuovi (penso, ad esempio, all&#8217;accesso alla rete come diritto fondamentale) per evitare di incorrere nei rischi di una eccessiva regolamentazione (quello che qualcuno definisce &#8220;<em>determinismo guiridico</em>&#8220;) o di modifiche destinate ad essere superate nel giro di pochi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritengo, però, che ci siano tutti i presupposti per procedere ad una revisione costituzionale in tal senso, per almeno un duplice ordine di motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la Costituzione, al pari di tutte le altre norme giuridiche, è soggetta ad una fisiologica obsolescenza. &#8221;<em><a href="http://www.brocardi.it/U/ubi-societas-ibi-ius.html">Ubi societas, ibi ius</a></em>&#8220;, dicevano i latini: dove esiste una società umana, là esiste la legge; ma la società, in oltre sessant&#8217;anni è cambiata notevolmente, e non si può negare che l&#8217;avvento delle nuove tecnologie info-telematiche abbia determinato trasformazioni che non hanno eguali nella storia recente.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, le modifiche di cui si parla dovrebbero riguardare la <strong>Parte Prima</strong> della nostra Costituzione, quella che contiene i principi fondamentali e l&#8217;enunciazione dei diritti civili, politici e sociali. Spesso la Parte Prima è stata ritenuta immodificabile e trattata come fosse un &#8220;feticcio&#8221;; onestamente non comprendo i motivi di un tale approccio. Lo stesso costituente non ha inteso blindare tale parte della Carta, non sottraendola &#8211; quindi &#8211; a modifiche (l&#8217;art. 139 Cost. prevede, infatti, che solo &#8220;<em>la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale</em>&#8220;).<br />
Gli interventi da proporre, a mio avviso, dovrebbero andare nel senso di aggiornare la Costituzione alle nuove conquiste (come studiosi ed economisti ben più illustri di me hanno già sostenuto con riferimento ad altri settori), migliorando ed accrescendo il novero e la qualità delle tutele costituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, un intervento di rango costituzionale sarebbe più che auspicabile alla luce della storia recente, contraddistinta da un vero e proprio &#8220;oscurantismo tecnologico&#8221; che ha segnato le ultime legislature (senza distinzione alcuna tra i diversi schieramenti politici).<br />
La copertura costituzionale su temi come l&#8217;accesso alla Rete e la libertà di manifestazione del pensiero, ad esempio, potrebbe accelerare alcuni processi (come la diffusione della banda larga) ed evitarne altri (penso a tutti i cc.dd. provvedimenti &#8220;<em>ammazza-blog</em>&#8220;, come il <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/08/volete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog/">DDL Alfano sull&#8217;obbligo di rettifica</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">I tempi sono maturi per discutere di progetti concreti da portare, poi, all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per passare dalle proposte alle azioni.<br />
E&#8217; qui, a mio avviso, sui contenuti che si dovrà misurare la cifra di un vero slancio riformista che metta, finalmente, al centro la Rete e l&#8217;innovazione.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F06%2F03%2Finternet-in-costituzione-parliamone%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/03/internet-in-costituzione-parliamone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Basta poco, che ce vo&#8217;?</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/30/basta-poco-che-ce-vo/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/30/basta-poco-che-ce-vo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 20:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Open Links]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini digitali]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>
		<category><![CDATA[padigitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1086</guid>
		<description><![CDATA[I lettori di questo blog se ne saranno accorti, in queste ultime settimane mi sto occupando molto delle tematiche legate all&#8217;Open Government. Il mio interesse per gli aspetti giuridici ed organizzativi non è solo quello dello studioso che vuole esaminare un modello e approfondirne i punti di forza e di debolezza, ma quello di chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lettori di questo blog se ne saranno accorti, in queste ultime settimane mi sto occupando molto delle tematiche legate all&#8217;<em>Open Government</em>. Il mio interesse per gli aspetti giuridici ed organizzativi non è solo quello dello studioso che vuole esaminare un modello e approfondirne i punti di forza e di debolezza, ma quello di chi vuole provare a comprendere quali sono gli ostacoli che stanno impedendo che negli atti dell&#8217;<em>e-government </em>nostrano non si parli ancora di <em>Open Data</em> in modo convinto e sistematico.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi tempi mi sono confrontato con molte Amministrazioni: alcune non capiscono immediatamente l&#8217;importanza e la portata rivoluzionaria di politiche di tipo <em>Open</em>, altre (come spesso accade in Italia) prendono tempo: tempo per studiare, tempo per mettere a punto piani e strategie. Tutto diventa dannatamente complicato.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; per questo che guardo sempre con un po&#8217; di invidia a quei Paesi in cui le innovazioni sono fatte in modo rapido e semplice, quasi naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Due esempi recenti.<br />
Il primo: venerdì scorso il nuovo Primo Ministro inglese, <strong>David Cameron</strong>, con un <a href="http://www.number10.gov.uk/news/topstorynews/2010/05/pm-outlines-plans-for-transparent-government-51174">post sul proprio sito istituzionale</a> ha inaugurato un <a href="http://podcast.ulcc.ac.uk/accounts/Number10/DowningStreetPodcast/Podcast28May10.mp3">proprio podcast</a> in cui ha annunciato un piano per la trasparenza, sostenendo cose talmente ovvie da sembrare rivoluzionarie:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;Se c&#8217;è una cosa che ho notato da quando faccio questo lavoro, è che tutte le informazioni sul governo, sui soldi che spende, su come li spende, sui suoi risultati, sono conoscibili solo da Ministri e funzionari governativi.<br />
