Nel corso degli ultimi anni, i siti Web delle Pubbliche Amministrazioni hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando di fatto il principale front office di ogni Ente, e lo stesso legislatore si occupato pi volte di definire caratteristiche e contenuti dei Website pubblici; man mano che levoluzione del Web ha rivoluzionato la vita degli individui e delle imprese, sono stati emanati provvedimenti che hanno reso i siti uno snodo di centrale importanza nella vita dellEnte: dalla Legge n. 4/2004 sullaccessibilit, al D. Lgs. n. 82/2005 (Codice dellAmministrazione Digitale), fino alla Legge n. 69/2009 che ha addirittura previsto il c.d. Albo pretorio elettronico.
Tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare il sito Web in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi on line a cittadini e imprese; sembra quasi un paradosso, ma quando si parla di siti Web delle PA o di portali istituzionali non si pone mai abbastanza lattenzione sulla finalit di questi servizi.
Per questo, insieme agli amici Gianluigi Cogo e Roberto Scano, ho deciso di intraprendere lavventura di scrivere il libro “i siti web delle pubbliche amministrazioni“, edito da Maggioli; finita lera degli approcci settoriali, doveroso prendere coscienza del fatto che siti Web efficaci e funzionanti sono frutto di un lavoro su di un triplice livello: tecnico, organizzativo e normativo.
Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere questo testo a pi mani, perch siamo convinti che realizzare un sito Web per la Pubblica Amministrazione necessiti di pi competenze e, quasi sempre, un approccio multidisciplinare pu evidenziare mancanze che un solo soggetto, se pur competente, a volte tende a tralasciare o a sottovalutare.
Prendendo come spunto le Linee Guida pubblicate il 26 luglio 2010, questo libro si propone di illustrare la normativa rilevante in materia di siti Web pubblici e di offrire gli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti e dei servizi offerti sul Web da parte delle Amministrazioni Pubbliche italiane. Lambizione quella di fornire pi elementi e riflessioni possibili per migliorare la qualit dei siti Web della Pubblica Amministrazione sia sotto il profilo dei contenuti offerti che rispetto alle prospettive dellintegrazione di strumentazione Web 2.0, di servizi di e-government e di sistemi di knowledge management.
La scelta di scrivere una guida per la realizzazione e la gestione dei siti Web trova ragion dessere proprio nella necessit delle Amministrazioni di avere, alla luce dei recenti interventi legislativi, un quadro sistematico ed aggiornato degli aspetti di cui tenere conto in tutte le attivit collegate ai propri Website; una loro mancata valutazione – oltre ad impedire allEnte di conseguire gli attesi benefici in termini di efficienza e trasparenza – rappresenta una violazione degli obblighi normativi ed espone lAmministrazione e gli agenti pubblici a sanzioni e responsabilit.
Il testo si rivolge a tutte le figure professionali che, con diverse funzioni e competenze, intervengono nella gestione di un sito Web: responsabili della comunicazione, responsabili degli uffici stampa, URP, redazioni Web, responsabili organizzativi, informatici e, in generale, tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche della comunicazione pubblica on line.
Per chi fosse interessato segnalo la scheda del testo sul sito dellEditore dove pure possibile acquistarlo (il libro disponibile anche nelle principali librerie on line come Amazon e Libreria Universitaria) e che, a breve, sar pubblicato in formato ebook.
Mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate e leggere le vostre recensioni, critiche e suggerimenti (abbiamo creato unapposita pagina su Facebook ma trovate il testo anche su Anobii e Goodreads).
Buona lettura
Operazione trasparenza, come molti sanno, non il titolo dell’ultimo film di James Bond, ma il nome di uno dei primi atti posti in essere dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, On. Renato Brunetta.
L’Operazione fu varata nel maggio 2008 con la pubblicazione sul sito Internet del Ministero dei dati relativi al personale, di organigrammi, numero di dirigenti, retribuzioni lorde, telefono, e-mail e curricula dei dirigenti, nonch dei tassi di assenza per ufficio.
Molte di queste informazioni erano gi pubbliche per legge (ai sensi degli artt. 54 D. Lgs. n. 82/2005 e 1, comma 593, Legge n. 296/2006) ma con con la Legge n. 69/2009 che l’Operazione Trasparenza stata resa obbligatoria per tutti gli Enti; in particolare, l’art. 21, comma 1, ha previsto che ciascuna Amministrazione
ha l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonch di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.
Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di questa norma scattata la corsa all’adeguamento da parte dei diversi Enti che hanno inserito nei propri siti istituzionali le informazioni sopra menzionate.
Con riferimento alle modalit della pubblicazione, in un interessante post, Vittorio Pasteris ha segnalato come molte Amministrazioni (centrali e locali), con un accorgimento tecnico che riguarda il file robots.txt, impediscono l’indicizzazione delle pagine relative all’Operazione Trasparenza da parte dei motori di ricerca; tale accorgimento, lungi dall’essere nascosto, poi suggerito in modo “trasparente” sul sito del Ministero in un’apposita pagina dedicata all’applicazione della Legge n. 69/2009.
In tanti hanno commentato questa segnalazione, valutando l’accorgimento tecnico relativo al file robots.txt come tentativo di manipolazione volto a frustrare, di fatto, gli oblietivi di trasparenza tanto sbandierati.
L’indagine di Pasteris sicuramente interessante e trovo assolutamente opportuno tenere alta l’attenzione sui siti Web della Pubblica Amministrazione, ma tali analisi non mi trovano d’accordo.
Chi mi legge sa che in passato sono stato critico con le modalit con cui l’Operazione Trasparenza stata condotta (ne ho parlato qui e qui) ma, in questo caso, ritengo che le accuse di voler nascondere i dati non siano condivisibili.
In primo luogo, infatti, va rilevato che la norma relativa all’Operazione Trasparenza ha un alto livello di applicazione; altri sono i casi in cui le Amministrazioni non si sono fatte scrupolo di disattendere completamente il dettato normativo (basti pensare all’obbligo di indicare la casella di PEC nell’home page di ogni sito istituzionale contenuto nella stessa Legge n. 69/2009, all’art. 34, e rimasto lettera morta).
E poi, non pu farsi a meno di rilevare come la cautela relativa al file robots.txt appaia assolutamente doverosa al fine di garantire il rispetto della normativa in materia di riservatezza dei dati personali.

(Immagine di sicaholic)
Vale la pena di ricordare, infatti, che proprio in corrispondenza dell’avvio dell’Operazione Trasparenza il Garante per la Protezione dei Dati Personali stato investito di numerosi quesiti. Sul punto – in modo del tutto condivisibile – l’Autorit con Nota del 12 giugno 2008 ha sottolineato la necessit di predisporre
idonei accorgimenti volti a consentire forme proporzionate di consultabilit dei dati, prevedendo in particolare elenchi relativi a singole amministrazioni, consultabili distintamente (anche sulla base di eventuali link a siti web delle amministrazioni medesime), senza che per gli utenti sia possibile modificarli agevolmente o reperire direttamente dati mediante motori di ricerca.
Da un punto di vista giuridico, infatti, la circostanza che un determinato dato sia pubblico non significa che lo stesso possa essere diffuso in modo indiscriminato; sul punto deve necessariamente essere effettuato un contemperamento tra le contrapposte esigenze di conoscenza da parte dei cittadini e quelle di riservatezza dei soggetti cui i dati si riferiscono.
Si tratta di un principio del tutto pacifico in dottrina e affermato in pi di un provvedimento dello stesso Garante Privacy (su tutti segnalo l’importantissima Deliberazione n. 17/2007 che consultabile qui).
Alla luce di tali canoni, anche al fine di evitare contenzioso e pretese risarcitorie, le Amministrazioni devono sempre rispettare il principio di proporzionalit sancito dall’art. 11 del Codice Privacy (D. Lgs. n. 196/2003), ponendo attenzione anche al “diritto all’oblio” degli interessati. Infatti, l’indicizzazione dei dati dell’Operazione Trasparenza da parte dei motori di ricerca potrebbe comportare un sacrificio sproporzionato dei diritti dei soggetti cui i dati stessi si riferiscono. Non deve essere sottovalutato che, attraverso i motori di ricerca, potrebbe essere ricostruito un numero ingente di dati riferiti a questi soggetti (pi o meno aggiornati e di natura differente) per motivi del tutto diversi da quelli di trasparenza dell’Amministrazione.
Di conseguenza, in considerazione del sempre maggiore ruolo che avranno i siti Web della PA, la cautela relativa al file robots.txt mi sembra un segnale positivo di attenzione nei confronti della riservatezza degli interessati, i cui dati sono comunque pubblici e resi consultabili sui siti delle singole Amministrazioni.
Rispettare la normativa in materia di privacy non signirica avere qualcosa da nascondere (o, peggio, voler nascondere qualcosa), ma semplicemente avere riguardo ai diritti e agli interessi di tutti.
