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	<title>Diritto 2.0 - Il blog di Ernesto Belisario &#187; Segnalazioni</title>
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	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
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		<title>Open Data: un ciclo di Webinar per capirne di più</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Open Data: tutti ormai ne parlano, ma in Italia ancora pochi sono passati dalle parole ai fatti. Poche Amministrazioni hanno aperto i propri dati, pochi cittadini li usano per controllare come viene gestita la cosa pubblica, poche imprese hanno approfittato dati pubblici per sviluppare prodotti e servizi. E&#8217; evidente che c&#8217;è un problema di cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Open Data</em></strong>: tutti ormai ne parlano, ma in Italia ancora pochi sono passati dalle parole ai fatti.<br />
Poche Amministrazioni hanno aperto i propri dati, pochi cittadini li usano per controllare come viene gestita la cosa pubblica, poche imprese hanno approfittato dati pubblici per sviluppare prodotti e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; evidente che c&#8217;è un problema di cultura del dato e che sono necessarie azioni volte a promuovere la conoscenza di questa prassi amministrativa e dei benefici che porta al settore pubblico, ai cittadini e alle imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, mi fa piacere segnalare l&#8217;iniziativa di <strong>FormezPA</strong> (che gestisce il portale nazionale dei dati aperti <strong><a href="www.dati.gov.it">www.dati.gov.it</a></strong>) che ha organizzato un <a href="http://www.dati.gov.it/content/al-il-primo-ciclo-di-seminari-online-sui-dati-aperti">ciclo di tre seminari gratuiti dedicati all&#8217;<em>Open Data</em></a>:<br />
1) &#8220;<strong>Introduzione all’open data</strong>&#8221; tenuto il 2 febbraio da <strong>Gianfranco Andriola</strong> e visibile <a href="https://formez.adobeconnect.com/_a769937194/p9ro4exzg8e/?launcher=false&amp;fcsContent=true&amp;pbMode=normal">qui</a>;<br />
2) &#8220;<strong>Open Data: aspetti tecnici e giuridici</strong>&#8221; che si terrà il <strong>9 febbraio 2012</strong> alle <strong>ore 12</strong> con la partecipazione <strong>mia</strong> (per parlare degli profili giuridici) e del <strong><a href="http://blog.stefanoepifani.it">prof. Stefano Epifani</a></strong>;<br />
3) &#8220;<strong>Testimonianza di un&#8217;amministrazione che ha fatto Open Data</strong>&#8221; che si terrà il 16 febbraio 2012  alle <strong>ore 12</strong> e vedrà la presentazione dell&#8217;esperienza della <strong>Regione Piemonte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli interessati possono iscriversi contattando la redazione del portale <strong>dati.gov.it</strong>, cliccando <strong><a href="http://www.dati.gov.it/content/scrivi-alla-redazione">qui</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i posti a disposizione fossero esauriti, niente paura: il Formez sta già organizzando nuove edizioni dei seminari <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="We're Open di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/6765783785/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7156/6765783785_982e040589.jpg" alt="We're Open" width="500" height="500" /></a></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2012%2F02%2F03%2Fopen-data-un-ciclo-di-webinar-per-capirne-di-piu%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tech.Law: &#8220;La censura è dei Governi, non di Twitter&#8221;</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2012/01/30/tech-law-la-censura-e-dei-governi-non-di-twitter/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tech.Law]]></category>
		<category><![CDATA[#twitterblackout]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta facendo molto discutere la scelta di Twitter di cambiare la propria policy, in modo da consentire – nel caso in cui le autorità di un Paese lo richiedano – di oscurare messaggi di singoli utenti (solo) nel Paese richiedente e non in tutti gli altri. Da più parti si è gridato alla “censura”, sabato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sta facendo molto discutere la<a href="http://blog.twitter.com/2012/01/tweets-still-must-flow.html" target="_blank"> scelta di Twitter </a>di cambiare la propria policy, in modo da consentire – nel caso in cui le autorità di un Paese lo richiedano – di oscurare messaggi di singoli utenti (solo) nel Paese richiedente e non in tutti gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Da