I lettori di questo blog ricorderanno che in passato mi sono occupato di Normattiva, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese.
Il portale ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1 gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.
Purtroppo non stata modificata la pagina “avviso legale” che incredibilmente – tra le altre cose – ancora prevede che “l’unico testo ufficiale e definitivo quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza“.
Qualcuno di voi potrebbe pensare “roba da avvocati, l’importante che il servizio esista e funzioni“. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialit ne disincentiva l’uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un’informazione che – per espressa ammissione del suo autore – non affidabile?
A dimostrazione di questa grave criticit, segnalo che N-LEX, la sezione del sito dell’Unione Europea che permette di accedere alle banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri, non consente la possibilit di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.
Ho scritto all’Ufficio Pubblicazioni, che cura la pagina, per avere delucidazioni e – diplomaticamente – mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticit relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorr; immagino sar difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perch lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non in grado di assicurare un’edizione on line su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.
Un mese fa mi sono occupato di Normattiva.it, il portale statale realizzato dal Poligrafico dello Stato per ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti.In particolare, segnalai la pagina di avviso legale che, come sostenuto anche dall’amico Guido Scorza (qui e qui), pu essere presa come simbolo delle vicende della (mancata) innovazione nel nostro Paese.
All’epoca il portale era on line da qualche giorno (in beta) e sarebbe dovuto diventare operativo dal mese di marzo 2010. Nel corso degli ultimi giorni sono tornato spesso sul sito www.normattiva.it, ma ogni volta che ho provato ad effettuare la ricerca mi comparsa sempre questa schermata, che indica come – contrariamente a quanto scritto sulla home page del sito – l’accesso non sia ancora possibile per tutti i cittadini.
“Un ritardo di qualche giorno”, “marzo non ancora finito” potrebbe dire qualcuno. A mio avviso, invece, la vicenda particolarmente grave per un duplice ordine di ragioni.
Il primo che in Italia viviamo di perenni progetti-pilota che non entrano mai a regime, di lunghissimi tempi per digitalizzare pochi atti e semplici procedimenti. Un esempio per tutti: negli USA la ormai famosa direttiva dell’Amministrazione Obama sull’Open Government prevedeva che le Amministrazioni rendessero accessibili on line tutti i propri dati nel termine di 45 giorni (si, avete letto bene: solo 45 giorni); nel nostro Paese – in un tempo ben maggiore – lo Stato centrale non riuscito a rendere accessibile a tutti la banca dati delle norme vigenti.
E comunque, nel momento in cui l’Amministrazione non riuscisse a rispettare i tempi che aveva reso noti (marzo 2010), perch non comunicare sullo stesso sito le ragioni del ritardo e la data in cui tutto sar on line? La sensazione, che si ha molte volte nell’e-gov italiano, che l’utente venga trattato non come cittadino che ha diritto ad avere un determinato servizio in tempi certi, ma come un “suddito digitale” che deve accontentarsi di quello che l’Ente – nella sua magnanimit – avr la bont di rendere disponibile, senza dover rendere conto (n tantomeno rispondere) di inconvenienti e ritardi.
Qualche mese fa ho salutato con entusiasmo l’annuncio, dato dal Ministro per la semplificazione normativa, relativo al progetto di realizzazione di una banca dati on line che consentisse la consultazione gratuita di tutte le leggi vigenti.
Il portale, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, on line da qualche giorno (in beta) e – sia pure con qualche ritardo rispetto alla data prevista originariamente – dovrebbe diventare operativo dal 1 marzo 2010.
Da anni ritengo che l’accesso alle norme in Rete sia il primo passo per un’Amministrazione realmente Digitale e, quindi, mi sono precipitato a visitarlo curioso e fiducioso; le mie aspettative, per, sono state subito deluse.
Il sito, raggiungibile all’indirizzo www.normattiva.it (ma non dovevano essere ridotti e razionalizzati i nomi di dominio pubblici?), ha una pagina denominata “Avviso Legale” in cui specificato che:
L’unico testo ufficiale e definitivo quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza.
