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	<title>Diritto 2.0 - Il blog di Ernesto Belisario &#187; Copyright &amp; Open Source</title>
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	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
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		<title>Pubblicata la nuova versione della Italian Open Data License</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è una buona notizia per il movimento Open Data italiano, una notizia a cui tengo molto: nelle scorse settimane è stata pubblicata on line la nuova versione della Italian Open Data License 1.0 (IODL). Come qualcuno ricorderà, la IODL è la licenza pubblicata da FormezPA nel mese di ottobre 2010 nell&#8217;ambito del progetto MiaPA; l&#8217;obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;è una buona notizia per il movimento Open Data italiano, una notizia a cui tengo molto: nelle scorse settimane è stata pubblicata <em>on line</em> la nuova versione della <strong><a href="http://www.formez.it/iodl/">Italian Open Data License 1.0</a></strong> (IODL).<br />
Come <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/10/29/open-data-in-italia-qualcosa-si-muove-ecco-la-italian-open-data-licence-v-1-0/">qualcuno ricorderà</a>, la IODL è la licenza pubblicata da FormezPA nel mese di ottobre 2010 nell&#8217;ambito del progetto MiaPA; l&#8217;obiettivo di tale licenza era tuttavia ben più ambizioso: fornire una licenza di riferimento a tutte le Amministrazioni che volessero &#8220;liberare&#8221; i propri dati.</p>
<p style="text-align: justify;">In <a href="http://saperi.forumpa.it/story/50938/con-miapa-arriva-una-licenza-l-open-data-italiano">questo articolo</a> pubblicato sul sito di ForumPA provai a spiegare perché, a mio avviso, il progetto IODL fosse una gran bella notizia per tutto il movimento Open italiano, evidenziando però alcune imprecisioni e l&#8217;unico grave limite: l&#8217;impossibilità di utilizzare i dati per finalità commerciali che aveva spinto alcuni ad affermare che tale licenza non potesse considerarsi davvero &#8220;aperta&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Teaching Open Source Practices, Version 4.0 (high res) di opensourceway, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/opensourceway/5535034664/"><img class="aligncenter" src="http://farm6.static.flickr.com/5175/5535034664_2fea49782d.jpg" alt="Teaching Open Source Practices, Version 4.0 (high res)" width="423" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con un atteggiamento raro nella PA italiana, proprio per recepire tali critiche e migliorare la Licenza, FormezPA ha costituito un gruppo di discussione con il preciso obiettivo di stabilizzare la IODL e renderla davvero &#8220;open&#8221;. Il gruppo, che ho avuto l&#8217;onore di coordinare, è stato composto da alcuni dei principali esperti italiani: <strong>Giovanni Battista Gallus, Francesco Paolo Micozzi <strong>e</strong> Stefano Laguardia</strong> (<em>Circolo dei Giuristi Telematici</em>), <strong>Guido Scorza</strong> (<em>Istituto per le Politiche dell&#8217;Innovazione</em>), <strong>Stefano Costa</strong> (<em>OKFN Italia</em>), <strong>Marco Ciurcina <strong>e</strong> Federico Morando</strong> (<em>Creative Commons Italia</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto alla versione originaria abbiamo introdotto numerose modifiche e &#8211; soprattutto &#8211; abbiamo eliminato la restrizione commerciale, rendendo la IODL compatibile sia con la <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/">licenza Creative Commons CC-BY-SA</a> sia con la <a href="http://www.opendatacommons.org/licenses/odbl/">licenza Open Data Commons ODbL</a>. Al di là dei tecnicismi, significa che i dati che verranno pubblicati con questa licenza potranno essere usati per qualunque finalità; è infatti previsto espressamente che:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><strong>3. Usi consentiti</strong></p>
<p><em>Tu puoi esercitare i diritti concessi con la presente licenza in modo libero e gratuito, anche qualora la finalità da Te perseguita sia di tipo commerciale.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ritengo che si tratti di una buona notizia, non solo da un punto di vista teorico. Il modello di una licenza &#8220;governativa&#8221; per l&#8217;Open Data (già sperimentato in UK e Francia)  si sta affermando anche in numerosi Paesi (ad esempio, sulla falsariga della IODL, la Norvegia ha recentemente pubblicato una prima bozza della <a href="http://www.jordanhatcher.com/2011/norwegian-open-data-license-draft-now-out/">Norvegian Open Data License</a>) in quanto fornisce alle Amministrazioni uno strumento valido ed affidabile con cui rendere pubblici i propri dati.<br />
Non è casuale che, oltre ai dati di MiaPA, ci siano già altre Amministrazioni che stanno utilizzando già la nuova IODL; un importante esempio è rappresentato dal Comune di Udine che ha <a href="http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/ComuneUdine/comune/Bilanci_comunali/open_data/">pubblicato sotto IODL i dati relativi al proprio bilancio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni licenza &#8220;open&#8221; che si rispetti, la IODL ha ora anche un proprio <a href="http://www.innovatoripa.it/groups/italian-open-data-licence">gruppo di discussione su InnovatoriPA</a> in cui chiunque può far emergere questioni e spunti, proporre modifiche e integrazioni.</p>
<p>Vi aspettiamo <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2011%2F05%2F21%2Fpubblicata-la-nuova-versione-della-italian-open-data-license%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Italia? Non pervenuta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I lettori di questo blog ricorderanno che in passato mi sono occupato di Normattiva, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese. Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lettori di questo blog ricorderanno che in passato <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/07/governo-1-0/">mi sono occupato</a> di <strong><a href="http://www.normattiva.it">Normattiva</a></strong>, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.<br />