più parti si è gridato alla “censura”, sabato 28 gennaio si è addirittura tenuto il <strong>#TwitterBlackout</strong> (una sorta di sciopero dei <em>Tweets</em>) e numerosi sono coloro che hanno commentato la notizia (tra i tanti, segnalo: <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2012/01/28/la-censura-trasparente-e-granulare-di-twitter-e-lo-sciopero-della-timeline/">Giovanni Boccia Artieri</a>, <a href="http://ilnichilista.wordpress.com/2012/01/29/twitter-e-la-censura-tre-motivi-per-non-gioire/" target="_blank">Fabio Chiusi</a>, <a href="http://www.pandemia.info/2012/01/28/twitter-censura-e-lingenuita-della-rete.html" target="_blank">Luca Conti </a>e <a href="http://blog.wired.it/lawandtech/2012/01/27/i-rischi-della-twitter-censura.html" target="_blank">Guido Scorza</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come cambia la policy di Twitter</strong><br />
Fino ad oggi, quando le autorità di uno Stato segnalavano la contrarietà di un <em>tweet</em> alle proprie leggi, il rimedio consisteva nel rimuovere quel contenuto a livello globale. Con il cambio della policy, in queste situazioni, <em>Twitter</em> renderà il contenuto irraggiungibile dagli utenti del Paese richiedente, mantenendolo disponibile nel resto del mondo.<br />
I messaggi rimossi saranno inoltre comunque inseriti in un apposito elenco tenuto sulla pagina del progetto <em>Chilling Effects</em>raggiungibile all’indirizzo <a href="http://chillingeffects.org/twitter">http://chillingeffects.org/twitter</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quella di Twitter non è censura</strong><br />
Mi sembra che – come già<a href="https://www.eff.org/deeplinks/2012/01/what-does-twitter%E2%80%99s-country-country-takedown-system-mean-freedom-expression" target="_blank"> autorevolmente sostenuto </a>- non sia possibile parlare di censura e che le critiche nei confronti di <em>Twitter</em> siano quantomeno ingenerose. A prescindere dalla relativa semplicità con cui <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2012/01/what-does-twitter%E2%80%99s-country-country-takedown-system-mean-freedom-expression" target="_blank">è tecnicamente possibile aggirare questo oscuramento “selettivo</a>” (e volete che quelli di <em>Twitter</em> non lo sappiano?), è opportuno svolgere alcune considerazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.techeconomy.it/2012/01/30/la-censura-e-dei-governi-non-di-twitter/">(Continua a leggere su TechEconomy.it)</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignnone" title="censorship" src="http://latuffcartoons.files.wordpress.com/2012/01/twitter-is-censored.png" alt="" width="520" height="358" /></strong></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2012%2F01%2F30%2Ftech-law-la-censura-e-dei-governi-non-di-twitter%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Da LeggiOggi.it &#8211; &#8220;PA Digitale: governo nuovo, errori vecchi?&#8221;</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2012/01/27/da-leggioggi-it-pa-digitale-governo-nuovo-errori-vecchi/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Periodo intenso per il Governo Monti: ad una settimana dal decreto legge “Cresci Italia” oggi il Consiglio dei Ministri licenzia il c.d. decreto  semplificazione. Tra le diverse misure all’esame del Governo, secondo la bozza che – come prassi – ormai filtra dagli ambienti governativi, vi sono alcune misure in materia di innovazione: tra le altre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Periodo intenso per il Governo Monti: ad una settimana dal decreto legge “Cresci Italia” oggi il Consiglio dei Ministri licenzia il c.d. decreto  semplificazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le diverse misure all’esame del Governo, secondo la bozza che – come prassi – ormai filtra dagli ambienti governativi, vi sono alcune misure in materia di innovazione: tra le altre, costituzione di una “cabina di regia” sull’agenda digitale e rilascio dei certificati <em>on line</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Confesso che, avendo nutrito molte speranze nell’esecutivo guidato dal prof. Monti,  rimango molto deluso da queste indiscrezioni; spero di sbagliarmi, ma mi sembra che si stiano ripetendo gli stessi errori in cui sono caduti tutti i precedenti Governi.</p>