Questo tipo di avvertenza inspiegabile ed assurdo. Basti pensare, ad esempio, che – come i lettori di questo blog ricorderanno – il 31 dicembre 2008 cessata nelle Amministrazioni la diffusione della versione cartacea della Gazzetta Ufficiale; e poi, in Gazzetta Ufficiale non pubblicato il testo vigente dei provvedimenti, ma quello originario (c.d. “storico”). Per non parlare del fatto che la Legge n. 69/2009 (approvata solo pochi mesi fa) ha finalmente previsto che la pubblicit degli atti delle Amministrazioni venga data attraverso i rispettivi siti Web, con pieno valore legale.
Le cose non migliorano se si prosegue nella lettura della pagina “Avviso Legale” del sito Normattiva:
La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico consentita purch venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito. I Testi sono disponibili agli utenti al solo scopo informativo. La raccolta, per quanto vasta, frutto di una selezione redazionale. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., non sono responsabili di eventuali errori o imprecisioni, nonch di danni conseguenti ad azioni o determinazioni assunte in base alla consultazione del portale.
Questo disclaimer, che sarebbe legittimo in qualunque banca dati privata, inaccettabile per un sito pubblico! Perch dovrei menzionare la fonte in caso di citazione? Le norme sono forse coperte da copyright? Non mi risulta. Che senso ha dire che i testi di legge (di cui non ammessa l’ignoranza) sono disponibili a solo scopo informativo? E poi, possibile che nel 2010 – per giunta dopo aver provveduto ad una riduzione del numero delle leggi – un sito governativo non sia in grado di darmi un testo digitale “certo”?
Sono molto amareggiato, negli altri Paesi si persegue con successo la filosofia dell’Open Data (Gigi Cogo ne aveva parlato qui), mentre in Italia per avere sicurezza su una previsione normativa dobbiamo procurarci una Gazzetta Ufficiale cartacea. Dove? Ovviamente presso il Poligrafico dello Stato, che ha realizzato il sito Normattiva.
Nel corso dei miei seminari, spesso racconto che Dioniso I, tiranno di Siracusa, appendeva sui muri pi alti della citt le leggi da lui emanate in modo da rendere difficile ai cittadini conoscerle e applicarle; in tal modo egli poteva sempre punirli per il mancato adempimento.
Ebbene, a distanza di oltre 2000 anni, cosa cambiato?
Da oggi la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana sar pubblicata solo on line: infatti cessata il 31 dicembre 2008 la diffusione della versione cartacea. Non si tratta di una notizia inaspettata, la decisione era stata presa molti mesi fa con il Decreto Legge n. 112/2008, convertito nella Legge n. 133/2008 che all’art. 27 (rubricato indicativamente “taglia-carta“) prevedeva l’automatica sostutizione degli abbonamenti cartacei con quelli telematici a partire dal 1.1.2009.
La Gazzetta Ufficiale abbandona la carta, quindi, ma c’ poco di che rallegrarsi; non si tratta della nostalgia di chi ha passato ore a studiare leggi e decreti sulla carta stampata dal Poligrafico dello Stato. Le vicende della Gazzetta Ufficiale sono sintomatiche di come si informatizza la Pubblica Amministrazione italiana: il digitale viene usato solo perch ha costi inferiori rispetto al cartaceo, nessuna riflessione fatta sugli impatti organizzativi della digitalizzazione n sui benefici che potrebbero ricavarne cittadini e imprese.
L’art. 27 della Legge n. 133/2008 chiaro, il cartaceo abbandonato “al fine di ridurre i costi di produzione e distribuzione“, dirottando i fruitori della versione cartacea verso quella digitale disponibile gi da qualche tempo. Versione che ha suscitato molte perplessit: il formato di difficile accesso e la consultazione gratuita solo per sessanta giorni dopo la pubblicazione.
Qualche anno fa, insieme ad autorevoli giuristi, ho firmato una lettera aperta (rimasta senza risposta) al Ministro dell’innovazione dell’epoca in cui si chiedeva che la Gazzetta Ufficiale fosse sempre disponibile gratuitamente per i cittadini, senza limiti di tempo. L’attuale modalit non appare infatti degna di una moderna democrazia e mi ricorda il comportamento di Dionisio, antico tiranno di Siracusa, che appendeva sui muri pi alti della citt le leggi da lui emanate in modo da rendere difficile ai cittadini conoscerle e applicarle; in tal modo egli poteva sempre punirli per il mancato adempimento.











