Casualmente ho appreso che oggi alle ore 16 a Palazzo Chigi, si terrà la conferenza stampa del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Paolo Bonaiuti, sui programmi dell’Editoria.

Difficile pensare che non si parlerà di quella legge di riforma dell’editoria che il nostro paese aspetta da anni ma che i governi che si sono fin qui succeduti non hanno avuto la forza di portare avanti. Sono molto curioso di vedere se, come si dice, il punto di partenza sarà l’ormai famoso DDL Levi che, dopo essere stato annunciato, aspramente criticato e modificato non è mai stato esaminato dal Parlamento.

Una vittoria per tutti quelli che lo hanno aspramente contrastato per la sua disciplina delle attività editoriali on line, ma sicuramente il segnale e la dimostrazione che la riforma dell’editoria non era sorretta da adeguata consapevolezza nè convinzione.

L’idea che mi sono fatto è che il legislatore quando approccia alle nuove tecnologie lo fa senza un disegno preciso e, spesso, con “incompetenza e improvvisazione”. Spero che le prossime iniziative normative vedano il coinvolgimento di chi di innovazione si intende davvero, per rispondere in modo serio alle esigenze di cittadini sempre più digitali.

Aggiornamento: La conferenza stampa si è tenuta (qui è possibile rivederla in video) e, come previsto, si è parlato della legge di riforma: il “nuovo” disegno di legge sarà varato entro il mese di ottobre in continuità con il precedente DDL Levi. E’ stato affrontato anche il tema della regolamentazione delle attività editoriali on line.

Il prof. Masi, direttore del Dipartimento dell’Editoria, ha rassicurato che non v’è l’intenzione di appesantire e burocratizzare la Rete affermando, tuttavia, che la nuova normativa prevederà una definizione di “prodotto editoriale” il più possibile flessibile ed aperta. Sotto il profilo della tecnica normativa questo approccio serve ad evitare che il progresso tecnologico renda la normativa rapidamente obsoleta; il rischio è, però, quello di ripetere l’errore del DDL Levi che finiva con burocratizzare l’intero Web, blog inclusi.

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Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.