<p style="text-align: justify;">(<strong><a href="http://www.leggioggi.it/2012/01/27/pa-digitale-governo-nuovo-errori-vecchi/">Continua a leggere su LeggiOggi.it</a></strong>)</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/imagesdistributioncanada/5661415191/" title="Mario Monti di imagesdistributioncanada, su Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5308/5661415191_67d5ec5602.jpg" width="328" height="500" alt="Mario Monti"></a></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2012%2F01%2F27%2Fda-leggioggi-it-pa-digitale-governo-nuovo-errori-vecchi%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tech.Law: “Ma ‘ndo vai se la Social Media Policy nun ce l’hai?”</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[“Seguici su Twitter”, “Siamo su Youtube”, “Visita la nostra pagina Facebook”. Dai manifesti agli spot televisivi, dalle pagine dei giornali ai cartelloni promozionali negli stadi, le imprese non perdono occasione di comunicarci che sono ormai presenti sui principali Social Media. L’utilizzo del Web sociale in ambito imprenditoriale è ormai fenomeno assai diffuso e consolidato. Si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“<em>Seguici su Twitter</em>”, “<em>Siamo su Youtube</em>”, “<em>Visita la nostra pagina Facebook</em>”. Dai manifesti agli spot televisivi, dalle pagine dei giornali ai cartelloni promozionali negli stadi, le imprese non perdono occasione di comunicarci che sono ormai presenti sui principali <em>Social Media</em>.<br />
L’utilizzo del Web sociale in ambito imprenditoriale è ormai fenomeno assai diffuso e consolidato. Si è infatti affermata l’idea per cui mantenere – attraverso i Social Media – un contatto diretto e proficuo con i consumatori rappresenti un’incredibile opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’utilizzo dei <em>social network</em> in azienda è importante anche in quanto consente di attrarre le migliori risorse lavorative. Secondo un recente studio, circa un terzo dei giovani lavoratori (tra i 21 e i 29 anni) ritiene proprio diritto accedere ai <em>Social Networks</em> dal lavoro; la gran parte di essi si informa sulle politiche aziendali (oltre che sullo stipendio) fin dal primo colloquio e privilegia le offerte delle società che non vietano l’uso dei <em>Social Media</em>in azienda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Social media in azienda: opportunità e…rischi<br />
</strong><br />
A fronte dei benefici che possono essere conseguiti attraverso l’uso dei Social Network, vi sono alcuni importanti rischi per l’azienda:</p>
<p style="text-align: justify;">- perdita di produttività del personale;<br />
- danni all’immagine aziendale provocati da un uso scorretto (quelli che su TechEconomy vengono chiamati “#EpicFails”);<br />
-  contenzioso con il personale o con gli utenti a causa di contenuti inappropriati;<br />
-  perdita di informazioni confidenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Basti pensare, che secondo <a href="http://www.techeconomy.it/2012/01/24/quali-rischi-dalluso-dei-social-media-nelle-imprese/">un’indagine </a>di Symantec, negli ultimi dodici mesi, soltanto la diffusione di notizie riservate attraverso i <em>Social Media</em> ha prodotto danni per circa 4 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è quindi affermata la prassi per cui, le imprese – ma anche le amministrazioni, gli organi di informazione e i politici – debbano predisporre un apposito documento denominato <em><strong>Social Media Policy</strong></em> (SMP) che ha l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo i rischi connessi all’utilizzo aziendale dei Social Network.</p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://www.techeconomy.it/2012/01/24/ma-ndo-vai-se-la-social-media-policy-non-ce-lhai/">Continua a leggere su TechEconomy.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Social Media Overlap di Intersection Consulting, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/intersectionconsulting/4412472230/"><img src="http://farm5.staticflickr.com/4068/4412472230_3deb69b6ca.jpg" alt="Social Media Overlap" width="500" height="428" /></a></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2012%2F01%2F24%2Ftech-law-ma-ndo-vai-se-la-social-media-policy-nun-ce-lhai%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Save the date: 25 gennaio 2012 &#8211; &#8220;Incontro sugli Open Data&#8221;</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2012/01/23/save-the-date-25-gennaio-2012-incontro-sugli-open-data/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2011 il &#8220;grande pubblico&#8221; ha scoperto il tema degli Open Data,  nel 2012 &#8211; si spera &#8211; la PA italiana affronterà la sfida di adottare in modo sistematico questa nuova prassi amministrativa. Nell&#8217;ottica di promuovere questo cambiamento, il