Penso che questo sia ridicolo. E&#8217; il vostro denaro, il vostro governo, dovreste sapere cosa sta succedendo. Per questo andremo a squarciare quel velo di segretezza che avvolge queste informazioni e daremo la massima trasparenza possibile. Rendendo pubbliche queste informazioni, sarete in grado di chiedere conto al Governo per le sue scelte&#8221;.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il podcast di David Cameron è illuminante non solo per i contenuti (che determineranno un&#8217; enfasi ancora maggiore sui temi dell&#8217;<em>Open Data</em>), ma anche per la forma: un semplice file audio, senza nessun <em>editing</em>, registrato sul treno che riportava il Primo Ministro a Londra dopo un viaggio nello <em>Yorkshire</em>. Le innovazioni si fanno anche così, senza mega-progetti faraonici, con un banale file .mp3.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-05-30 a 22.11.23 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4653970686/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4065/4653970686_c7c2a222cb.jpg" alt="Schermata 2010-05-30 a 22.11.23" width="500" height="343" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo caso che mi ha colpito è rappresentato dal sito che è stato allestito a seguito della catastrofe ecologica verificatasi nel Golfo del Messico di cui <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_maggio_30/marea-nera-fallita-top-kill_27cd4072-6bbb-11df-bd8b-00144f02aabe.shtml">tanto si sta parlando nelle ultime ore</a>. II sito, raggiungibile all&#8217;indirizzo<strong> </strong><a href="http://www.deepwaterhorizonresponse.com"><strong>www.deepwaterhorizonresponse.com</strong></a>, non solo contiene informazioni aggiornate sull&#8217;emergenza, ma ha un&#8217;apposita sezione dedicata ai suggerimenti che possono arrivare da chiunque creda di avere una soluzione per risolvere questo gravissimo problema. Avete capito bene, chiunque (attraverso <a href="http://www.horizonedocs.com/artform.php">questo semplice form</a>) può indicare un possibile rimedio che sarà esaminato dalle Autorità competenti e dalla <em>British Petroleum</em>; finora sono arrivate circa 8.000 proposte.<br />
Si tratta, a mio avviso, di una dimostrazione molto importante dei benefici che si possono avere se i cittadini si considerano come risorsa e non come sudditi.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in Italia, le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate da subito, in modo semplice e veloce, per assicurare trasparenza e coinvolgere i cittadini nel processo decisionale. Come? Parliamo, ad esempio, della c.d. &#8220;manovra economica&#8221; che è stata approvata negli scorsi giorni dal Governo.<br />
Tutti ne parlano, giornali e telegiornali dedicano a questa notizia i titoli di apertura, ma se andate sul <a href="http://www.governo.it">sito del Governo</a> non trovate più di uno scarno comunicato stampa o la conferenza stampa del Presidente Berlusconi e del Ministro Tremonti. Per trovare il testo del provvedimento bisogna andare sui siti di alcuni quotidiani (il Corriere della Sera lo ha pubblicato <a href="http://www.corriere.it/Media/pdf/DECRETO-LEGGE_26_maggio_ore_14_20.pdf">qui</a>, in formato .pdf). Ebbene, la domanda nasce spontanea: perchè non rendere disponibile il provvedimento (anche in testo provvisorio) direttamente sui siti istituzionali? Credo che la trasparenza nella genesi di un provvedimento così importante per lo Stato e per i cittadini sia assolutamente doverosa.<br />
E poi, perchè non indire una consultazione pubblica relativa alle misure da adottare per uscire dalla crisi? Sono sicuro che arriverebbero molte segnalazioni interessanti e meritevoli di essere accolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere trasperenti e aperti alla partecipazione, con le nuove tecnologie, è facilissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta poco, che ce vo&#8217;? <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F05%2F30%2Fbasta-poco-che-ce-vo%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/30/basta-poco-che-ce-vo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
<enclosure url="http://podcast.ulcc.ac.uk/accounts/Number10/DowningStreetPodcast/Podcast28May10.mp3" length="7402115" type="audio/mpeg" />
		</item>
		<item>
		<title>Volete l&#8217;obbligo di rettifica per i blog?</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/08/volete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/08/volete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 07:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ammazzablog]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[rettifica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=961</guid>
		<description><![CDATA[I lettori di questo blog ricorderanno che sono stato uno dei primi a dare la (brutta) notizia dell&#8217;approvazione della Camera dei Deputati dell&#8217;obbligo di rettifica per tutti i siti informatici (qui sotto embeddo un file in cui provo a spiegare cosa prevede la norma). Molte sono state le proteste volte ad evitare che tale norma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lettori di questo blog ricorderanno che sono stato uno dei primi a dare la <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/06/10/il-governo-pone-la-fiducia-sulle-norme-in-materia-di-intercettazioni-la-rete-sara-meno-libera/">(</a><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/06/10/il-governo-pone-la-fiducia-sulle-norme-in-materia-di-intercettazioni-la-rete-sara-meno-libera/">brutta) notizia dell&#8217;approvazione della Camera dei Deputati dell&#8217;obbligo di rettifica per tutti i siti informatici</a> (qui sotto embeddo un file in cui provo a spiegare cosa prevede la norma).