Purtroppo non è stata modificata la pagina <a href="http://www.normattiva.it/static/legal.html">&#8220;avviso legale&#8221;</a> che incredibilmente &#8211; tra le altre cose &#8211; ancora prevede che &#8220;<em>l&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4812135578/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4120/4812135578_237af4b121.jpg" alt="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno di voi potrebbe pensare &#8220;<em>roba da avvocati, l&#8217;importante è che il servizio esista e funzioni</em>&#8220;. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l&#8217;uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un&#8217;informazione che &#8211; per espressa ammissione del suo autore &#8211; non è affidabile?<br />
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/n-lex/pays.html?lang=it&amp;info_lang=it">N-LEX</a></strong>, la sezione del sito dell&#8217;Unione Europea che permette di accedere alle <span style="text-decoration: underline;">banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri</span>, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scritto all&#8217;<a href="http://publications.europa.eu/index_it.htm">Ufficio Pubblicazioni</a>, che cura la pagina, per avere delucidazioni e &#8211; diplomaticamente &#8211; mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un&#8217;edizione <em>on line</em> su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.</p>
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		<title>Una moratoria per l&#8217;equo compenso</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/05/una-moratoria-per-lequo-compenso/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 10:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi mesi si è molto parlato del Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 30 dicembre 2009 in materia di &#8220;equo compenso per copia privata&#8220; previsto dalla Legge sul diritto d&#8217;autore. Ebbene, dopo le perplessità avanzate dagli esperti e dagli utenti e dopo aver assistito già ai primi rincari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi mesi si è molto parlato del <strong><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/ComunicatiStampa/visualizza_asset.html_561103355.html">Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 30 dicembre 2009</a> in materia di &#8220;<em>equo compenso per copia privata</em>&#8220;</strong> previsto dalla Legge sul diritto d&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, dopo le perplessità avanzate <a href="http://punto-informatico.it/2787994/PI/Commenti/equo-compenso.aspx">dagli esperti</a> e <a href="http://www.altroconsumo.it/20100331/continuavano-a-chiamarlo-equo-compenso-Attach_s271513.pdf">dagli utenti</a> e dopo aver assistito già ai <a href="http://punto-informatico.it/2839914/PI/News/realta-aumentata-dell-equo-compenso.aspx">primi rincari dei prodotti elettronici</a>, alcune importanti società IT italiane e le maggiori associazioni di consumatori nei prossimi giorni si rivolgeranno ai Giudici per chiedere che venga dichiarata l’illegittimità – che sembra evidente – del c.d. Decreto Bondi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7-lrwfS7Gr4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/7-lrwfS7Gr4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Sui molteplici profili di presunta illegittimità del provvedimento, quindi, si pronunceranno i Giudici che decideranno se l’industria ed i consumatori italiani dovranno davvero rassegnarsi a pagare questa ennesima “tassa”, il cui ammontare è di circa 100 milioni di euro l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, in attesa che la Magistratura si pronunci, sarebbe opportuna una sospensione dell&#8217;efficacia dello stesso, specialmente in considerazione degli effetti dannosi che la sua applicazione potrebbe arrecare al mercato e ai consumatori. Si tratta di oltre 8 milioni di euro al mese, soldi che i cittadini, utenti e consumatori rischiano di ritrovarsi a pagare &#8211; in maniera assolutamente non trasparente &#8211; all&#8217;atto dell&#8217;acquisto di una moltitudine di prodotti di elettronica di consumo (come telefoni cellulari, <em>decoder</em>, <em>console</em>). L&#8217;industria IT italiana, dal canto suo, è in una condizione di sostanziale stallo: gli ordini dei prodotti sono, ove possibile, sospesi in attesa di conoscere il destino del decreto, la predisposizione dei nuovi listini dei prezzi viene ritardata così come, più in generale, quella dei piani di business e marketing per l’anno 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo l&#8217;<strong><a href="http://www.politicheinnovazione.eu">Istituto per le Politiche dell&#8217;Innov</a></strong><strong><a href="http://www.politicheinnovazione.eu">azione</a></strong> ha perto alle firme una <a href="http://www.scribd.com/doc/29422026/Richiesta-di-Moratoria-Equo-Compenso">richiesta di moratoria indirizzata al Ministro Bondi</a>, affinché sospenda l&#8217;efficacia della nuova disciplina sino alla decisione dei Giudici amministrativi, prorogando, contestualmente la precedente (che ha, comunque, garantito all&#8217;industria audiovisiva italiana, nel solo 2008, di incassare oltre 60 milioni di euro).