Focus Group Open Source (un tavolo di lavoro permanente sponsorizzato da IBM e costituito dalle principali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel 2011 il &#8220;grande pubblico&#8221; ha scoperto il tema degli Open Data,  nel 2012 &#8211; si spera &#8211; la PA italiana affronterà la sfida di adottare in modo sistematico questa nuova prassi amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ottica di promuovere questo cambiamento, il <strong><a href="http://focusgroupopensource.wordpress.com/">Focus Group Open Source</a></strong> (un tavolo di lavoro permanente sponsorizzato da IBM e costituito dalle principali amministrazioni sia centrali che locali ed altri fornitori privati) ha organizzato un<a href="http://focusgroupopensource.wordpress.com/2012/01/19/focus-group-open-source-incontro-sugli-open-data-roma-25-gennaio-2012/"> interessante incontro</a> al quale sono stato invitato per parlare delle problematiche giuridiche legate alla liberazione dei dati pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appuntamento si terrà il giorno <strong>mercoledì 25 gennaio 2012</strong> alle ore <strong>15,00</strong> a Roma, presso <a href="http://maps.google.it/maps?q=IBM+Italia,+Via+Sciangai,+53,+Roma&amp;hl=it&amp;ll=41.809452,12.426116&amp;spn=0.009916,0.022531&amp;hq=IBM+Italia,&amp;hnear=Via+Sciangai,+53,+00144+Roma,+Lazio&amp;t=h&amp;vpsrc=0&amp;z=16&amp;iwloc=A">IBM Italia, Via Sciangai, 53</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il programma:</p>
<p style="text-align: justify;">14:30 Registrazione<br />
15:00 Saluti di benvenuto<br />
15:10 <strong>Gianni Dominici </strong>– ForumPA – &#8220;<em>La via italiana agli Open Data</em>&#8221;<br />
15:30 <strong>Federico Morando</strong> – Politecnico di Torino – “<em>Open Data e iniziative di valorizzazione in corso</em>”<br />
16:00 <strong>Salvatore Marras</strong> – Formez – “<em>Dati.gov.it : per un ecosistema italiano dei dati aperti</em>”<br />
16:30 <strong>Ernesto Belisario</strong> – Associazione Open Government – “<em>Open Data, aspetti legali e prospettive</em>”<br />
17:00 <strong>Guido Vetere</strong> – IBM – “<em>Open Linked Data, interoperabilità e servizi per la Cooperazione Applicativa: il problema semantico</em>”<br />
17:30 Tavola rotonda e domande del pubblico<br />
18:00 Chiusura dei Lavori</p>
<p style="text-align: justify;">Chi fosse interessato a partecipare può inviare una mail al seguente indirizzo:  <em>sergio_sansonetti@it.ibm.com</em></p>
<p><img class="aligncenter" title="Open Data" src="http://datastorage02.maggioli.it/data/thumbs/data/blog/images/FrUkmTRNhj/DLOwihiiGn480_360_75_0.jpg" alt="" width="352" height="360" /></p>
<div id="facebook_like"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fblog.ernestobelisario.eu%2F2012%2F01%2F23%2Fsave-the-date-25-gennaio-2012-incontro-sugli-open-data%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=500&amp;action=like&amp;font=segoe+ui&amp;colorscheme=light&amp;height=80" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:500px; height:80px;" allowTransparency="true"></iframe></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Da LeggiOggi.it &#8211; Quattro buone ragioni per scioperare contro SOPA e PIPA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate un’Internet, un mondo, in cui Youtube, Flickr, Facebook e Twitter non esistono. Un mondo senza link, motori di ricerca e contenuti generati dagli utenti. Un Web in cui è sufficiente minacciare un’azione legale per ottenere facilmente la rimozione di qualsiasi contenuto da parte del provider o, addirittura, in cui lo stesso provider può scegliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Immaginate un’Internet, un mondo, in cui <em>Youtube</em>, <em>Flickr</em>, <em>Facebook</em> e <em>Twitter</em> non esistono. Un mondo senza link, motori di ricerca e contenuti generati dagli utenti. Un Web in cui è sufficiente minacciare un’azione legale per ottenere facilmente la rimozione di qualsiasi contenuto da parte del <em>provider</em> o, addirittura, in cui lo stesso <em>provider</em> può scegliere (autonomamente) di rimuoverlo al fine di evitare spiacevoli conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Non riuscite a immaginarlo, vero? Eppure è questo quello che potrebbe accadere se venissero approvati in USA i disegni di legge <strong>SOPA</strong> (<a href="http://www.opencongress.org/bill/112-h3261/show"><em>Stop Online Piracy Act</em></a>) e <strong>PIPA</strong> (<a href="http://www.opencongress.org/bill/112-s968/show"><em>Protect IP Act</em></a>) attualmente all’esame del Congresso.</p>