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="129" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="scale" value="noscale" /><param name="salign" value="lt" /><param name="bgColor" value="#FFFFFF" /><param name="wmode" value="window" /><param name="FlashVars" value="mp3Time=11.52am+14+Jul+2009&amp;mp3LinkURL=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog&amp;mp3Author=diritto2punto0&amp;size=full&amp;playerWidth=400&amp;mp3=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog.mp3&amp;mp3Title=DDL+Intercettazioni+-+Obbligo+Di+Rettifica+Per+I+Blog" /><param name="src" value="http://boos.audioboo.fm/swf/fullsize_player.swf" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="flashvars" value="mp3Time=11.52am+14+Jul+2009&amp;mp3LinkURL=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog&amp;mp3Author=diritto2punto0&amp;size=full&amp;playerWidth=400&amp;mp3=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog.mp3&amp;mp3Title=DDL+Intercettazioni+-+Obbligo+Di+Rettifica+Per+I+Blog" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="129" src="http://boos.audioboo.fm/swf/fullsize_player.swf" flashvars="mp3Time=11.52am+14+Jul+2009&amp;mp3LinkURL=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog&amp;mp3Author=diritto2punto0&amp;size=full&amp;playerWidth=400&amp;mp3=http%3A%2F%2Faudioboo.fm%2Fboos%2F42421-ddl-intercettazioni-obbligo-di-rettifica-per-i-blog.mp3&amp;mp3Title=DDL+Intercettazioni+-+Obbligo+Di+Rettifica+Per+I+Blog" wmode="window" bgcolor="#FFFFFF" salign="lt" scale="noscale"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Molte sono state le proteste volte ad evitare che tale norma venisse definitivamente approvata e lo scorso mese di luglio si tenne il <a href="http://dirittoallarete.ning.com/">primo &#8220;sciopero dei blog&#8221;</a>, iniziativa volta a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica nei confronti di questa disposizione liberticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, a distanza di mesi, il c.d. &#8220;<em>obbligo di rettifica per i siti informatici</em>&#8221; non è stato eliminato dal testo che il Senato si accinge ad approvare nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ultimo tentativo per evitare che questa norma scellerata diventi legge è stato promosso, sotto forma di appello, dal <strong>prof. Stefano Rodotà</strong> e da altri studiosi (tra cui gli amici <strong>Guido Scorza</strong> e <strong>Arturo Di Corinto</strong>).</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>Al Senato la maggioranza cerca di imporre la legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.</em></p>
<p><em>Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.</em></p>
<p><em>Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte</em></p>
<p><em>Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog.</p>
<p>Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.</p>
<p>Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.</p>
<p>Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.</p>
<p>Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.</p>
<p>Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.</p>
<p>Stefano Rodotà</p>
<p>Fiorello Cortiana</p>
<p>Juan Carlos De Martin</p>
<p>Arturo Di Corinto</p>
<p>Carlo Formenti</p>
<p></em><em>Guido Scorza</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Chiunque condivida questo appello può aderire sull&#8217;<a href="http://www.facebook.com/pages/Liberta-e-partecipazione/119377854750382">apposita pagina Facebook</a>; io l&#8217;ho fatto <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F05%2F08%2Fvolete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/08/volete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LinkedIn (in italiano) per avvocati</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/25/linkedin-in-italiano-per-avvocati/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/25/linkedin-in-italiano-per-avvocati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 17:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[diritto 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[online marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social networking]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=893</guid>
		<description><![CDATA[Come molti sanno, nei giorni scorsi LinkedIn &#8211; il più grande social network di professionisti al mondo con oltre 65 milioni di iscritti &#8211; ha annunciato la disponibilità della versione italiana della community. Si tratta di una notizia importante in quanto &#8211; come insegna già il caso di Facebook &#8211; esiste una ritrosia (meglio, una difficoltà) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Come molti sanno, nei giorni scorsi <strong><a href="http://www.linkedin.com">LinkedIn</a></strong> &#8211; il più grande <em>social network</em> di professionisti al mondo con oltre 65 milioni di iscritti &#8211; ha annunciato la <a href="http://blog.linkedin.com/2010/04/15/linkedin-italian/">disponibilità della versione italiana della community</a>.</p>
<p style="text-align: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1iO5ze_l0sA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/1iO5ze_l0sA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una notizia importante in quanto &#8211; come insegna già il caso di Facebook &#8211; esiste una ritrosia (meglio, una difficoltà) tutta italiana ad utilizzare strumenti di <em>social networking</em> non disponibili nella nostra lingua.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente, ho un profilo su LinkedIn almeno dal 2005 e lo trovo uno strumento molto utile anche per i professionisti del settore legale (ne ho parlato tempo fa in un&#8217;<a href="http://www.civile.it/internet/visual.php?num=68920">intervista con Valentino Spataro</a>); ultimamente ho notato che sono sempre più gli avvocati presenti su LinkedIn, ma spesso <a href="http://current.com/shows/supernews/91503521_linked-in-to-what.htm">non lo utilizzano in modo efficace</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti non sanno cosa fare oltre a pubblicare un profilo, rispondere agli inviti e, occasionalmente, inviare agli altri dei link; non si preoccupano di fare altro e raramente mantengono i contatti con coloro che appartengono al proprio <em>network</em>.<br />
