L’autunno, si sa, stagione di convegni e seminari; nelle prossime settimane saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia (e non solo) in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.
Il 22 settembre parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Benevento che si terr a Benevento, alle ore 15.30, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II del Seminario Arcivescovile (la partecipazione all’evento che d diritto a 3 crediti formativi) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.
Se siete a Benevento e i temi vi interessano, non mancate!
Come avevo anticipato in un precedente post, domani sar a Bari dove, nell’ambito di LexExpo 2010 (che si terr presso la LUM – Libera Universit Mediterranea), verr presentata lindagine svolta dallOsservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo “Giovani avvocati, cos, altrove o altrimenti?“.
Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma pu essere consultato qui) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell’ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l’Osservatorio: l’uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post gi indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l’appuntamento per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell’indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisogner parlare per capire come affrontare questa grave “emergenza tecnologica” dell’avvocatura italiana.
Ci vediamo a Bari
La primavera inoltrata, si sa, stagione di convegni e seminari; nei prossimi giorni saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.
Il 4 giugno parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Messina che si terr a Messina, alle ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello (qui possibile scaricare la brochure e consultare il programma dellevento che d diritto a 3 crediti formativi di deontologia forense) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.
Se siete a Messina e i temi vi interessano, non mancate!
La Posta Elettronica Certificata uno degli argomenti di discussione del momento, soprattutto dopo l’avvio del progetto “PEC al cittadino” di cui ho parlato pi volte su questo blog.
In questi giorni si leggono molte critiche alla PEC, alcune condivisibili, altre meno; tuttavia, ci piaccia o no, la Posta Elettronica Certificata destinata a diventare strumento preferenziale di comunicazione per professionisti, imprese, amministrazioni e cittadini.E’ quindi opportuno che tutti imparino a conoscere le peculiarit di questo nuovo strumento, ma anche le potenzialit e i rischi che ne derivano; tale conoscenza ancor pi auspicabile da parte degli Avvocati, anche in considerazione del prossimo utilizzo nella PEC nel processo.
Per questo credo di fare cosa utile nel segnalare un videoseminario dal titolo “La PEC per l’Avvocato: solo obblighi o anche vantaggi?“, che ho registrato per Giuffr Formazione qualche settimana fa, in cui ho provato ad esporre le implicazioni giuridiche pi rilevanti in materia di PEC, evidenziando i rischi e le opportunit che luso di questo strumento pu comportare per l’Avvocato.
Disclaimer: la visione del videoseminario non gratuita e consente di accumulare n. 1 credito formativo forense, essendo accreditato dal Consiglio Nazionale Forense; gli interessati possono consultare il programma ed iscriversi cliccandoqui.
Su Nova24 di gioved 3 marzo 2010 stato pubblicato un interessante approfondimento di Alessandro Longo sullo stato dell’arte del processo telematico nel nostro Paese dal quale emerge, grazie a dati e pareri (tra cui quello di chi scrive), il fallimento delle politiche fin qui poste in essere.
Di processo telematico si parla da anni in incontri, conferenze stampa e – persino – in provvedimenti normativi (il regolamento sul Processo Civile Telematico fu emanato con il D.P.R. n. 123 del lontano 13 febbraio 2001) ma, a dispetto dei roboanti annunci (e dei cospicui investimenti), il nostro sistema-giustizia ancora saldamente legato al cartaceo.
Come spesso accade in Italia il problema non fare le leggi, ma farle applicare; per non parlare del fatto che mancano seri meccanismi di monitoraggio dell’efficacia delle politiche perseguite.
Troppo grande, forse, lo iato tra la realt di “anarchia organizzata“ degli Uffici e i favolosi obiettivi di una giustizia dematerializzata. Con l’ovvia conseguenza che, in considerazione del rapido evolversi delle tecnologie, le norme diventano obsolete senza essere mai state davvero applicate.
Su tutto il territorio nazionale, quindi, il processo telematico una chimera. Discorso a parte merita il foro di Milano dove gi da tempo sono divenute telematiche parte delle notifiche e alcuni procedimenti (in particolare quelli per ingiunzione); per quanto il risultato di queste sperimentazioni possa essere positivo, nel 2010 le sedi-campione e i progetti-pilota non possono certamente bastare.
In questo momento l’unica cosa che funziona davvero il c.d. PolisWeb cio un sistema che consente all’avvocato di consultare, previa autenticazione, lo stato dei procedimenti in cui parte dinanzi a tutti i Tribunali, le Corti di Appello e la Corte di Cassazione.