<p style="text-align: justify;">Contro queste proposte (sul cui contenuto rimando all’<a href="http://www.leggioggi.it/2012/01/17/our-opinion-about-sopa/">ottimo pezzo di Guido Scorza</a>) la Rete ha organizzato per oggi, 18 gennaio 2012, uno “<a href="http://www.sopastrike.com/"><strong>sciopero mondiale</strong></a>”. <em>Blogger</em>, <em>netizen</em>, colossi del Web e fornitori di servizi si sono organizzati per esprimere la propria contrarietà al provvedimento. Il segno più eclatante è sicuramente quello di <strong>Wikipedia</strong> che ha scelto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_del_18_gennaio_2012">oscurare la propria versione inglese</a>, <strong>Google</strong> ha deciso di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2012/01/17/visualizza_new.html_45989922.html">appoggiare  la protesta</a> e molti sono i siti che, <a href="http://adesione%20italiana%2014">anche in Italia</a>, hanno deciso di aderire al #<a href="https://twitter.com/%23!/search?q=%23SOPAblackout">SOPAblackout</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di <strong>LeggiOggi</strong> è stata quella di non oscurare le proprie pagine ma, come si conviene ad un quotidiano di informazione giuridica, favorire la conoscenza di queste proposte liberticide e stimolare il confronto sulle ragioni della protesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Provo a dare il mio contributo, cercando di spiegare quali sono i motivi per cui è giusto scioperare.</p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://www.leggioggi.it/2012/01/18/quattro-buone-ragioni-per-protestare-contro-sopa-e-pipa/">Continua a leggere su <strong>LeggiOggi.it</strong></a>)</p>
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		<title>La mail del Ministro non va…e non è un piccolo particolare</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[agenda digitale]]></category>
		<category><![CDATA[miur]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni si sono riaccese le speranze degli innovatori d’Italia in merito all’avvio di una vera e propria Agenda Digitale. Con discontinuità rispetto al precedente esecutivo, nel Governo Monti la delega all’Innovazione è stata assunta non dal Ministro della Pubblica Amministrazione bensì da quello dell’Istruzione, Università e Ricerca, prof. Francesco Profumo. Il Ministro, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Negli ultimi giorni si sono riaccese le speranze degli innovatori d’Italia in merito all’<a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/13/news/agenda_digitale-28055416/">avvio di una vera e propria Agenda Digitale</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con discontinuità rispetto al precedente esecutivo, nel Governo Monti la delega all’Innovazione è stata assunta non dal Ministro della Pubblica Amministrazione bensì da quello dell’Istruzione, Università e Ricerca, prof. Francesco Profumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro, da subito, ha rilasciato dichiarazioni che riflettono l’elevata considerazione che ha di questi temi. Tuttavia, dal momento che l’Italia è abituata ad annunci cui non sono seguite azioni concrete, nessuno si stupirà &#8211; né si offenderà &#8211; se sospendo il giudizio (e l’entusiasmo) fino all’adozione di concreti provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro, il Ministro Profumo si è contraddistinto per una specifica azione intrapresa nelle ultime settimane che rappresenta un’assoluta novità: per scegliere sei stretti collaboratori, pur non essendovi obbligato, ha attivato un <a href="http://www.linkiesta.it/dottorato-di-ricerca-miur">avviso pubblico destinato a giovani esperti</a> nei seguenti ambiti di attività: nuovi media, e-government, open data, social innovation.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo per il Ministro (e quindi per noi) non tutto è andato liscio; infatti, a prescindere dalle valutazioni sul merito dei requisiti per partecipare alla procedura, ci sono stati alcuni problemi:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>il <a href="http://archivio.pubblica.istruzione.it/allegati/avviso_pubblico_per_incarichi_consulenza_def.pdf">bando</a> è stato pubblicato sotto forma di scansione dell’originale cartaceo,  in <a href="http://www.accessibile.gov.it/normative/accessibilita-e-pubblicita-legale-albo-pretorio/">modo non conforme alla normativa vigente in materia di accessibilità</a> (Legge n. 4/2004);</li>