</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque può aderire alla richiesta di moratoria, diffondendola sul proprio blog e sul proprio sito, oppure sostenendo la &#8220;causa&#8221; su Facebook cliccando <strong><a href="http://apps.facebook.com/causes/468785/">qui</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Stay tuned <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Normattiva &#8230; di nome, ma non di fatto</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mese fa mi sono occupato di Normattiva.it, il portale statale realizzato dal Poligrafico dello Stato per ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti. In particolare, segnalai la pagina di avviso legale che, come sostenuto anche dall&#8217;amico Guido Scorza (qui e qui), può essere presa come simbolo delle vicende della (mancata) innovazione nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un mese fa mi sono occupato di <strong><a href="http://www.normattiva.it">Normattiva.it</a></strong>, il portale statale realizzato dal <strong>P</strong><strong>oligrafico dello Stato </strong>per ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti. In particolare, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/07/governo-1-0/">segnalai la pagina di avviso legale</a> che, come sostenuto anche dall&#8217;amico <strong>Guido Scorza</strong> (<strong><a href="http://www.guidoscorza.it/?p=1515">qui</a></strong> e <strong><a href="http://punto-informatico.it/2817496/PI/Commenti/eterni-corsi-ricorsi-dell-innovazione-all-italiana.aspx">qui</a></strong>), può essere presa come simbolo delle vicende della (mancata) innovazione nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;epoca il portale era on line da qualche giorno (in beta) e sarebbe dovuto diventare operativo dal mese di marzo 2010. Nel corso degli ultimi giorni sono tornato spesso sul sito <strong>www.normattiva.it</strong>, ma ogni volta che ho provato ad effettuare la ricerca mi è comparsa sempre questa schermata, che indica come &#8211; contrariamente a quanto scritto sulla <em>home page</em> del sito &#8211; l&#8217;accesso non sia ancora possibile per tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Normattiva.it - marzo 2010 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4439848901/"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2766/4439848901_0a718654ba.jpg" alt="Normattiva.it - marzo 2010" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un ritardo di qualche giorno&#8221;, &#8220;marzo non è ancora finito&#8221; potrebbe dire qualcuno. A mio avviso, invece, la vicenda è particolarmente grave per un duplice ordine di ragioni.<br />
Il primo è che in Italia viviamo di perenni progetti-pilota che non entrano mai a regime, di lunghissimi tempi per digitalizzare pochi atti e semplici procedimenti. Un esempio per tutti: negli USA la ormai famosa <a href="http://www.whitehouse.gov/the-press-office/administration-launches-comprehensive-open-government-plan">direttiva dell&#8217;Amministrazione Obama sull&#8217;<em>Open Government</em></a> prevedeva che le Amministrazioni rendessero accessibili <em>on line</em> tutti i propri dati nel termine di 45 giorni (si, avete letto bene: solo 45 giorni); nel nostro Paese &#8211; in un tempo ben maggiore &#8211; lo Stato centrale non è riuscito a rendere accessibile a tutti la banca dati delle norme vigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E comunque, nel momento in cui l&#8217;Amministrazione non riuscisse a rispettare i tempi che aveva reso noti (marzo 2010), perché non comunicare sullo stesso sito le ragioni del ritardo e la data in cui tutto sarà on line? La sensazione, che si ha molte volte nell&#8217;<em>e-gov</em> italiano, è che l&#8217;utente venga trattato non come cittadino che ha diritto ad avere un determinato servizio in tempi certi, ma come un &#8220;<em>suddito digitale</em>&#8221; che deve accontentarsi di quello che l&#8217;Ente &#8211; nella sua magnanimità &#8211; avrà la bontà di rendere disponibile, senza dover rendere conto (nè tantomeno rispondere) di inconvenienti e ritardi.</p>
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		<title>Missione compiuta: non sono più vietati i link al sito dell&#8217;ENIT</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/10/missione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono voluti quasi tre mesi, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta. Come molti di voi ricorderanno, alla fine del mese di novembre 2009, Roberta Milano segnalò la notizia che l&#8217;ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo vietava i link al proprio sito, se non preventivamente autorizzati. La segnalazione fece ben presto il giro della Rete e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci sono voluti quasi tre mesi, ma alla fine ce l&#8217;abbiamo fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Come molti di voi ricorderanno, alla fine del mese di novembre 2009, <strong><a href="http://www.robertamilano.com/2009/11/punti-di-vista.html">Roberta Milano</a></strong><a href="http://www.robertamilano.com/2009/11/punti-di-vista.html"> segnalò</a> la <a href="http://magicitaly.wordpress.com/2009/11/19/e-fatto-divieto/">notizia</a> che l&#8217;<strong>ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo</strong> vietava i link al proprio sito, se non preventivamente autorizzati.<br />
La segnalazione fece ben presto il giro della Rete e venne ripresa da <a href="http://www.mantellini.it/?p=7367">molti</a> <a href="http://pipda.wordpress.com/2009/11/29/link-vietati/">blog</a>, questo compreso. <strong>Il divieto di link</strong>, infatti, non solo <strong>era</strong> irragionevole ed illogico, ma <strong>contrario alle norme vigenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, non mi limitai a scriverci un <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/11/29/il-codice-dellamministrazione-digitale-questo-sconosciuto/"><strong>post</strong></a>, ma da cittadino segnalai questa ed altre clausole dei termini d&#8217;uso del sito ENIT su <strong><a href="http://www.accessibile.gov.it/">Accessibile</a></strong>, il portale governativo dell&#8217;Osservatorio per le accessibilità dei servizi della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ebbene, con piacere vi comunico che &#8211; a seguito di quella segnalazione &#8211; <a href="http://www.enit.it/chesito.asp?lang=IT">l&#8217;ENIT ha cambiato le condizioni d&#8217;uso del sito</a>, eliminando il divieto di link e recependo le altre indicazioni (in particolare quella relativa all&#8217;abrogazione della Legge n. 675/1996).</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-03-10 a 11.03.49 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4421486349/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4015/4421486349_a56a215cf8.jpg" alt="Schermata 2010-03-10 a 11.03.49" width="500" height="265" /></a><br />
<em>I nuovi termini d&#8217;uso del sito ENIT<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: non ho mai pensato che l&#8217;ENIT avrebbe adito le vie legali per un link non autorizzato, ma ritengo si tratti di un bel segnale.<br />
