Quest’anno ho partecipato ad E-privacy il convegno che, ormai tradizionlamente, si tiene a Firenze, in primavera, sui problemi della privacy nell’era digitale.

Avevo programmato per tempo la trasferta in modo da poter seguire tutti i due giorni della manifestazione: molti gli interventi, tutti interessantissimi. Qui trovate il dettagliatissimo resoconto.

Si è trattato di uno dei convegni più riusciti a cui abbia partecipato: Palazzo Vecchio è una cornice unica, relatori di primo piano, temi di grande interese, organizzazione impeccabile per cui rinnovo i comlimenti a Marco Calamari e a tutto il Progetto Winston Smith. Qui sono già disponibili on line le slides e l’audio di tutti gli interventi.

Da programma avrei dovuto parlare dei profili della privacy sui social networks, ma d’intesa con gli organizzatori, ho dedicato il mio intervento al rapporto tra fisco e privacy dopo la pubblicazione dei redditi degli italiani.

Di seguito riporto le diapositive e l’audio del mio intervento:

 

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Della questione si è occupata anche la trasmissione Neapolis in un servizio in cui ho ribadito la mia posizione. Qui sotto il video del servizio.

[video http://link.rai.it/x/vod/tgr/clip_neapolis/08mag/wmx/200805201425-tgrd0pp-e_privacy.wmx]

 

 

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Lunedì sono stato al Forum PA dove ho partecipato ad un convegno su innovazione e web 2.0.

L’incontro, ottimamante condotto da Mauro Lupi, si è svolto all’insegna della “contaminazione” (parola chiave del Forum di quest’anno). Si è parlato infatti di innovazione e web 2.0 con riferimento a quanto accade nel mondo dell’impresa oltre che nella Pubblica Amministrazione.

Tra le questioni affrontate quella principale è stata la constatazione che, nonostante le eccezionali potenzialità, le dinamiche 2.0 sono ancora poco diffuse in ambito pubblico. L’intervento che più mi ha colpito è stato quello all’insegna del “si può fare” di Gianluigi Cogo, a cui vanno i miei complimenti non solo per la relazione ma per l’entusiasmo che mette nella sua attività di “evangelismo”.

Da parte mia ho tentato di smontare il falso mito per cui non ci sono le leggi della PA 2.0; le norme esistono già ed è giusto che siano applicate per rivitalizzare l’amministrazione e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Qui e qui trovate due resoconti più dettagliati. In attesa che siano pubblicati gli atti sul sito ufficiale, di seguito riporto le mie slides.

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Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.