<li>il termine per la presentazione delle candidature previsto dal <a href="http://www.unita.it/polopoly_fs/1.366337.1324998714!/menu/standard/file/prot11789_11.pdf">documento inizialmente pubblicato</a> era il 15.01.2011. Di conseguenza si è resa necessaria una correzione di errore materiale (effettuata a penna) di cui nessuna notizia è stata data sul sito del Ministero (che, per inciso, non usa un dominio “.gov.it” così come la normativa vigente imporrebbe);</li>
<li>l’unica modalità prevista per la presentazione delle candidature era la posta elettronica ordinaria (all’indirizzo <a href="mailto:candidature.gab@istruzione.it">candidature.gab@istruzione.it</a>) e non la PEC come il Codice dell’Amministrazione prevede per i rapporti tra PA e privati;</li>
<li>all’atto dell’invio della candidatura all’indirizzo previsto nel bando, più di qualcuno (tra cui il sottoscritto) ha ricevuto <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2012/01_gennaio/15/universita_manda_candidatura_a_ministero_ma_l_email_rimbalza,33204093.html">una e-mail di errore</a>, senza la possibilità di poter contattare il responsabile del procedimento in quanto il termine previsto per la presentazione delle candidature scadeva in un giorno festivo (15.01.2012).</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><a title="La mail del Ministro non va di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/6707063813/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7015/6707063813_bf2e68512f.jpg" alt="La mail del Ministro non va" width="500" height="145" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Cose che capitano</em>” mi si dirà. Certo, ma sono emblematiche del lavoro che c’è da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dal punto di vista della procedura non dubito che il Ministero riaprirà doverosamente i termini per la presentazione delle candidature, non posso fare a meno di notare come questa vicenda rappresenti bene che l’Italia non ha ancora completato la transizione verso una PA che usa le tecnologie in modo consapevole e corretto per la gestione dei procedimenti amministrativi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta tanto, non è un problema di norme: queste ci sono e devono essere rispettate, tanto più se si tratta di un Ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima sfida che il nuovo Governo deve affrontare è quella di rendere la PA moderna, completando ed attuando le riforme approvate negli scorsi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che non è un obiettivo roboante (da titoli sui giornali), ma è cruciale: non si può avere una (vera) Agenda Digitale se non si è un’Amministrazione (davvero) Digitale!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UPDATE del 16.1.2012 </strong><strong>(ore 15.10)</strong>: Il Ministero con una <a href="http://www.istruzione.it/web/ministero/dettaglio-news/-/dettaglioNews/viewDettaglio/18212/11207">nota pubblicata sul proprio sito</a> prende atto dei problemi verificatisi sulla casella di posta elettronica &#8220;candidature.gab@istruzione.it&#8221; e riapre i termini per la presentazione delle candidature (solo) fino alle 11 del 17 gennaio 2012.</p>
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		<title>Il mio 2011 da &#8220;legalgeek&#8221; tra social e apps</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvocato 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[apps]]></category>
		<category><![CDATA[legalgeek]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Web e Social Networks per Avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[social networks]]></category>
		<category><![CDATA[social networks per avvocati]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 sarà ricordato, anche in Italia, come l’anno della definitiva consacrazione dei social networks e della diffusione sempre più capillare di smartphone e tablet. Questi due fenomeni non hanno lasciato indifferenti neanche i giuristi: sono sempre più i professionisti del diritto presenti sui social e nelle aule di giustizia è sempre più frequente incontrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 2011 sarà ricordato, anche in Italia, come l’anno della definitiva consacrazione dei social networks e della diffusione sempre più capillare di smartphone e tablet.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi due fenomeni non hanno lasciato indifferenti neanche i giuristi: sono sempre più i professionisti del diritto presenti sui social e nelle aule di giustizia è sempre più frequente incontrare colleghi muniti di iPhone e iPad.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per parlare di come i professionisti possono utilizzare questi strumenti nell’esercizio della propria attività, LeggiOggi ha organizzato numerosi incontri in giro per l’Italia in cui ho portato la mia esperienza di avvocato appassionato di nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto che – da vero geek – mi piace provare servizi social e applicazioni per i miei dispositivi, accetto la richiesta che in tanti (colleghi e non) mi hanno fatto e scrivo un elenco di siti/apps che ho apprezzato nel 2011 e che sicuramente utilizzerò anche nel 2012.</p>