Significa che <a href="http://www.accessibile.gov.it/">Accessibile</a> funziona e che, quindi, abbiamo uno strumento che possiamo usare per essere davvero cittadini (e non sudditi) digitali.<br />
Finora, infatti, le Amministrazioni non hanno spontaneamente adempiuto a tutti gli obblighi imposti dal Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale; sicuramente colpa di uffici disorganizzati e della mancanza di sanzioni per gli Enti che non provvedano, ma anche di cittadini non consapevoli dei propri diritti e che, quindi, non si attivano per farli rispettare.</p>
<p style="text-align: justify;">La buona notizia è questa: sarà lunga e tortuosa, ma &#8211; proprio grazie alle leggi &#8211; l&#8217;Amministrazione Digitale possiamo contribuire a costruirla anche noi, cittadini digitali. Basta pretendere che ci vengano riconosciuti i nostri diritti.</p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F03%2F10%2Fmissione-compiuta-non-sono-piu-vietati-i-link-al-sito-dellenit%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Save the date: 26 marzo 2010 &#8211; Conferenza annuale del Circolo dei Giuristi Telematici</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come dimostrano le cronache di queste ultime settimane, i profili giuridici legati al Web sono ancora di grande attualità. La sempre maggiore diffusione delle tecnologie info-telematiche pone, infatti, importanti criticità  in merito all&#8217;idoneità delle norme vigenti ma anche in ordine all&#8217;adeguatezza delle soluzioni all&#8217;esame del legislatore e all&#8217;impatto di alcune eclatanti decisioni giurisprudenziali. Cade quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come dimostrano le cronache di queste ultime settimane, i profili giuridici legati al Web sono ancora di <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/09/the-pirate-bay-sequestro-2-0/">grande</a> <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/24/google-condannata-per-il-caso-vividown/">attualità</a>. La sempre maggiore diffusione delle tecnologie info-telematiche pone, infatti, importanti criticità  in merito all&#8217;idoneità delle norme vigenti ma anche in ordine all&#8217;adeguatezza delle soluzioni all&#8217;esame del legislatore e all&#8217;impatto di alcune eclatanti decisioni giurisprudenziali.<br />
Cade quindi in questo contesto la <strong>Conferenza annuale del Circolo dei Giuristi Telematici</strong> che si terrà  a <strong>Roma</strong> il <strong>26 marzo 2010</strong>, <strong>ore 15</strong>, presso l&#8217;<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+ennio+quirino+visconti+6+roma&amp;sll=41.907574,12.46966&amp;sspn=0.009326,0.022552&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=Via+Ennio+Quirino+Visconti,+6,+00193+Roma,+Lazio&amp;ll=41.908138,12.471371&amp;spn=0.009326,0.022552&amp;t=h&amp;z=16"><strong>Auditorium della Casa di Previdenza Forense &#8220;<em>Riccardo Scocozza</em>&#8220;</strong></a>.<br />
L&#8217;iniziativa si pone come luogo di riflessione ed approfondimento su alcune delle questioni più delicate sul diritto dell&#8217;informatica: copyright, amministrazione digitale, posta elettronica certificata, responsabilità  degli intermediari.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuristitelematici.it/roma2010/"><img class="aligncenter" title="Banner CGT" src="http://www.giuristitelematici.it/images/banners/bannercgt2010.gif" alt="" width="392" height="72" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Leggendo il programma definitivo della conferenza (disponibile <a href="http://www.giuristitelematici.it/roma2010/programma.html">qui</a>) troverete alcuni tra i più importanti studiosi  di informatica giuridica e diritto dell&#8217;informatica (<a href="http://www.guidoscorza.it">Guido Scorza</a>, <a href="http://www.giurdanella.it/carmelo_giurdanella.php">Carmelo Giurdanella</a>, <a href="http://www.micozzi.it/">Francesco Paolo Micozzi</a>, <a href="http://www.giurdanella.it/elio_guarnaccia.php">Elio Guarnaccia</a>, <a href="http://scialdone.blogspot.com/">Marco Scialdone</a>).<br />
Con grandissimo piacere ci sarò anch&#8217;io per parlare, ancora una volta, di Posta Elettronica Certificata alla luce della modifica del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale e del Codice di Procedura Civile.<br />
La partecipazione è gratuita e conferisce crediti per la formazione forense, quindi è consigliabile iscriversi sul <a href="http://www.giuristitelematici.it/roma2010/index.html">sito</a> per esere sicuri di poter entrare.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di incontrarvi in tanti <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2010%2F03%2F08%2Fsave-the-date-26-marzo-2010-conferenza-annuale-del-circolo-dei-giuristi-telematici%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>IV CONFERENZA ITALIANA SUL SOFTWARE LIBERO &#8211; Call for Papers</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/03/03/iv-conferenza-italiana-sul-software-libero-call-for-papers/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;11 e 12 giugno 2010 si terrà a Cagliari la quarta Conferenza Italiana sul Software Libero (ConfSL2010), per fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. Questo appuntamento è il luogo d’incontro di quanti in Italia sono attivi nella ricerca, nello sviluppo, nella promozione e nella diffusione del Software Libero. Tanti, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;11 e 12 giugno 2010 si terrà a Cagliari la <strong><a href="http://www.confsl.org/confsl10/">quarta Conferenza Italiana sul Software Libero</a></strong> (ConfSL2010), per fare il punto sullo stato dell’arte del Software Libero in Italia. Questo appuntamento è il luogo d’incontro di quanti in Italia sono attivi nella ricerca, nello sviluppo, nella promozione e nella diffusione del Software Libero.<br />
