Chi mi conoce sa che, da anni, mi occupo della tematica relativa all’introduzione delle tecnologie nell’esercizio della professione forense; una delle mie primissime relazioni ad un convegno (intorno al 2000) aveva ad oggetto proprio i profili deontologici relativi al sito web dello studio legale.
Ebbene, di acqua sotto i ponti ne passata, il Web cresciuto e cambiato, sono nati e si sono affermati i Social Networks… eppure gli avvocati utilizzano ancora poco (e male) le nuove tecnologie.

Per questo motivo ho accettato con piacere la proposta di ideare e realizzare un incontro dal titolo “Siti Web e Social Networks per Avvocati – Come (e perch?) utilizzare Internet, Facebook, Linkedin e Twitter rispettando la deontologia forense“, organizzato da LeggiOggi.it (il quotidiano di informazione giuridica, guidato da Carmelo Giurdanella, di cui sono Vice Direttore).

Il convegno si terr nelle seguenti date:
- 20 maggio 2011, Milano
- 27 maggio 2011, Roma
- 10 giugno 2011, Bologna

Questo il programma:

Perch usare internet e i social networks
- Luso delle nuove tecnologie nello studio legale
- Il marketing legale

Come usare internet e i social networks
- Il sito web dello studio legale
- Il blog dellavvocato
- Le riviste giuridiche
- I social networks (Linkedin, Twitter, Facebook, Quora)

Cosa non fare sul Web
- Le norme deontologiche da rispettare
- Casi di studio (buone e cattive prassi)

E’ infatti agevole constatare come siano sempre pi i professionisti che in ambito forense (avvocati, giuristi dimpresa, funzionari e dirigenti pubblici) usano Internet non solo come strumento di aggiornamento professionale ma anche come strumento di promozione della propria attivit. Sempre pi studi legali hanno un proprio sito e i social networks come Twitter, LinkedIn e Facebook stanno diventando siti frequentati quasi quotidianamente, dai professionisti.
Si tratta di strumenti che possono arrecare indubbi vantaggi per lavvocato e lo studio legale; tuttavia, opportuno che ciascuno valuti come usarli proficuamente, evitando ricadute negative in termini dimmagine e di incorrere in violazioni delle regole deontologiche che si applicano contrariamente a quanto molti pensano anche alla presenza on line dellavvocato (sia per siti e blog sia per i profili sulle community on line).
Il convegno nasce dalla considerazione che i professionisti del settore forense non conoscono appieno le potenzialit della Rete e gli strumenti del c.d. “Web 2.0″ ed hanno bisogno di strumenti che consentano di trarre il massimo vantaggio dai social media, evitando approcci scorretti e dannosi. Per questo motivo, nel corso dell’evento, avr il piacere di intervistare alcuni esperti in materia come Paola Parigi, Carmelo Giurdanella e Guido Scorza che forniranno sicuramente molti elementi utili a tutti i partecipanti.

In ciascun appuntamento avr l’onore di avere anche i Presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati con i quali parler del delicato rapporto tra deontologia forense e uso del Web.

Naturalmente, l’evento sar accreditato ai fini della formazione forense :-)

A Benevento si parla di “Diritto 2.0″

On mar, 21 settembre 2010, in Segnalazioni, giustizia telematica, by Ernesto Belisario

L’autunno, si sa, stagione di convegni e seminari; nelle prossime settimane saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia (e non solo) in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.

Il 22 settembre parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Benevento che si terr a Benevento, alle ore 15.30, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II del Seminario Arcivescovile (la partecipazione all’evento che d diritto a 3 crediti formativi) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.

Se siete a Benevento e i temi vi interessano, non mancate! :)

Il processo telematico: i nuovi scenari

Niente tecnologie, siamo (giovani?) avvocati!

On gio, 8 luglio 2010, in Blogging, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Come avevo anticipato in un precedente post, domani sar a Bari dove, nell’ambito di LexExpo 2010 (che si terr presso la LUM – Libera Universit Mediterranea), verr presentata lindagine svolta dallOsservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo “Giovani avvocati, cos, altrove o altrimenti?“.

Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma pu essere consultato qui) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell’ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l’Osservatorio: l’uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post gi indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l’appuntamento per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell’indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisogner parlare per capire come affrontare questa grave “emergenza tecnologica” dell’avvocatura italiana.