<p>(<a href="http://www.leggioggi.it/2011/12/30/un-anno-di-social-e-apps/"><strong>Continua a leggere su LeggiOggi.it</strong></a>)</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/cpoyatos/5791320785/" title="Rubik Apps di César Poyatos, su Flickr"><img src="http://farm3.staticflickr.com/2204/5791320785_0af75e63e5.jpg" width="500" height="500" alt="Rubik Apps"></a></p>
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		<title>Da LeggiOggi.it – “L&#8217;Open Data diventa un diritto?”</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2011/12/28/da-leggioggi-it-lopen-data-diventa-un-diritto/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 12:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Open Links]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[opengovitalia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Regione Piemonte si conferma la PA italiana leader in materia di Open Data: dopo essere stata la prima Regione a dotarsi di un portale dei dati pubblici (dati.piemonte.it) e ad adottare delle “Linee Guida” per il riutilizzo del patrimonio informativo pubblico, ha approvato anche la prima legge regionale in materia. Il provvedimento, si legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Piemonte si conferma la PA italiana leader in materia di Open Data: dopo essere stata la prima Regione a dotarsi di un portale dei dati pubblici (dati.piemonte.it) e ad adottare delle “Linee Guida” per il riutilizzo del patrimonio informativo pubblico, ha approvato anche la prima legge regionale in materia.</p>
<p>Il provvedimento, si legge nella relazione di accompagnamento,</p>
<blockquote><p><em>“nasce dall’esigenza di dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche nell’espletamento delle loro funzioni appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili“.</em></p></blockquote>
<p>Qualcuno potrebbe chiedersi se c’era proprio bisogno di una legge ora che, dopo l’esempio piemontese (citato anche come esperienza di successo nell’ambito della strategia europea presentata il 12 dicembre scorso) l’Open Data è diventato una prassi amministrativa recepita da un numero sempre crescente di Enti di ogni livello (Comuni, Regioni e PA centrali), per non parlare della strategia presentata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha realizzato anche il portale nazionale www.dati.gov.it.<br />
<strong><br />
(<a href="http://www.leggioggi.it/2011/12/28/l%E2%80%99open-data-diventa-un-diritto/">Continua a leggere su LeggiOggi.it</a>)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://owni.fr/files/2011/07/open1.jpg" alt="" width="430" height="286" /></p>
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		</item>
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		<title>Open Data: dalle parole alle Apps (for Italy)</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2011/12/18/open-data-dalle-parole-alle-apps-for-italy/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 09:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
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		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[open data in italy]]></category>
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		<category><![CDATA[opengovernment]]></category>

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		<description><![CDATA[Le strategie in materia di Open Data si sviluppano su due direttrici: da una parte la spinta dal basso (o, addirittura, l&#8217;obbligo giuridico) a liberare i dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni, dall’altra il coinvolgimento di cittadini, associazioni e imprese per valorizzare le potenzialità del patrimonio informativo pubblico. Di norma, quindi, alla creazione di portali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le strategie in materia di <strong>Open Data</strong> si sviluppano su due direttrici: da una parte la spinta dal basso (o, addirittura, l&#8217;obbligo giuridico) a liberare i dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni, dall’altra il coinvolgimento di