Tanti, e tutti interessanti, gli aspetti che saranno trattati: economici, giuridici, tecnici, etici, sociali e filosofici.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la Conferenza sono previste sessioni tematiche ed eventi paralleli a carattere sia accademico che divulgativo, che coinvolgeranno imprese, enti pubblici, università ed enti di ricerca, sviluppatori, ricercatori, cittadini, operatori del settore ed appassionati, per conoscersi e avviare collaborazioni e progetti. In questa edizione (in cui ho l&#8217;onore di far parte del <strong><a href="http://www.confsl.org/confsl10/index.php/comitato-scientifico">Comitato Scientifico</a></strong> della Conferenza) saranno presenti numerosi spazi di dibattito e coinvolgimento dei partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui di seguito riporto la <strong><a href="http://www.confsl.org/confsl10/index.php/call-for-papers">Call for Papers</a></strong>: invito tutti gli interessati ad inviare i contributi entro la scadenza del 18 aprile 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Cagliari <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View IV CONFERENZA ITALIANA SUL SOFTWARE LIBERO - Call for Papers on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/27755767/IV-CONFERENZA-ITALIANA-SUL-SOFTWARE-LIBERO-Call-for-Papers">IV CONFERENZA ITALIANA SUL SOFTWARE LIBERO &#8211; Call for Papers</a> <object id="doc_305684372056153" style="outline:none;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="600" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="doc_305684372056153" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=27755767&amp;access_key=key-i6u9mao02rlj971sl1k&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="document_id=27755767&amp;access_key=key-i6u9mao02rlj971sl1k&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><embed id="doc_305684372056153" style="outline:none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="600" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" flashvars="document_id=27755767&amp;access_key=key-i6u9mao02rlj971sl1k&amp;page=1&amp;viewMode=list" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" bgcolor="#ffffff" wmode="opaque" name="doc_305684372056153"></embed></object></p>
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		<title>Open Source nella Pubblica Amministrazione: facciamo i conti?</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/17/open-source-nella-pubblica-amministrazione-un-approccio-pragmatico/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Open Source nella Pubblica Amministrazione è uno degli argomenti storici del diritto delle nuove tecnologie e dell&#8217;informatica pubblica, sul quale studiosi ed esperti da un decennio si esercitano in interventi e pubblicazioni (mi sono sorpreso io stesso a pensare quanto tempo sia passato da alcuni articoli). Numerosi i progetti di legge statali e le leggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>Open Source nella Pubblica Amministrazione</strong> è uno degli argomenti storici del diritto delle nuove tecnologie e dell&#8217;informatica pubblica, sul quale studiosi ed esperti da un decennio si esercitano in <a href="http://gandalf.it/free/opensrc.htm">interventi</a> e <a href="http://finalmentelibero.ning.com/">pubblicazioni</a> (mi sono sorpreso io stesso a pensare quanto tempo sia passato da<a href="http://www.interlex.it/pa/libero.htm"> alcuni articoli</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Numerosi i progetti di legge statali e le leggi regionali in materia (<strong><a href="http://www.scribd.com/doc/26931276/Atti-Della-III-Conferenza-Nazionale-Sul-Software">qui</a></strong> un mio modesto contributo sul&#8217;argomento), gruppi di lavoro e &#8211; addirittura &#8211; una Commissione <a href="http://www.interlex.it/pa/commissione.htm#*">costituita dall&#8217;allora Ministro Stanca</a> e guidata da un&#8217;illustre personalità  (il <a href="http://media.polito.it/meo">prof. Angelo Raffaele Meo</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Rileggendo il <a href="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/indagine_commissione_os.pdf">rapporto</a> di questa Commissione, mi è venuto in mente quanto mi ha insegnato uno dei miei Maestri: &#8220;<em>se vuoi affossare qualcosa, crea un gruppo di lavoro che ne discuta</em>&#8220;; sicuramente la sua era una provocazione, ma &#8211; con riferimento all&#8217;Open Source nella PA &#8211; i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Come spesso accade nella digitalizzazione della PA, alle parole (tante, troppe!) non sono seguiti i fatti: secondo i <a href="http://punto-informatico.it/2743078/PI/Commenti/pa-digitale-una-strada-ancora-lunga.aspx">dati diffusi dallo stesso Ministro Brunetta</a> soltanto il 35% delle Amministrazioni Locali ha fatto ricorso all&#8217;Open Source, con progetti &#8220;a macchia di leopardo&#8221;, legati più all&#8217;iniziativa di qualche cocciuto ed appassionato dirigente, che non rispondenti ad una strategia su larga scala di lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro, non credo che l&#8217;Open Source sia la panacea di tutti i mali dell&#8217;Amministrazione italiana; chi mi conosce sa che rifuggo dagli approcci &#8220;ideologici&#8221; (sia quelli pro sia quelli contro il software libero nella PA) e per questo mi sono attirato più di qualche antipatia.</p>
<p style="text-align: justify;">Da legale, e studioso della PA, non posso non pensare che per l&#8217;approvvigionamento del software vanno seguite le stesse regole che ogni Ente deve rispettare per l&#8217;acquisto di beni e servizi (come l&#8217;approvvigionamento di articoli di cancelleria, o l&#8217;affidamento del servizio di pulizia). Sotto questo profilo rilevo una certa riottosità  degli informatici a trattare il software in questi termini; &#8220;l&#8217;informatica ha le sue peculiarità&#8221;,  mi si dice. Se è per questo ogni settore ne ha, ma non si introducono procedure di approvvigionamento diverse per ciascuna categoria di prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripensando alla scarsa fortuna dell&#8217;OS nella PA italiana si ha l&#8217;impressione che i dibattiti abbiano perso di concretezza, relegando la materia soltanto a scelte di tipo filosofico o politico, deresponsabilizzando completamente le scelte compiute dalle singole Amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, sul punto vigono norme precise e, tutto sommato, condivisibili: per l&#8217;acquisizione del software trovano appicazione il Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (D. Lgs. n. 163/2006) e il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005).<br />