Ci vediamo a Bari :)

LinkedIn per Avvocati: cinque consigli

On ven, 25 giugno 2010, in Blogging, Segnalazioni, giustizia telematica, by Ernesto Belisario

Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre pi spesso di parlare (e scrivere) dell’uso del Web 2.0 e dei social networks nella professione forense; si tratta di un argomento che gi ho trattato su questo blog, in alcuni convegni e che ho tentato di affrontare nell’ambito di un’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, che avr il piacere di presentare il prossimo 9 luglio, a Bari, nell’ambito di LexExpo 2010.

Tra tutti i social networks a cui sono iscritto, quello pi utile professionalmente sicuramente LinkedIn e, quindi, con piacere ho accettato di raccontare la mia esperienza (alcuni stralci sono stati pubblicati da ItaliaOggi del 25 giugno 2010 in un articolo che riporto qui sotto).

Intervista Italia Oggi del 24 giugno 2010

In particolare, mi stato chiesto di dare alcuni suggerimenti per tutti i colleghi che volessero utilizzare proficuamente questo strumento nella propria attivit; ecco i miei “cinque comandamenti”:

1. Compilate il vostro profilo in almeno due lingue … e tenetelo aggiornato!
2. Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;
3. Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, cos avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;
4. Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;
5. Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le norme deontologiche.

A Messina di parla di “Diritto 2.0″

On mar, 1 giugno 2010, in Segnalazioni, giustizia telematica, by Ernesto Belisario

La primavera inoltrata, si sa, stagione di convegni e seminari; nei prossimi giorni saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.

Il 4 giugno parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Messina che si terr a Messina, alle ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello (qui possibile scaricare la brochure e consultare il programma dellevento che d diritto a 3 crediti formativi di deontologia forense) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.

Se siete a Messina e i temi vi interessano, non mancate! :)

IL PROCESSO TELEMATICO: NUOVI SCENARI

La Posta Elettronica Certificata uno degli argomenti di discussione del momento, soprattutto dopo l’avvio del progetto “PEC al cittadino” di cui ho parlato pi volte su questo blog.

In questi giorni si leggono molte critiche alla PEC, alcune condivisibili, altre meno; tuttavia, ci piaccia o no, la Posta Elettronica Certificata destinata a diventare strumento preferenziale di comunicazione per professionisti, imprese, amministrazioni e cittadini.E’ quindi opportuno che tutti imparino a conoscere le peculiarit di questo nuovo strumento, ma anche le potenzialit e i rischi che ne derivano; tale conoscenza ancor pi auspicabile da parte degli Avvocati, anche in considerazione del prossimo utilizzo nella PEC nel processo.

Per questo credo di fare cosa utile nel segnalare un videoseminario dal titolo “La PEC per l’Avvocato: solo obblighi o anche vantaggi?“, che ho registrato per Giuffr Formazione qualche settimana fa, in cui ho provato ad esporre le implicazioni giuridiche pi rilevanti in materia di PEC, evidenziando i rischi e le opportunit che luso di questo strumento pu comportare per l’Avvocato.

La PEC per l'Avvocato

Disclaimer: la visione del videoseminario non gratuita e consente di accumulare n. 1 credito formativo forense, essendo accreditato dal Consiglio Nazionale Forense; gli interessati possono consultare il programma ed iscriversi cliccandoqui.

LinkedIn (in italiano) per avvocati

On dom, 25 aprile 2010, in Blogging, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Come molti sanno, nei giorni scorsiLinkedIn – il pi grande social network di professionisti al mondo con oltre 65 milioni di iscritti – ha annunciato la disponibilit della versione italiana della community.

Si tratta di una notizia importante in quanto – come insegna gi il caso di Facebook – esiste una ritrosia (meglio, una difficolt) tutta italiana ad utilizzare strumenti di social networking non disponibili nella nostra lingua.

Personalmente, ho un profilo su LinkedIn almeno dal 2005 e lo trovo uno strumento molto utile anche per i professionisti del settore legale (ne ho parlato tempo fa in un’intervista con Valentino Spataro); ultimamente ho notato che sono sempre pi gli avvocati presenti su LinkedIn, ma spesso non lo utilizzano in modo efficace.