Nel corso degli ultimi dieci anni mi sono occupato spesso dell’innovazione nel settore pubblico e su questo blog ho scritto pi volte delle leggi dell’e-government e della pubblica amministrazione digitale.
Convegni, lezioni, articoli, saggi, consulenze mi hanno dato modo di conoscere il vero stato della digitalizzazione della PA italiana, a dispetto dei proclami roboanti che hanno accompagnato ciclicamente le sofferte tappe delle-gov nostrano.
Su questi temi mi sono confrontato con colleghi, giornalisti, politici, dipendenti delle Amministrazioni e semplici cittadini; uno dei dati pi importanti che emerge da questa esperienza che le norme dellAmministrazione Digitale sono tra le meno conosciute dell’intero ordinamento giuridico italiano.
In Italia le-government legge da ormai quattro anni, da quando, cio, stato adottato il Codice dellAmministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005) che ha introdotto alcuni interessantissimi principi e diritti (come il diritto alluso delle tecnologie nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni) ma esso , purtroppo, sconosciuto e quindi inapplicato.
Spesso, quando sono impegnato in convegni o in seminari, chiedo quanti dei presenti conoscano lesistenza del Codice della Strada: di norma, tutti i presenti alzano la mano. Subito dopo chiedo quanti di loro conoscono lesistenza del Codice dellAmministrazione Digitale: in questo caso le mani che rimangono alzate sono pochissime.
questo il pi grande difetto delle norme della PA digitale, lessere ignorate (colpevolmente) sia dalle Amministrazioni, ancora troppo legate al cartaceo, sia dai cittadini che non fanno nulla per pretendere che i loro “diritti digitali” vengano resi effettivi.
Per questo motivo ho deciso di scrivere un libro, pubblicato in questi giorni per i tipi di Maggioli, dal titolo La nuova Pubblica Amministrazione Digitale, una guida al Codice dellAmministrazione digitale alla luce dei pi recenti provvedimenti normativi che hanno introdotto nuovi obblighi per gli Enti (in particolare Legge n. 69/2009 di cui ho gi parlato qui).
Il volume ha un taglio volutamente divulgativo, pratico e concreto. Numerose sono, infatti, le ponderose pubblicazioni gi scritte; il mio intento, invece, quello di fornire alle Amministrazioni, ai loro fornitori e ai cittadini una guida rapida (ma completa) alle norme vigenti in materia di PA digitale.
Contrariamente a quanto molti pensano, infatti, le leggi non solo prevedono la possibilit, ma impongono lobbligo per gli Uffici Pubblici di usare le tecnologie info-telematiche al proprio interno e nei rapporti con i cittadini e imprese. Eliminare gli sprechi in termini di tempo e di risorse, garantire la pi ampia partecipazione democratica ai processi di governo, fornire servizi in modalit digitale nel rispetto della privacy dei cittadini: questi sono gli obiettivi delle norme. Le Amministrazioni sono tenute a rispettarle adeguandosi sotto il profilo tecnologico e organizzativo al fine di evitare contenzioso, sanzioni e responsabilit.
La Guida vuole essere un aiuto per le Amministrazioni in questo processo di adeguamento ma anche un ausilio a tutti quei cittadini che abbiano intenzione di comprendere i propri diritti digitali ed i meccanismi per azionarli.
Per chi fosse interessato segnalo la scheda del testo sul sito dellEditore dove pure possibile acquistarlo (il libro disponibile anche nelle principali librerie on line come BOL, IBS, Libreria Universitaria).
Mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate e leggere le vostre recensioni, critiche e suggerimenti (ho creato un’apposita pagina su Facebook). Del resto, come Voltaire, credo che i libri pi utili siano quelli in cui i lettori fanno essi stessi met del lavoro: penetrano i pensieri che vengono presentati loro in germe, correggono ci che appare loro difettoso, rafforzano con le proprie riflessioni ci che appare loro debole.
Buona lettura











“I siti Web delle Pubbliche Amministrazioni” ora disponibile anche in ebook
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Nel corso degli ultimi mesi, insieme agli amici Gianluigi Cogo e Roberto Scano, ho girato l’Italia per presentare il libro “I siti Web delle Pubbliche Amministrazioni” edito da Maggioli.
Visto che in tanti ce lo hanno chiesto, con piacere che segnalo che – da pochi giorni – disponibile anche la versione ebook del testo che pu essere acquistata su Ultima Books.
Buona e-lettura