In particolare l&#8217;art. 68 del CAD prevede che  le Pubbliche Amministrazioni</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>acquisiscono, secondo le procedure previste dall&#8217;ordinamento, programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La norma è chiara: la valutazione su caratteristiche e prezzo deve essere fatta di volta in volta, in considerazione della situazione di partenza e delle esigenze di ogni ufficio, soppesandone la convenienza anche in termini economici, al fine di evitare inutili sprechi di denaro pubblico.<br />
Per carità , non mi sfugge che l&#8217;adozione del software libero, &#8220;<em><a href="http://www.interlex.it/pa/amonti41.htm">non è solo questione di soldi</a></em>&#8220;, ma si tratta di un aspetto che deve essere comunque tenuto in conto dall&#8217;Amministrazione; e poi, da qualche parte bisognerà  pure iniziare per valutare quale sia la soluzione più idonea per un Ente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da avvocato e consulente ho visto più di una delibera con cui l&#8217;Amministrazione decideva di acquisire questo o quel programma, ma raramente ho trovato le approfondite valutazioni previste dall&#8217;articolo 68 del CAD.<br />
E se un tempo era difficile fare questi calcoli, oggi è relativamente semplice, come dimostra <a href="http://cretinate4dummies.blogspot.com/2010/01/linux-e-pubblica-amministrazione-dico.html">questo post</a> dal&#8217;approccio molto pragmatico con cui l&#8217;Autore chiede perchè la propria Amministrazione Comunale non usi OS visto che, da una valutazione sommaria da lui effettuata, tale scelta comporterebbe un risparmio di circa 80.000 Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso approccio pragmatico e concreto lo ha recentemente seguito l&#8217;Amministrazione australiana, nell&#8217;<a href="http://itnews.com.au/News/166884,open-source-not-free-senate-hears.aspx">esaminare</a> la proposta di passare completamente dal software proprietario all&#8217;Open Source (in base ad un&#8217;indagine del 2007, il software libero era utilizzato già nel 68% degli uffici pubblici di quel Paese). Secondo l&#8217;<a href="http://www.agimo.gov.au/">AGIMO</a> (l&#8217;Agenzia governativa che si occupa della digitalizzazione), infatti, i costi per la transizione potrebbero essere superiori ai benefici apportati; in un&#8217;audizione al Senato, gli esperti del Governo hanno espresso un principio talmente ovvio da sembrare rivoluzionario: &#8220;<em>gli enti sono obbligati a considerare il rapporto qualità /prezzo ogni volta che acquistano un software</em>&#8221; (nei giorni scorsi <a href="http://www.canberratimes.com.au/news/local/news/general/call-for-feds-to-turn-to-freeware/1730453.aspx">i mezzi di informazione avevano pubblicato con molto clamore </a>che ogni anno il Governo Australiano spende oltre 500 milioni di dollari australiani, più di 325 milioni di Euro, per l&#8217;acquisizione di software).</p>
<p style="text-align: justify;">E in Italia? Non mancano gli approcci virtuosi, come dimostrato da questo video (tratto da una puntata di <a href="http://www.report.rai.it/R2_HPprogramma/0,,243,00.html">Report</a> di qualche tempo fa) che vi consiglio di vedere</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ITzX7zRgOkA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è che casi del genere sono troppo isolati. Le ragioni? Sempre le stesse: l&#8217;assenza di politiche di lungo periodo e di metriche per la valutazione dei risultati, oltre alla mancanza di meccanismi di premialità  per quei funzionari che facciano risparmiare il proprio Ente (e, quindi, i cittadini).</p>
<p style="text-align: justify;">Come diceva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristotele">Aristotele</a>, la gratitudine, si sa, &#8220;<em>è un sentimento che invecchia prest</em>o&#8221;.</p>
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		<title>Governo 1.0</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 11:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche mese fa ho salutato con entusiasmo l&#8217;annuncio, dato dal Ministro per la semplificazione normativa, relativo al progetto di realizzazione di una banca dati on line che consentisse la consultazione gratuita di tutte le leggi vigenti. Il portale, realizzato dall&#8217;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è on line da qualche giorno (in beta) e &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa ho salutato con entusiasmo l&#8217;annuncio, dato dal <strong><a href="http://www.semplificazionenormativa.it/">Ministro per la semplificazione normativa</a></strong>, relativo al <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=51258">progetto di realizzazione di una banca dati <em>on line</em></a> che consentisse la consultazione gratuita di tutte le leggi vigenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il portale, realizzato dall&#8217;<a href="http://www.ipzs.it/"><strong>Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</strong></a>, è <em>on line </em>da qualche giorno (in beta) e &#8211; sia pure con qualche ritardo rispetto alla data prevista originariamente &#8211; dovrebbe diventare operativo dal 1° marzo 2010.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Normattiva.it di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4337415548/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4069/4337415548_de3fb28449.jpg" alt="Normattiva.it" width="500" height="332" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da anni ritengo che l&#8217;accesso alle norme in Rete sia il primo passo per un&#8217;Amministrazione realmente Digitale e, quindi, mi sono precipitato a visitarlo curioso e fiducioso; le mie aspettative, però, sono state subito deluse.