Molti non sanno cosa fare oltre a pubblicare un profilo, rispondere agli inviti e, occasionalmente, inviare agli altri dei link; non si preoccupano di fare altro e raramente mantengono i contatti con coloro che appartengono al proprio network.
Sarebbe come andare ad un incontro professionale e raccogliere biglietti da visita, ma non coltivare i contatti e poi aspettarsi occasioni professionali. Allo stesso modo, non si pu pretendere di ottenere vantaggi da LinkedIn senza partecipare, seguire e coinvolgere i nostri contatti e seguire le loro attivit.

E’ poi possibile individuare alcuni errori frequenti che si commettono nell’utilizzo di questo social network e che impediscono di sfruttarne appieno le potenzialit:
▪ Non invitare i nostri contatti professionali a connettersi alla nostra rete
▪ Non personalizzare gli inviti, impedendo alla persona cui scriviamo di ricordarci in che occasione ci siamo conosciuti
▪ Non personalizzare l’indirizzo della nostra pagina: sarebbe preferibile, infatti, utilizzare il nostro nome e cognome, oppure quello del nostro studio
▪ Non registrarci ai gruppi che, invece, servono proprio per informarci su quello che sta succedendo nella nostra zona e nei settori di nostra attivit
▪ Non aggiornare il profilo periodicamente, facendo quindi in modo che da esso non si evinca come possiamo aiutare i nostri potenziali clienti
▪ Non aggiornare il nostro “status”
▪ Non utilizzare lo strumento delle discussioni per condividere la nostra esperienza e imparare dagli altri
▪ Non segnalare gli eventi (ad esempio convegni e seminari) cui partecipiamo ed inserire quelli che organizziamo
▪ Non utilizzare lo strumento delle raccomandazioni
▪ Non utilizzare la sezione Domande e Risposte, condividendo quello che sappiamo
▪ Non utilizzare le funzionalit di ricerca per trovare le persone che vogliamo contattare

Per chi volesse evitare di incorrere in questi sbagli, segnalo questo video realizzato da Kevin O’Keefe sull’uso di LinkedIn per il professionista legale.

Buona visione e… non dimenticate di aggiungermi al vostro network, mi trovate qui: http://it.linkedin.com/in/ernestobelisario :)

Su Nova24 di gioved 3 marzo 2010 stato pubblicato un interessante approfondimento di Alessandro Longo sullo stato dell’arte del processo telematico nel nostro Paese dal quale emerge, grazie a dati e pareri (tra cui quello di chi scrive), il fallimento delle politiche fin qui poste in essere.

Di processo telematico si parla da anni in incontri, conferenze stampa e – persino – in provvedimenti normativi (il regolamento sul Processo Civile Telematico fu emanato con il D.P.R. n. 123 del lontano 13 febbraio 2001) ma, a dispetto dei roboanti annunci (e dei cospicui investimenti), il nostro sistema-giustizia ancora saldamente legato al cartaceo.
Come spesso accade in Italia il problema non fare le leggi, ma farle applicare; per non parlare del fatto che mancano seri meccanismi di monitoraggio dell’efficacia delle politiche perseguite.
Troppo grande, forse, lo iato tra la realt di “anarchia organizzata“ degli Uffici e i favolosi obiettivi di una giustizia dematerializzata. Con l’ovvia conseguenza che, in considerazione del rapido evolversi delle tecnologie, le norme diventano obsolete senza essere mai state davvero applicate.
Su tutto il territorio nazionale, quindi, il processo telematico una chimera. Discorso a parte merita il foro di Milano dove gi da tempo sono divenute telematiche parte delle notifiche e alcuni procedimenti (in particolare quelli per ingiunzione); per quanto il risultato di queste sperimentazioni possa essere positivo, nel 2010 le sedi-campione e i progetti-pilota non possono certamente bastare.
In questo momento l’unica cosa che funziona davvero il c.d. PolisWeb cio un sistema che consente all’avvocato di consultare, previa autenticazione, lo stato dei procedimenti in cui parte dinanzi a tutti i Tribunali, le Corti di Appello e la Corte di Cassazione.
Comodo, si, ma – ad oggi – non esiste ancora il fascicolo telematico, n possibile notificare atti e provvedimenti a mezzo posta elettronica (n certificata, n semplice).
Le cose dovrebbero cambiare dopo la conversione in legge del Decreto Legge n. 193/2009 (avvenuta con la Legge n. 24/2010) ma, come la storia recente ci insegna, il rischio che, anche questa volta, l’innovazione rimanga sulla carta.

