Non so quanti di voi sanno che oggi l’Italia ha celebrato, per la prima volta, la “Giornata Nazionale per l’Innovazione” istituita con l’obiettivo di assicurare annualmente un momento di riflessione per fare il punto sullo stato dell’innovazione nel Paese e condividere gli obiettivi strategici da raggiungere.
La Giornata per l’Innovazione non si è celebrata sui siti governativi, nè nelle Scuole o nelle Università bensì in un Convegno dal titolo “Innovazione per la crescita e la qualità della vita” alla presenza dell’attuale Ministro all’innovazione, Renato Brunetta e del suo predecessore Luigi Nicolais. In quest’occasione è stato presentato il Rapporto Anuale sull’Innovazione 2008 curato dalla Fondazione COTEC, dalla cui lettura emergono “ritardi strutturali del nostro sistema nazionale dell’innovazione“. Le analisi contenute nel rapporto sono di indubbio interesse ma non c’è bisogno di tabelle per capire che in Italia non si investe a sufficienza in Ricerca e Sviluppo, che non vengono sostenute le imprese innovatrici e che è scarso l’utilizzo delle ICT nella Pubblica Amministrazione.
Peccato però che, ancora una volta, alle analisi sulla situazione attuale non si accompagnino le proposte, gli obiettivi che, forse, una celebrazione così altisonante avrebbe meritato; i ritardi strutturali sono frutto dell’assenza di politiche di innovazione serie, adeguate e lungimiranti.
Nel nostro paese le iniziative in materia di innovazione, tranne pochissimi casi, sono episodiche e, di solito, sono portate avanti con esclusivo riguardo a finalità organizzative delle PA; basti pensare alla recente proposta di digitalizzare le ricette mediche che, fuori da una riorganizzazione telematicha dell’intero sistema, ha l’unico scopo di controllare l’andamento della spesa sanitaria.
La vera innovazione deve permeare sistematicamente tutti i settori della società, facendo accrescere quella cultura digirale che rappresenta il presupposto necessario per liberare la competitività del sistema imprenditoriale, per accrescere ll’efficienza della pubblica amministrazione e migliorare la qualità dei servizi da essa erogati.
Innovazione per la crescita e la qualità della vita, appunto.
Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.