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito, raggiungibile all&#8217;indirizzo <strong><a href="http://www.normattiva.it">www.normattiva.it</a> </strong>(ma non dovevano essere ridotti e razionalizzati i nomi di dominio pubblici?), ha una pagina denominata &#8220;<em>Avviso Legale</em>&#8221; in cui è specificato che:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>L&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di avvertenza è inspiegabile ed assurdo. Basti pensare, ad esempio, che &#8211; <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/01/01/gazzetta-ufficiale-anno-nuovo-problemi-vecchi/">come i lettori di questo blog ricorderanno</a> &#8211; il 31 dicembre 2008 è cessata nelle Amministrazioni la diffusione della versione cartacea della Gazzetta Ufficiale; e poi, in Gazzetta Ufficiale non è pubblicato il testo vigente dei provvedimenti, ma quello originario (c.d. &#8220;storico&#8221;). Per non parlare del fatto che la Legge n. 69/2009 (approvata solo pochi mesi fa) ha finalmente previsto che la pubblicità degli atti delle Amministrazioni venga data attraverso i rispettivi siti Web, con pieno valore legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cose non migliorano se si prosegue nella lettura della pagina &#8220;Avviso Legale&#8221; del sito <strong>Normattiva</strong>:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purchè venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito. I Testi sono disponibili agli utenti al solo scopo informativo. La raccolta, per quanto vasta, è frutto di una selezione redazionale. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e l&#8217;Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., non sono responsabili di eventuali errori o imprecisioni, nonchè di danni conseguenti ad azioni o determinazioni assunte in base alla consultazione del portale.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo disclaimer, che sarebbe legittimo in qualunque banca dati privata, è inaccettabile per un sito pubblico! Perchè dovrei menzionare la fonte in caso di citazione? Le norme sono forse coperte da copyright? Non mi risulta. Che senso ha dire che i testi di legge (di cui non è ammessa l&#8217;ignoranza) sono disponibili a solo scopo informativo? E poi, è possibile che nel 2010 &#8211; per giunta dopo aver provveduto ad una riduzione del numero delle leggi &#8211; un sito governativo non sia in grado di darmi un testo digitale &#8220;certo&#8221;?</p>
<p style="text-align: justify;">Sono molto amareggiato, negli altri Paesi si persegue con successo la filosofia dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Data">Open Data</a> (<strong>Gigi Cogo</strong> ne aveva parlato <strong><a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/01/29/travolgente/">qui</a></strong>), mentre in Italia per avere sicurezza su una previsione normativa dobbiamo procurarci una Gazzetta Ufficiale cartacea. Dove? Ovviamente <a href="http://www.ipzs.it/moduli/gucart.htm">presso il Poligrafico dello Stato</a>, che ha realizzato il sito Normattiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dei miei seminari, spesso racconto che <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dionisio_I_di_Siracusa">Dioniso I</a></strong>, tiranno di Siracusa, appendeva sui muri più alti della città le leggi da lui emanate in modo da rendere difficile ai cittadini conoscerle e applicarle; in tal modo egli poteva sempre punirli per il mancato adempimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, a distanza di oltre 2000 anni, cosa è cambiato?</p>
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		<title>Il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale, questo sconosciuto</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2009/11/29/il-codice-dellamministrazione-digitale-questo-sconosciuto/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie a Roberta Milano ho appreso la notizia del fatto che l&#8217;ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo vieterebbe i link al proprio sito. Tra il curioso e l&#8217;incredulo sono andato a leggere il contenuto delle condizioni d&#8217;uso del sito ENIT (che potete raggiungere cliccando su questo link) che prevedono testualmente “E&#8217; fatto divieto di operare collegamenti stabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Grazie a <strong><a href="http://www.robertamilano.com/2009/11/punti-di-vista.html">Roberta Milano</a></strong> ho appreso la <a href="http://magicitaly.wordpress.com/2009/11/19/e-fatto-divieto/">notizia</a> del fatto che l&#8217;<strong>ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo</strong> vieterebbe i <a href="http://www.enit.it/default.asp?lang=IT">link al proprio sito</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra il curioso e l&#8217;incredulo sono andato a leggere il contenuto delle condizioni d&#8217;uso del sito ENIT (che potete raggiungere cliccando su <a href="http://www.enit.it/chesito.asp?lang=IT">questo link</a>) che prevedono testualmente</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“E&#8217; fatto divieto di operare collegamenti stabili a questo sito (cioè effettuare un link) senza previa, formale autorizzazione dell&#8217;ENIT.L&#8217;ENIT si riserva di perseguire ogni abuso al riguardo”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p><a title="ENIT di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4143656619/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2694/4143656619_1089ba2373.jpg" alt="ENIT" width="500" height="390" /></a></p>
<p>La home page del sito ENIT</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Chi si occupa di diritto delle nuove tecnologie ricorderà sicuramente che il dibattito relativo alla liceità del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linking">linking</a> ha già occupato studiosi e giudici.<br />
Da più parti si è notato che la struttura stessa di Internet e la sua capacità espansiva si basa proprio sul concetto di link; di norma, chi crea un sito Web vuole che sia visitato dal maggior numero di persone possibile e, quindi, deve poter essere raggiunto da parte di più pagine possibile. Per questo motivo molti hanno sostenuto che chi pubblica contenuti su Internet, acconsente implicitamente a che altri linkino le proprie pagine.<br />