E comunque, anche se venissero completamente attuate, le regole del 2001 non potrebbero mai consentire di sfruttare appieno le tecnologie del 2010. Sarebbe opportuno, quindi, azzerare tutto e pensare ad un processo davvero digitale.

Dieci anni fa l’idea del processo digitale era probabilmente risibile. Ora, se le nuove riforme entreranno davvero a regime, tutti gli atti potranno essere notificati e depositati attraverso l’uso di un browser e della posta elettronica (certificata). E poi, le riforme al codice di procedura civile hanno gi introdotto la possibilit di utilizzare la testimonianza scritta; perch non prevedere la possibilit per avvocati e testi di comparire davanti al giudice in modalit digitale (ad esempio in videoconferenza tramite skype)?

L’idea non del tutto assurda e consentirebbe notevoli risparmi di denaro. Gli avvocati non avrebbero bisogno di spostarsi da e verso i Tribunali, risparmiando tempo e soldi (e ci farebbe risparmiare anche i clienti) e riducendo le emissioni di gas serra. I giudici potrebbero tenere le udienze dai loro Uffici, con l’ovvia riduzione di spese dell’Amministrazione (personale, sicurezza, bollette); il risparmio dei costi del sistema potrebbe portare ad una riduzione del contributo unificato (la tassa che il cittadino paga sulla giustizia) e, quindi, consentire a pi persone l’accesso al sistema giudiziario.

Mi rendo perfettamente conto che questo condurrebbe ad un ripensamento dell’intera attivit processuale (e forense) e porrebbe alcune criticit. Bisognerebbe, ad esempio, pensare a strumenti per garantire ancora la pubblicit delle udienze (ad esempio creando delle stanze reali e virtuali in cui gli interessati possano scegliere di assistere all’udienza che vogliono); per non parlare del fatto che, per un avvocato, parlare davanti ad una webcam non la stessa cosa che parlare in un’aula in cui ci sono Magistrato, controparti e pubblico.I vantaggi che deriverebbero sono indubbi e vale quindi la pena di affrontare i problemi; credo sia il momento di cominciare a cambiare.

Che ne dite: chiedo troppo? Le automobili volanti arriveranno prima del processo digitale?

Questo blog non in vacanza, o almeno non ancora. Il silenzio delle ultime settimane stato determinato non solo dal classico aumento di lavoro che precede le ferie (i clienti preferiscono partire dopo aver intrapreso o definito le proprie controversie) ma anche da alcuni progetti interessanti per i prossimi mesi e da un libro che ho scritto sulla Nuova Amministrazione Digitale (che uscir nelle prossime settimane).

Prima di ritornare ai molti post iniziati ma non ancora pubblicati, mi piace riprendere la rubrica Articolo della settimana per condividere con voi una riflessione maturata in questi mesi densi di riunioni, incontri e appuntamenti.

Lo spunto me lo ha fornito la notizia relativa alla proposta avanzata in un articolo del Financial Times di vietare ai manager l’uso degli smartphone durante le riunioni dei Consigli di Amministrazione;l’idea alla base della proposta semplice: l’uso di questi dispositivi distrae i manager e, di conseguenza, potrebbe condurre a decisioni sbagliate.

Ho provato ad applicare il ragionamento alla mia esperienza di avvocato e consulente; Blackberry, iPhone e palmari sono diventati un vero e proprio status symbol della professione di avvocato: consentono al professionista di accedere alle informazioni di cui ha bisogno in qualsiasi momento e di essere sempre reperibile.

Tuttavia, l’uso di questi strumenti pu danneggiare la reputazione del profesionista in quanto pu destare una cattiva impressione in chi lo circonda.
Se siete in una riunione o in una cena di lavoro e il vostro dito rimane incollato al cellulare, molto difficile concludere nuovi accordi o stringere importanti relazioni. E ci anche se non inviate messaggi, ma semplicemente che vi limitate a controllare di aver ricevuto nuovi sms o e-mail.
Controllando costantemente il vostro telefono, infatti, fate capire che qualunque cosa accada sul vostro cellulare pi importante della conversazione che state avendo con le persone che sono con voi.