cittadini, associazioni e imprese per valorizzare le potenzialità del patrimonio informativo pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Di norma, quindi, alla creazione di portali (nazionali o regionali) di dati pubblici si accompagna l&#8217;organizzazione di concorsi (i cc.dd. &#8220;contest&#8221;) che premino le applicazioni sviluppate con i dati pubblici e, soprattutto, promuovano la cultura del riutilizzo, facendo sperimentare a tutti i benefici legati alla disponibilità dell&#8217;informazione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente, anche in Italia c&#8217;è un contest nazionale legato all&#8217;utilizzo dei dati pubblici che si chiama <strong>Apps for Italy</strong> (sul modello del mitico <strong><a href="http://www.appsfordemocracy.org/">Apps for Democracy</a></strong>). L&#8217;idea, lo dico con orgoglio, è nata a margine di un <a href="http://saperi.forumpa.it/story/58106/appsforitaly-il-lancio-del-contest-italiano-su-open-data-pubblici-il-10-maggio-forum-pa">incontro organizzato a maggio nell&#8217;ambito di ForumPA</a> dall&#8217;<strong><a href="http://www.datagov.it">Associazione Italiana per l&#8217;Open Government</a></strong>, che lo ha messo su unitamente a Formez, ForumPA, TopIX, IWA, OKFN, Regione Piemonte, CSI Piemonte, NEXA e Linked Open Data. La cosa interessante è che questa idea &#8220;nata dal basso&#8221; è stata fatta propria dal Ministero per la Pubblica Amministrazione che ne è diventato il promotore e il principale finanziatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste le principali info sul concorso</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSA<br />
</strong>Apps4Italy è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende dell&#8217;UE per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE REGOLE DEL GIOCO</strong><br />
Saranno considerate positivamente le proposte che abbiano le seguenti caratteristiche:<br />
A. Progetti e applicazioni che utilizzano dati aperti (secondo la definizione di Open Knowledge Foundation) provenienti da pubbliche amministrazioni italiane o da privati.<br />
B. Progetti e applicazioni che attivano collaborazioni tra individui, gruppi e istituzioni provenienti da diverse regioni italiane.<br />
C. Applicazioni e progetti che si possano riutilizzare in più contesti e siano in grado di servire molti utenti – una soluzione per Torino può essere utile anche per Roma e Napoli ma anche a Londra o Parigi.<br />
D. Apps4Italy è una competizione nazionale perciò sono molto apprezzate proposte che affrontino problemi che interessano tutto il territorio nazionale.<br />
E. Sebbene non sia obbligatorio, l’utilizzo di software free/open source e di licenze aperte (per il codice, i dati e i contenuti proposti) sarà considerato un elemento qualificante.<br />
F. Saranno valutate con attenzione le proposte provenienti da quelle zone d’Italia dove la cultura del riutilizzo di dati pubblici non è diffusa o non è presente affatto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MONTEPREMI</strong><br />
Il montepremi è di <strong>40 mila euro</strong> e sarà assegnato ai primi tre classificati per le seguenti categorie:<br />
- <em>Idee e progetti</em>: idee e progetti per utilizzare i dati pubblici in modo interessante e utile.<br />
- <em>Applicazioni</em>: applicazioni in grado di catturare il valore dei dati pubblici e trasferirlo alla società.<br />
- <em>Dataset</em>s: basi di dati con un ottimo livello di apertura prodotte da un organismo pubblico che potrà partecipare direttamente o attraverso un partner come un’azienda, un’associazione o una comunità di sviluppatori.<br />
- <em>Visualizzazioni</em>: visualizzazioni o elaborazioni grafiche interessanti e utili costruite sui dati pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCADENZE</strong><br />
Per partecipare c&#8217;è tempo fino al <strong>10 febbraio 2012</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa aspettate? Andate su <strong><a href="http://www.apps4italy.org">www.apps4italy.org</a></strong> e partecipate <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="Apps4Italy di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/6530139305/"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7028/6530139305_e2acc15f88.jpg" alt="Apps4Italy" width="500" height="352" /></a></p>
<p>Credits: l&#8217;ispirazione per il titolo di questo post nasce da un tweet di <a href="http://fr.twitter.com/#!/luigireggi">Luigi Reggi</a> <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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