Sarebbe come andare ad un incontro professionale e raccogliere biglietti da visita, ma non coltivare i contatti e poi aspettarsi occasioni professionali. Allo stesso modo, non si può pretendere di ottenere vantaggi da LinkedIn senza partecipare, seguire e coinvolgere i nostri contatti e seguire le loro attività.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; poi possibile individuare alcuni <strong>errori frequenti</strong> che si commettono nell&#8217;utilizzo di questo <em>social network</em> e che impediscono di sfruttarne appieno le potenzialità:<br />
&#9642;	Non invitare i nostri contatti professionali a connettersi alla nostra rete<br />
&#9642;	Non personalizzare gli inviti, impedendo alla persona cui scriviamo di ricordarci in che occasione ci siamo conosciuti<br />
&#9642;	Non personalizzare l&#8217;indirizzo della nostra pagina: sarebbe preferibile, infatti, utilizzare il nostro nome e cognome, oppure quello del nostro studio<br />
&#9642;	Non registrarci ai gruppi che, invece, servono proprio per informarci su quello che sta succedendo nella nostra zona e nei settori di nostra attività<br />
&#9642;	Non aggiornare il profilo periodicamente, facendo quindi in modo che da esso non si evinca come possiamo aiutare i nostri potenziali clienti<br />
&#9642;	Non aggiornare il nostro &#8220;status&#8221;<br />
&#9642;	Non utilizzare lo strumento delle discussioni per condividere la nostra esperienza e imparare dagli altri<br />
&#9642;	Non segnalare gli eventi (ad esempio convegni e seminari) cui partecipiamo ed inserire quelli che organizziamo<br />
&#9642;	Non utilizzare lo strumento delle raccomandazioni<br />
&#9642;	Non utilizzare la sezione Domande e Risposte, condividendo quello che sappiamo<br />
&#9642;	Non utilizzare le funzionalità di ricerca per trovare le persone che vogliamo contattare</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi volesse evitare di incorrere in questi sbagli, segnalo questo video realizzato da <strong><a href="http://kevin.lexblog.com/">Kevin O&#8217;Keefe</a></strong> sull&#8217;uso di LinkedIn per il professionista legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona visione e&#8230; non dimenticate di aggiungermi al vostro network, mi trovate qui: <a href="http://it.linkedin.com/in/ernestobelisario">http://it.linkedin.com/in/ernestobelisario</a> <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="281" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11170433&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11170433&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F04%2F25%2Flinkedin-in-italiano-per-avvocati%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/25/linkedin-in-italiano-per-avvocati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La nostra eredità digitale</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/24/la-nostra-eredita-digitale/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/24/la-nostra-eredita-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[blogmagazine]]></category>
		<category><![CDATA[eredità digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=842</guid>
		<description><![CDATA[Sul numero di marzo di BlogMagazine è stato pubblicato un mio articolo sul tema dell&#8217;eredità digitale; fatemi sapere cosa ne pensate È agevole constatare come le tecnologie abbiano rivoluzionato le nostre abitudini ed i nostri gesti quotidiani e come sia sempre crescente il numero di soggetti che utilizzano le nuove tecnologie per effettuare operazioni bancarie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul numero di marzo di <a href="http://www.blogmagazine.net/"><strong>BlogMagazine</strong></a> è stato pubblicato <a href="http://issuu.com/blogmagazine/docs/blogmagazine_marzo2010/23">un mio articolo</a> sul tema dell&#8217;<strong>eredità digitale</strong>; fatemi sapere cosa ne pensate <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a title="Blogmagazine - Marzo 2010 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4459760579/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4055/4459760579_153e50d0be.jpg" alt="Blogmagazine - Marzo 2010" width="500" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">È agevole constatare come le tecnologie abbiano rivoluzionato le nostre abitudini ed i nostri gesti quotidiani e come sia sempre crescente il numero di soggetti che utilizzano le nuove tecnologie per effettuare operazioni bancarie, prenotare visite mediche, stipulare contratti, intrattenere relazioni personali e commerciali, archiviare le foto della propria famiglia e delle vacanze.<br />
Siamo tutti consapevoli del fatto che, ormai, molti dei nostri averi si sono dematerializzati (basti pensare, appunto, alle foto o alla corrispondenza) e che gran parte di quello che per noi è importante sia on line (dai nostri pensieri alle nostre operazioni bancarie), ma siamo ancora poco coscienti dei problemi che questo può comportare quando non ci saremo più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Di eredità digitale (digital inheritance) si parla ancora troppo poco in Italia, mentre il problema si è posto da anni in altri Paesi, come gli USA, tecnologicamente più avanzati, dove gli utenti hanno già iniziato a interrogarsi sulla sorte della propria vita digitale.<br />