Shh! Quiet in the library

Ho quindi deciso di segnalare il post scritto qualche tempo fa da Allison C. Shields sul suo blog dal titolo “BlackBerry Behavior: Is it hurting your reputation?“. Il post parte dalla premessa secondo cui gli smartphone possono apportare apprezzabili vantaggi con riferimento all’aumento della produttivit e alla facilit di mantenere i contatti con i clienti ma, se non utilizzati intelligentemente, possono diventare distrazioni che incidono in modo negativo sulla reputazione del professionista.

I consigli di Shields sono semplici:
1. se partecipate ad un meeting, spegnete il vostro smartphone; se proprio dovete tenerlo acceso, usate la modalit silenziosa, ma ricordatevi di non lasciarlo sul tavolo perch potrebbe comunque disturbare coloro che sono con voi (specialmente se attiva la vibrazione);
2. se siete in attesa di una chiamata o di un messaggio importante, comunicatelo agli altri partecipanti e sedetevi vicino alla porta in modo da poter uscire in modo discreto quando dovete usare il telefono;
3. ricordate che coloro che vi circondano vi giudicano in base ai vostri gesti; se siete con un cliente e controllate il cellulare, il cliente penser di non essere importante per voi (e non una cosa che piace ad un cliente :) );
4. rispondere ad un e-mail durante una riunione o una cena di lavoro pu essere doppiamente pericoloso: tanto per l’impressione che fate ai vostri interlocutori quanto per gli errori, specialmente di battitura, che si possono commettere nello scrivere;
5. anche se pensate che nessuno vi veda mentre usate il vostro telefono sotto il tavolo, sappiate invece che c’ sicuramente qualcuno che se n’ accorto;
6. riconsiderate le vostre priorit, cosa urgente e cosa pu aspettare; ragionate non solo a breve termine (rispondere ad un e-mail subito piuttosto che tra un’ora) ma anche a lungo termine (se il cliente ha una cattiva opinione di voi, potreste perderlo);
7. il bluetooth una grande tecnologia ma non bello a vedersi, per cui rimuovete i vostri auricolari quando siete con altre persone;
8. state attenti quando usate i vostri cellulari anche se non siete durante un incontro di lavoro ma sul treno o al ristorante. Innanzitutto correte il rischio di divulgare informazioni riservate relative ai vostri clienti; e poi la persona che vi siede accanto potrebbe essere un vostro prossimo partner, se farete una buona impressione;
9. fate attenzione al live twitting, pu essere molto interessante per i vostri followers ma, prima di farlo, assicuratevi che non crei problemi a chi con voi. Credete che il vostro cliente apprezzerebbe i tweet scritti dal Tribunale mentre siete insieme a lui ad aspettare la decisione del Giudice?

Si tratta di regole di buon senso e qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di suggerimenti scontati; forse cos, ma semplice pensare alla nostra ultima riunione o all’ultimo viaggio in treno per vedere come spesso molti tendono a dimenticare di seguire questi semplici accorgimenti.

Tra una settimana, il 19 e 20 giugno 2009, si terr a Pescara l’iniziativa Dona un Netbook, organizzata dal prof. Giovanni Ziccardi, che vedr tutti i pi importanti giuristi informatici italiani impegnati in una conferenza che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per le vittime del terremoto in Abruzzo e, in particolare, agli studenti delle scuole superiori e universitari.

La partecipazione allevento gratuita previa registrazione sul sito www.donaunnetbook.org.
Nel caso liscritto volesse contribuire congiuntamente ai giuristi informatici alla ricostruzione dei laboratori e dei locali dellUniversit e alla connettivit della Casa dello Studente e supportare levento, si domanda un bonifico di almeno Euro 50 per partecipante da effettuarsi sul seguente conto:
Nome del conto: Universit degli Studi dellAquila -
IBAN: IT 80 T 03002 03601 000400240569 – Codice swift: BROMITR1A20
con la seguente causale: contributo giuristi informatici italiani per ricostruzione informatica.

uncle sam

Non si tratta solo di una lodevole iniziativa benefica; leggendo il programma definitivo della conferenza (disponibile qui) si capisce che Exploring Cyberspace Law il pi completo e qualificato evento mai organizzato in Italia in materia di informatica giuridica e diritto dell’informatica.
Io terr una relazione il 19 nella prima sessione “INFORMATICA, INTERNET E PROFESSIONISTA DEL DIRITTO” e parler di cosa ha significato l’avvento del Web 2.0 per il professionista del diritto.
Spero di incontrarvi in tanti :)