Comodo, si, ma – ad oggi – non esiste ancora il fascicolo telematico, n possibile notificare atti e provvedimenti a mezzo posta elettronica (n certificata, n semplice).
Le cose dovrebbero cambiare dopo la conversione in legge del Decreto Legge n. 193/2009 (avvenuta con la Legge n. 24/2010) ma, come la storia recente ci insegna, il rischio che, anche questa volta, l’innovazione rimanga sulla carta.
E comunque, anche se venissero completamente attuate, le regole del 2001 non potrebbero mai consentire di sfruttare appieno le tecnologie del 2010. Sarebbe opportuno, quindi, azzerare tutto e pensare ad un processo davvero digitale.
Dieci anni fa l’idea del processo digitale era probabilmente risibile. Ora, se le nuove riforme entreranno davvero a regime, tutti gli atti potranno essere notificati e depositati attraverso l’uso di un browser e della posta elettronica (certificata). E poi, le riforme al codice di procedura civile hanno gi introdotto la possibilit di utilizzare la testimonianza scritta; perch non prevedere la possibilit per avvocati e testi di comparire davanti al giudice in modalit digitale (ad esempio in videoconferenza tramite skype)?
L’idea non del tutto assurda e consentirebbe notevoli risparmi di denaro. Gli avvocati non avrebbero bisogno di spostarsi da e verso i Tribunali, risparmiando tempo e soldi (e ci farebbe risparmiare anche i clienti) e riducendo le emissioni di gas serra. I giudici potrebbero tenere le udienze dai loro Uffici, con l’ovvia riduzione di spese dell’Amministrazione (personale, sicurezza, bollette); il risparmio dei costi del sistema potrebbe portare ad una riduzione del contributo unificato (la tassa che il cittadino paga sulla giustizia) e, quindi, consentire a pi persone l’accesso al sistema giudiziario.
Mi rendo perfettamente conto che questo condurrebbe ad un ripensamento dell’intera attivit processuale (e forense) e porrebbe alcune criticit. Bisognerebbe, ad esempio, pensare a strumenti per garantire ancora la pubblicit delle udienze (ad esempio creando delle stanze reali e virtuali in cui gli interessati possano scegliere di assistere all’udienza che vogliono); per non parlare del fatto che, per un avvocato, parlare davanti ad una webcam non la stessa cosa che parlare in un’aula in cui ci sono Magistrato, controparti e pubblico.I vantaggi che deriverebbero sono indubbi e vale quindi la pena di affrontare i problemi; credo sia il momento di cominciare a cambiare.
Che ne dite: chiedo troppo? Le automobili volanti arriveranno prima del processo digitale?
Questo blog non in vacanza, o almeno non ancora. Il silenzio delle ultime settimane stato determinato non solo dal classico aumento di lavoro che precede le ferie (i clienti preferiscono partire dopo aver intrapreso o definito le proprie controversie) ma anche da alcuni progetti interessanti per i prossimi mesi e da un libro che ho scritto sulla Nuova Amministrazione Digitale (che uscir nelle prossime settimane).
Prima di ritornare ai molti post iniziati ma non ancora pubblicati, mi piace riprendere la rubrica Articolo della settimana per condividere con voi una riflessione maturata in questi mesi densi di riunioni, incontri e appuntamenti.
Lo spunto me lo ha fornito la notizia relativa alla proposta avanzata in un articolo del Financial Times di vietare ai manager l’uso degli smartphone durante le riunioni dei Consigli di Amministrazione;l’idea alla base della proposta semplice: l’uso di questi dispositivi distrae i manager e, di conseguenza, potrebbe condurre a decisioni sbagliate.
Ho provato ad applicare il ragionamento alla mia esperienza di avvocato e consulente; Blackberry, iPhone e palmari sono diventati un vero e proprio status symbol della professione di avvocato: consentono al professionista di accedere alle informazioni di cui ha bisogno in qualsiasi momento e di essere sempre reperibile.
Tuttavia, l’uso di questi strumenti pu danneggiare la reputazione del profesionista in quanto pu destare una cattiva impressione in chi lo circonda.
Se siete in una riunione o in una cena di lavoro e il vostro dito rimane incollato al cellulare, molto difficile concludere nuovi accordi o stringere importanti relazioni. E ci anche se non inviate messaggi, ma semplicemente che vi limitate a controllare di aver ricevuto nuovi sms o e-mail.
Controllando costantemente il vostro telefono, infatti, fate capire che qualunque cosa accada sul vostro cellulare pi importante della conversazione che state avendo con le persone che sono con voi.