Oltretutto, negare questo consenso generale impedirebbe la stessa esistenza dei motori di ricerca. È dunque possibile affermare che, in linea di principio, il link è lecito. Vi sono, tuttavia, casi un cui un link può costituire illecito; ciò accade con riferimento a collegamenti a contenuti protetti dal diritto d&#8217;autore oppure quando il link costituisce concorrenza sleale o ha lo scopo di denigrare il personaggio linkato.<br />
Ovviamente, non può escludersi che il responsabile di un sito sia in generale contrario alla pubblicazione di un link al proprio sito su pagine altrui senza il suo consenso. In questo caso, la volontà contraria deve essere esplicitamente manifestata (ad esempio, proprio per mezzo di un “disclaimer”). Naturalmente, nessun disclaimer potrebbe comunque vietare il diritto di citare una pagina Web per fini diversi da quelli di lucro, pena un eccessiva ed intollerabile compressione della libertà di manifestazione del pensiero garantita dall&#8217;<a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm">art. 21 della nostra Costituzione</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso dell&#8217;ENIT, però, il problema giuridico è un altro. <strong>L&#8217;ENIT</strong> <strong>– Agenzia Nazionale del Turismo</strong> <strong>è</strong>, ai sensi della <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/05080l.htm">Legge n. 80/2005</a> e dell&#8217;art. 2, comma 1, <a href="http://gazzette.comune.jesi.an.it/2006/131/2.htm">DPR n. 207/2006</a>, <strong>un ente pubblico non economico</strong>, cioè, una Pubblica Amministrazione centrale.<br />
La natura giuridica dell&#8217;ENIT comporta che l&#8217;Ente è tenuto ad applicare tutte le norme in materia di informatizzazione dell&#8217;Amministrazione e, in particolare, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_dell%27Amministrazione_Digitale">Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale</a> (D. Lgs. n. 82/2005). Ebbene – a prescindere da ogni considerazione sulla sua opportunità ed efficacia &#8211;  <strong>il divieto di link del sito ENIT è nullo per contrasto con i principi e le disposizioni del Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo non bisogna mai dimenticare che i siti delle Pubbliche Amministrazioni sono realizzati con soldi pubblici e le informazioni ivi contenute sono, del pari, acquisite e formate con risorse pubbliche; di conseguenza, il nostro legislatore ha previsto che tutti i dati pubblici debbano essere accessibili da chiunque (in modalità digitale) senza restrizioni che non siano riconducibili a esplicite norme di legge.<br />
Con riferimento ai siti Web delle Amministrazioni, poi, l&#8217;art. 53, comma 1, del Codice prevede espressamente che</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i princìpi di <strong>accessibilità</strong>, nonché di <strong>elevata usabilità</strong> e <strong>reperibilità</strong>, anche da parte delle persone disabili, <strong>completezza di informazione</strong>, <strong>chiarezza di linguaggio</strong>, <strong>affidabilità</strong>, <strong>semplicità dì consultazione</strong>, <strong>qualità</strong>,<strong> omogeneità</strong> ed <strong>interoperabilità</strong>”.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">A mio parere, il requisito dell&#8217;elevata reperibilità esclude già di per se stesso il divieto di link a un sito pubblico anche in considerazione del fatto che i siti istituzionali devono essere caratterizzati dalla massima trasparenza. Basti pensare, ad esempio, che il successivo art. 54 del Codice elenca anche il contenuto minimo di informazioni che un sito pubblico deve contenere e che, tra le altre, comprende:</p>
<p style="text-align: justify;">1) l&#8217;organigramma, l&#8217;articolazione degli uffici, le attribuzioni e l&#8217;organizzazione di ciascun ufficio con i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici;<br />
2) l&#8217;elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale, il termine per la conclusione di ciascun procedimento ed ogni altro termine procedimentale;<br />
3) l&#8217;elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive, specificando anche se si tratta di una casella di posta elettronica certificata; l&#8217;Ente deve avere, poi, almeno una casella PEC che deve essere indicata in home page;<br />
4) l&#8217;elenco di tutti i bandi di gara e di concorso;<br />
5) l&#8217;elenco dei servizi forniti in rete già disponibili e dei servizi di futura attivazione, indicando i tempi previsti per l&#8217;attivazione medesima;<br />
6) il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Una Pubblica Amministrazione, quindi, è giuridicamente tenuta a pubblicare sul proprio sito un importante mole di informazioni e a gestire tutto quanto pubblicato sul Web (a spese della collettività) con la massima accessibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi, da cittadino, ho segnalato il sito dell&#8217;ENIT su <a href="http://www.accessibile.gov.it/"><strong>Accessibile</strong></a>, il portale governativo dell&#8217;Osservatorio per l&#8217;accessibilità dei servizi delle PA.<br />
Oltre al divieto di link ho segnalato un&#8217;altra clausola che mi ha lasciato perplesso: nell&#8217;informativa sulla <em>privacy</em> viene ancora citata la <strong>Legge n. 675/1996</strong> che, come noto, è stata da anni abrogata dal <strong>D.Lgs. n. 196/2003</strong>; probabilmente solo una svista del pur <a href="http://www.mantellini.it/?p=7367">zelante estensore</a> delle condizioni di servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia segnalazione su Accessibile è pubblica (potrete consultarla cliccando <a href="http://www.accessibile.gov.it/consulta/">qui</a>); vi terrò aggiornati sugli esiti e sui futuri mutamenti delle condizioni di utilizzo del sito dell&#8217;Agenzia Nazionale del Turismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Voi, nel frattempo, linkate tranquilli <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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