Quasi tutti, ormai, abbiamo e-mail archiviate sul server del nostro provider, un profilo su Facebook (o su altri social networks), fotografie conservate su un servizio di storage on line, ma anche file, immagini e documenti memorizzati sul nostro notebook, magari protetto da password.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">La domanda è semplice, cosa succede ai “nostri bit” quando moriamo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Come noto, il diritto delle successioni che regola la materia ereditaria riprende gli insegnamenti del diritto romano e (ancora) non si occupa specificamente della nostra eredità digitale; tuttavia tale lacuna non ci impedisce di esaminare alcune questioni giuridiche relative a questo attualissimo tema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Analogamente a quanto accade nel mondo reale, anche in quello dei bit la soluzione consigliabile è sempre quella di pensarci prima, scegliendo con il testamento quale assetto dare ai propri averi e rapporti digitali. In tal modo, infatti, avremo il pieno controllo delle nostre identità digitali e potremo evitare situazioni spiacevoli.<br />
Ad esempio, se siamo presenti sui social networks potremmo decidere di affidare i nostri profili ad un erede, incaricandolo della gestione; oppure, se desideriamo essere ricordati per una determinata attività (benefica, di impegno sociale o in una specifica branca del sapere), disporremo in modo che i nostri profili e le nostre pagine Web vengano affidate ad una Fondazione che, senza scopo di lucro, provveda ad usare la nostra presenza on line (ed i nostri contatti) per raggiungere determinati obiettivi e preservare i valori che più ci sono stati cari nel corso della nostra vita terrena.<br />
Allo stesso modo disporremo a chi lasciare i dispositivi che contengono i nostri files nonché gli account sui diversi servizi di cloud computing cui siamo iscritti, precisando – se lo vogliamo – l&#8217;uso che i nostri eredi potranno fare di quei dati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Ovviamente, questo implica che non ci sia nulla che abbiamo intenzione di tenere nascosto ai nostri cari; al contrario, se per motivi di opportunità, non vogliamo che alcune informazioni vengano conosciute (ad esempio, un aborto, un matrimonio o un licenziamento) potremo nominare un esecutore testamentario che si occupi di far chiudere i nostri profili sui social networks, o di cancellare le nostre mail e tutti i files che desideriamo non sopravvivano a noi.<br />
Appare di tutta evidenza, quindi, che quella di lasciare disposizioni precise sia la soluzione preferibile, anche per mettere in condizione i nostri eredi di non incontrare grandi difficoltà dopo l&#8217;apertura della successione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Se non decidiamo di lasciare testamento, infatti, la situazione è molto più complessa: in questo caso, bisognerà valutare caso per caso le vicende della nostra eredità digitale. Poco problematica è la sorte di quanto memorizzato su PC, netbook, smartphone e USB pen di nostra proprietà:  queste, in difetto di espressa e specifica previsione, diventeranno dei nostri eredi che potranno disporne con tutto quello che in essi è memorizzato, analogamente a quanto accadeva in passato con gli album di foto dei nostri nonni e le scatole con le lettere dei nostri genitori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Più complessa è la sorte delle mail memorizzate sui server del nostro provider, così come delle nostre pagine sui social networks; in linea di massima, si può affermare che gli eredi subentrano in tutti i rapporti giuridici del defunto. Ma le cose non sono poi così semplici e ciò non per esigenze di privacy (nel momento in cui moriamo non possiamo più invocare alcuna riservatezza), ma per un duplice ordine di motivi.<br />
Innanzitutto la gran parte di questi servizi è fornita da soggetti stranieri, per cui potrebbero porsi questioni complicate (in grado di farci perdere tempo e danaro) in relazione alla legge e alle procedure applicabili; in secondo luogo, bisognerà fare attenzione a quanto prevedono le clausole contrattuali dei singoli accordi che abbiamo sottoscritto con i fornitori dei nostri servizi 2.0.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Facebook, ad esempio, consente agli eredi che ne facciano richiesta la possibilità di conservare la pagina del defunto, trasformandola in una sorta di “mausoleo virtuale” e senza la possibilità di aggiornamenti di stato (il famoso “a cosa stai pensando”).<br />
Per quanto concerne la posta elettronica, invece, se abbiamo una casella di posta elettronica “@gmail” i nostri cari potrebbero accedervi esibendo il nostro certificato di morte e la prova di aver intrattenuto con noi corrispondenza telematica (avete letto bene: se non gli avete scritto almeno una mail, non possono avere alcun dato). Hotmail, invece, lascerà accedere gli eredi alle nostre e-mail richiedendo soltanto il certificato di morte; attenzione però a fare in fretta: gli account vengono disattivati dopo alcuni mesi di inattività. Invece Yahoo! &#8211; per contratto – esclude la possibilità che gli eredi possano accedere on line al nostro account; al massimo, se ne faranno richiesta documentata, potrebbero ricevere un CD contenente la nostra corrispondenza telematica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Se vogliamo evitare rischi e problemi, ma non abbiamo intenzione di fare testamento, possiamo utilizzare uno dei tantissimi servizi on line (<em><a href="http://legacylocker.com/">Legacy Locker</a></em>, <em><a href="http://ifidie.org/">If I Die</a></em>, <em><a href="http://deathswitch.com/">Death Switch</a></em>) in cui, come se fosse una cassetta di sicurezza, lasciare le nostre password in modo che, al momento del decesso, vengano comunicati via mail alle persone che noi indichiamo.<br />
Una sola cautela: assicuriamoci di scrivere l&#8217;indirizzo giusto, un solo errore potrebbe far perdere per sempre tutta la nostra vita digitale o farla finire nelle mani (anzi, nelle mail) sbagliate.</span></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F03%2F24%2Fla-nostra-eredita-digitale%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/24/la-nostra-eredita-digitale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campagna elettorale sui social networks: caro candidato, rispetta la mia privacy!</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/20/campagna-elettorale-sui-social-networks-caro-candidato-rispetta-la-mia-privacy/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/20/campagna-elettorale-sui-social-networks-caro-candidato-rispetta-la-mia-privacy/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 15:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[garante privacy]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=828</guid>