Ho quindi deciso di segnalare il post scritto qualche tempo fa da Allison C. Shields sul suo blog dal titolo “BlackBerry Behavior: Is it hurting your reputation?“. Il post parte dalla premessa secondo cui gli smartphone possono apportare apprezzabili vantaggi con riferimento all’aumento della produttivit e alla facilit di mantenere i contatti con i clienti ma, se non utilizzati intelligentemente, possono diventare distrazioni che incidono in modo negativo sulla reputazione del professionista.
I consigli di Shields sono semplici:
1. se partecipate ad un meeting, spegnete il vostro smartphone; se proprio dovete tenerlo acceso, usate la modalit silenziosa, ma ricordatevi di non lasciarlo sul tavolo perch potrebbe comunque disturbare coloro che sono con voi (specialmente se attiva la vibrazione);
2. se siete in attesa di una chiamata o di un messaggio importante, comunicatelo agli altri partecipanti e sedetevi vicino alla porta in modo da poter uscire in modo discreto quando dovete usare il telefono;
3. ricordate che coloro che vi circondano vi giudicano in base ai vostri gesti; se siete con un cliente e controllate il cellulare, il cliente penser di non essere importante per voi (e non una cosa che piace ad un cliente
);
4. rispondere ad un e-mail durante una riunione o una cena di lavoro pu essere doppiamente pericoloso: tanto per l’impressione che fate ai vostri interlocutori quanto per gli errori, specialmente di battitura, che si possono commettere nello scrivere;
5. anche se pensate che nessuno vi veda mentre usate il vostro telefono sotto il tavolo, sappiate invece che c’ sicuramente qualcuno che se n’ accorto;
6. riconsiderate le vostre priorit, cosa urgente e cosa pu aspettare; ragionate non solo a breve termine (rispondere ad un e-mail subito piuttosto che tra un’ora) ma anche a lungo termine (se il cliente ha una cattiva opinione di voi, potreste perderlo);
7. il bluetooth una grande tecnologia ma non bello a vedersi, per cui rimuovete i vostri auricolari quando siete con altre persone;
8. state attenti quando usate i vostri cellulari anche se non siete durante un incontro di lavoro ma sul treno o al ristorante. Innanzitutto correte il rischio di divulgare informazioni riservate relative ai vostri clienti; e poi la persona che vi siede accanto potrebbe essere un vostro prossimo partner, se farete una buona impressione;
9. fate attenzione al live twitting, pu essere molto interessante per i vostri followers ma, prima di farlo, assicuratevi che non crei problemi a chi con voi. Credete che il vostro cliente apprezzerebbe i tweet scritti dal Tribunale mentre siete insieme a lui ad aspettare la decisione del Giudice?
Si tratta di regole di buon senso e qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di suggerimenti scontati; forse cos, ma semplice pensare alla nostra ultima riunione o all’ultimo viaggio in treno per vedere come spesso molti tendono a dimenticare di seguire questi semplici accorgimenti.
Tra una settimana, il 19 e 20 giugno 2009, si terr a Pescara l’iniziativa Dona un Netbook, organizzata dal prof. Giovanni Ziccardi, che vedr tutti i pi importanti giuristi informatici italiani impegnati in una conferenza che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per le vittime del terremoto in Abruzzo e, in particolare, agli studenti delle scuole superiori e universitari.
La partecipazione allevento gratuita previa registrazione sul sito www.donaunnetbook.org.
Nel caso liscritto volesse contribuire congiuntamente ai giuristi informatici alla ricostruzione dei laboratori e dei locali dellUniversit e alla connettivit della Casa dello Studente e supportare levento, si domanda un bonifico di almeno Euro 50 per partecipante da effettuarsi sul seguente conto:
Nome del conto: Universit degli Studi dellAquila -
IBAN: IT 80 T 03002 03601 000400240569 – Codice swift: BROMITR1A20
con la seguente causale: contributo giuristi informatici italiani per ricostruzione informatica.
Non si tratta solo di una lodevole iniziativa benefica; leggendo il programma definitivo della conferenza (disponibile qui) si capisce che Exploring Cyberspace Law il pi completo e qualificato evento mai organizzato in Italia in materia di informatica giuridica e diritto dell’informatica.
Io terr una relazione il 19 nella prima sessione “INFORMATICA, INTERNET E PROFESSIONISTA DEL DIRITTO” e parler di cosa ha significato l’avvento del Web 2.0 per il professionista del diritto.
Spero di incontrarvi in tanti