		<description><![CDATA[Da poche ore è iniziata l&#8217;ultima settimana della campagna elettorale per le elezioni regionali ed amministrative che si terranno il 28 e 29 marzo 2010; tradizionalmente, si tratta della settimana più intensa (ed aggressiva) in cui si intensificano comizi, telefonate e volantinaggio. Quest&#8217;anno, più degli altri, politici e partiti stanno usando il Web ed i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da poche ore è iniziata l&#8217;ultima settimana della campagna elettorale per le elezioni regionali ed amministrative che si terranno il 28 e 29 marzo 2010; tradizionalmente, si tratta della settimana più intensa (ed aggressiva) in cui si intensificano comizi, telefonate e volantinaggio. Quest&#8217;anno, più degli altri, politici e partiti stanno usando il Web ed i <em>social networks</em>, non sempre in modo corretto.<br />
Per questo, con il collega (ed amico) <a href="http://www.stefanolaguardia.eu"><strong>Stefano Laguardia</strong></a>, abbiamo scritto un articolo per provare a delineare le regole applicabili alla propaganda elettorale 2.0. Di seguito riporto il testo, che può essere scaricato in formato .pdf cliccando <strong><a href="http://www.scribd.com/doc/28676055/PROPAGANDA-ELETTORALE-SUL-WEB-%E2%80%A8CARO-CANDIDATO-RISPETTA-LA-MIA-PRIVACY">qui</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *<br />
<strong><em><span style="color: #003366;"> Le regole della propaganda politica on line</span></em></strong><span style="color: #003366;"><br />
Dopo la chiusura delle liste dei candidati alle elezioni regionali ed amministrative 2010, la campagna elettorale è entrata nel vivo: le città, come di consueto, si sono riempite di manifesti di partiti e candidati, radio e televisioni ospitano spot e tribune elettorali. Tuttavia, come ormai accade da qualche anno, la propaganda elettorale non è veicolata soltanto attraverso i mezzi tradizionali, come gli enormi manifesti 6&#215;3, i volantini, i c.d. “santini” ed il porta a porta, ma si assiste ad un uso sempre più massiccio delle nuove tecnologie, che hanno il vantaggio di raggiungere un elevato numero di elettori con costi relativamente bassi.<br />
L&#8217;uso di strumenti quali la posta elettronica o i siti web preparati </span><em><span style="color: #003366;">ad hoc</span></em><span style="color: #003366;"> per le competizioni elettorali non rappresentano più una novità e, fin da subito, hanno posto problemi sotto il profilo della compatibilità con le norme giuridiche vigenti, specialmente in materia di privacy; la propaganda politica virtuale, infatti, non è completamente libera ma soggiace alle stesse regole di quella reale.<br />
E non è casuale che, in prossimità di ogni consultazione elettorale, il </span><strong><a href="http://www.garanteprivacy.it"><span style="color: #003366;">Garante per la protezione dei dati personali</span></a></strong><span style="color: #003366;"> adotti appositi provvedimenti; </span><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1694531"><span style="color: #003366;">l&#8217;ultimo è stato pubblicato</span></a><span style="color: #003366;"> qualche settimana fa (precisamente sulla Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 2010)  e ricalca le regole già previste in un </span><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1165613"><span style="color: #003366;">provvedimento generale del 2005 </span></a><span style="color: #003366;">,ricordando a partiti politici e candidati le modalità in base alle quali chi effettua propaganda elettorale può utilizzare correttamente i dati personali dei cittadini (come indirizzo postale, numero di telefono, e-mail).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #003366;">Innanzitutto, il Garante ricorda come per contattare gli elettori ed inviare loro materiale di propaganda, partiti, organismi politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati possono usare senza il consenso dei cittadini soltanto i dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai Comuni, nonché i dati personali di iscritti ed aderenti. Possono essere usati anche altri elenchi e registri in materia di elettorato attivo e passivo (es. elenco degli elettori italiani residenti all&#8217;estero) ed altre fonti documentali detenute da soggetti pubblici accessibili a chiunque, come gli albi professionali (nei limiti in cui lo statuto del rispettivo Ordine ne preveda la conoscibilità). I titolari di cariche elettive possono utilizzare dati raccolti nel quadro delle relazioni interpersonali da loro avute con cittadini ed elettori (ivi compresi, ad esempio, indirizzi di posta elettronica).<br />
Al contrario, i dati personali raccolti in quanto necessari nell&#8217;esercizio di attività professionali e d&#8217;impresa non sono utilizzabili, da momento che la finalità di propaganda non è riconducibile agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti; di conseguenza, l&#8217;imprenditore o il professionista candidato non potrà utilizzare la propria rubrica clienti o il proprio elenco fornitori per inviare materiale elettorale.<br />
Inoltre, a meno che i dati non siano stati forniti direttamente dall&#8217;interessato, è necessario il consenso per gli indirizzi raccolti su Internet o ricavati da </span><em><span style="color: #003366;">forum</span></em><span style="color: #003366;"> e </span><em><span style="color: #003366;">newsgroup</span></em><span style="color: #003366;">: il Garante, infatti, ha già ripetutamente affermato che l&#8217;eventuale reperibilità di un indirizzo sul Web non lo rende per ciò stesso disponibile anche per l&#8217;invio di comunicazioni elettroniche non sollecitate.<br />
</span><strong><em><span style="color: #003366;"> </span></em></strong></p>
<p><a title="Election &amp;amp; Facebook... di silenceofthelambert, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/silenceofthelambert/3003626927/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3247/3003626927_f547bd230b.jpg" alt="Election &amp;amp; Facebook..." width="500" height="375" /></a><br />
(Immagine di s<a href="http://www.flickr.com/photos/silenceofthelambert/">ilenceofthelambert</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #003366;">La campagna elettorale sui social networks</span></em></strong><span style="color: #003366;"><br />
Negli ultimi anni, però, gli strumenti tecnologici a disposizione di candidati e partiti si sono evoluti, grazie in particolare all&#8217;avvento del </span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0"><span style="color: #003366;">Web 2.0</span></a><span style="color: #003366;"> e dei social networks. Sono sempre di più coloro che, capendo l&#8217;efficacia di social media quali Facebook, Twitter o Friendfeed,  hanno iniziato a farne uso come vero e proprio veicolo di propaganda elettorale.<br />
E così non accade raramente che, in questi periodi di fermento dettato dall&#8217;approssimarsi delle elezioni, si ricevano inaspettate richieste di amicizia, la propria bacheca venga riempita da messaggi di propaganda o si venga “taggati” in una nota o in una foto di qualche candidato.<br />
C&#8217;è da chiedersi, però, fino a che punto questi comportamenti possano essere considerati compatibili con le norme vigenti; infatti, non di rado il modo di usare i social networks da parte dei candidati diventa eccessivamente invasivo, al pari della posta elettronica indesiderata.<br />
Esistono limiti all&#8217;uso di questi strumenti? E&#8217; lecito taggare gli amici-elettori in un manifesto elettorale? A queste e ad altre simili domande ci si sarebbe aspettati di trovare risposta nell&#8217;ultimo provvedimento del Garante Privacy, ma &#8211; al contrario &#8211; nel documento innanzi citato non c&#8217;è riferimento specifico all&#8217;uso degli strumenti del Web 2.0 (il provvedimento generale richiamato, infatti, risale al 2005).<br />
Tuttavia, attraverso la lettura del Codice Privacy (D.Lgs. n. 196/2003) e dei principi fin qui enucleati dall&#8217;Autorità Garante, è possibile provare a tracciare alcune indicazioni per l&#8217;uso dei </span><em><span style="color: #003366;">social networks</span></em><span style="color: #003366;"> a fini di propaganda elettorale in modo da evitare contestazioni, contenzioso e responsabilità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em><span style="color: #003366;">Il candidato vuole diventare mio amico</span></em></span><span style="color: #003366;"><br />
Se un partito politico, un comitato elettorale o un candidato decide di seguirci o richiedere la nostra amicizia su un </span><em><span style="color: #003366;">social network </span></em><span style="color: #003366;">in piena campagna elettorale è altamente probabile che voglia inviarci messaggi di propaganda politica. Per evitare questo inconveniente, assume molta importanza la c.d. “autotutela”, vale a dire la gestione attenta e consapevole che ogni utente deve curare per i propri dati personali. Ciò significa, innanzitutto, evitare – se lo vogliamo – che i nostri profili vengano indicizzati dai motori di ricerca.<br />
Tuttavia, se un candidato riesce a trovarci, la mera richiesta di amicizia non può considerarsi illecita. Una volta diventati amici, il candidato non potrà legittimamente utilizzare senza consenso i dati pubblicati sui profili dei suoi amici-elettori (come numeri di telefono ed indirizzi di posta elettronica).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003366;">Se mi tagghi non vale</span></span></em><span style="color: #003366;"><br />
Uno strumento veloce di propaganda elettorale, tanto in voga quanto invasivo, consiste nel “taggare” i propri amici (cioè segnalare la loro presenza) in fotografie o note pubblicate sul profilo del candidato.<br />
Anche qui la domanda fondamentale da porsi è se il candidato possa liberamente taggare gli amici senza il loro previo consenso in note o foto a contenuto propagandistico che nessun legame hanno con i soggetti taggati (ad esempio, il simbolo del partito o l&#8217;immagine di un manifesto).<br />
Sotto questo profilo, può essere utile rammentare che lo stesso Garante, quando recentemente </span><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1614258"><span style="color: #003366;">ha indicato le cautele da adottare sui </span><em><span style="color: #003366;">social networks</span></em></a><span style="color: #003366;">, ha già affermato che bisogna evitare di inserire immagini in cui compaiano anche altre persone che non hanno prestato il consenso alla pubblicazione.<br />
Tale cautela deve essere seguita con ancor più scrupolo con riferimento ai “tag elettorali” dal momento che sono idonei a rivelare le opinioni politiche e l&#8217;adesione a partiti e organizzazioni politiche, che costituiscono dati sensibili ai sensi dell&#8217;art. 4 D. Lgs. n. 196/2003 (Codice Privacy). Di conseguenza, in assenza di un preventivo consenso, il tag su note o immagini elettorali può essere considerato illecito e lesivo della normativa in materia di riservatezza dei dati personali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003366;">Il candidato mi scrive</span></span></em><span style="color: #003366;"><br />
Un altro modo di utilizzare i </span><em><span style="color: #003366;">social networks</span></em><span style="color: #003366;"> a fini di propaganda è rappresentato dall&#8217;invio di messaggi da parte del politico ai propri contatti; ciò può avvenire sia in privato, con la trasmissione di comunicazioni dirette (cc.dd. “DM”), sia attraverso la pubblicazione di messaggi sulla bacheca dei propri contatti.<br />
Se tale attività sia legittima o meno è quesito alquanto complesso, la cui risoluzione passa per la corretta definizione del concetto di amicizia sui </span><em><span style="color: #003366;">social networks</span></em><span style="color: #003366;">.<br />
Infatti, se pensiamo che accettare una richiesta di amicizia implichi il consenso a ricevere ogni genere di messaggi (anche di pubblicità e propaganda) dal nuovo contatto, bisognerà considerare legittima l’attività del candidato.<br />
In caso contrario &#8211; ed è questa l’opinione di chi scrive &#8211;  applicando in via analogica i precetti già indicati dal Garante, i messaggi di propaganda politica non sollecitati potranno essere inviati in DM e bacheche solo previo consenso da parte dei propri contatti.</span></p>
<p><strong><span style="color: #003366;"><a href="http://blog.ernestobelisario.eu">Ernesto Belisario</a><br />
<a href="http://www.stefanolaguardia.eu"> Stefano Laguardia</a></span></strong></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F03%2F20%2Fcampagna-elettorale-sui-social-networks-caro-candidato-rispetta-la-mia-privacy%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/20/campagna-elettorale-sui-social-networks-caro-candidato-rispetta-la-mia-privacy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Missione compiuta: non sono più vietati i link al sito dell&#8217;ENIT</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/10/missione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/10/missione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright & Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[accessibile]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia nazionale del turismo]]></category>
		<category><![CDATA[codice amministrazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[codice dell'amministrazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[divieto link]]></category>
		<category><![CDATA[enit]]></category>
		<category><![CDATA[linking]]></category>
		<category><![CDATA[Pa 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[siti pubbliche amministrazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=773</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono voluti quasi tre mesi, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta. Come molti di voi ricorderanno, alla fine del mese di novembre 2009, Roberta Milano segnalò la notizia che l&#8217;ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo vietava i link al proprio sito, se non preventivamente autorizzati. La segnalazione fece ben presto il giro della Rete e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci sono voluti quasi tre mesi, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Come molti di voi ricorderanno, alla fine del mese di novembre 2009, <strong><a href="http://www.robertamilano.com/2009/11/punti-di-vista.html">Roberta Milano</a></strong><a href="http://www.robertamilano.com/2009/11/punti-di-vista.html"> segnalò</a> la <a href="http://magicitaly.wordpress.com/2009/11/19/e-fatto-divieto/">notizia</a> che l&#8217;<strong>ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo</strong> vietava i link al proprio sito, se non preventivamente autorizzati.<br />
La segnalazione fece ben presto il giro della Rete e venne ripresa da <a href="http://www.mantellini.it/?p=7367">molti</a> <a href="http://pipda.wordpress.com/2009/11/29/link-vietati/">blog</a>, questo compreso. <strong>Il divieto di link</strong>, infatti, non solo <strong>era</strong> irragionevole ed illogico, ma <strong>contrario alle norme vigenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, non mi limitai a scriverci un <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/11/29/il-codice-dellamministrazione-digitale-questo-sconosciuto/"><strong>post</strong></a>, ma da cittadino segnalai questa ed altre clausole dei termini d&#8217;uso del sito ENIT su <strong><a href="http://www.accessibile.gov.it/">Accessibile</a></strong>, il portale governativo dell&#8217;Osservatorio per le accessibilità dei servizi della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ebbene, con piacere vi comunico che &#8211; a seguito di quella segnalazione &#8211; <a href="http://www.enit.it/chesito.asp?lang=IT">l&#8217;ENIT ha cambiato le condizioni d&#8217;uso del sito</a>, eliminando il divieto di link e recependo le altre indicazioni (in particolare quella relativa all&#8217;abrogazione della Legge n. 675/1996).</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-03-10 a 11.03.49 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4421486349/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4015/4421486349_a56a215cf8.jpg" alt="Schermata 2010-03-10 a 11.03.49" width="500" height="265" /></a><br />
<em>I nuovi termini d&#8217;uso del sito ENIT<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: non ho mai pensato che l&#8217;ENIT avrebbe adito le vie legali per un link non autorizzato, ma ritengo si tratti di un bel segnale.<br />
Significa che <a href="http://www.accessibile.gov.it/">Accessibile</a> funziona e che, quindi, abbiamo uno strumento che possiamo usare per essere davvero cittadini (e non sudditi) digitali.<br />
Finora, infatti, le Amministrazioni non hanno spontaneamente adempiuto a tutti gli obblighi imposti dal Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale; sicuramente colpa di uffici disorganizzati e della mancanza di sanzioni per gli Enti che non provvedano, ma anche di cittadini non consapevoli dei propri diritti e che, quindi, non si attivano per farli rispettare.</p>
<p style="text-align: justify;">La buona notizia è questa: sarà lunga e tortuosa, ma &#8211; proprio grazie alle leggi &#8211; l&#8217;Amministrazione Digitale possiamo contribuire a costruirla anche noi, cittadini digitali. Basta pretendere che ci vengano riconosciuti i nostri diritti.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F03%2F10%2Fmissione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/10/missione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

