Open Data: tutti ormai ne parlano, ma in Italia ancora pochi sono passati dalle parole ai fatti.
Poche Amministrazioni hanno aperto i propri dati, pochi cittadini li usano per controllare come viene gestita la cosa pubblica, poche imprese hanno approfittato dati pubblici per sviluppare prodotti e servizi.
E’ evidente che c’è un problema di cultura del dato e che sono necessarie azioni volte a promuovere la conoscenza di questa prassi amministrativa e dei benefici che porta al settore pubblico, ai cittadini e alle imprese.
Per questo motivo, mi fa piacere segnalare l’iniziativa di FormezPA (che gestisce il portale nazionale dei dati aperti www.dati.gov.it) che ha organizzato un ciclo di tre seminari gratuiti dedicati all’Open Data:
1) “Introduzione all’open data” tenuto il 2 febbraio da Gianfranco Andriola e visibile qui;
2) “Open Data: aspetti tecnici e giuridici” che si terrà il 9 febbraio 2012 alle ore 12 con la partecipazione mia (per parlare degli profili giuridici) e del prof. Stefano Epifani;
3) “Testimonianza di un’amministrazione che ha fatto Open Data” che si terrà il 16 febbraio 2012 alle ore 12 e vedrà la presentazione dell’esperienza della Regione Piemonte.
Tutti gli interessati possono iscriversi contattando la redazione del portale dati.gov.it, cliccando qui.
Se i posti a disposizione fossero esauriti, niente paura: il Formez sta già organizzando nuove edizioni dei seminari
La Regione Piemonte si conferma la PA italiana leader in materia di Open Data: dopo essere stata la prima Regione a dotarsi di un portale dei dati pubblici (dati.piemonte.it) e ad adottare delle “Linee Guida” per il riutilizzo del patrimonio informativo pubblico, ha approvato anche la prima legge regionale in materia.
Il provvedimento, si legge nella relazione di accompagnamento,
“nasce dall’esigenza di dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche nell’espletamento delle loro funzioni appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili“.
Qualcuno potrebbe chiedersi se c’era proprio bisogno di una legge ora che, dopo l’esempio piemontese (citato anche come esperienza di successo nell’ambito della strategia europea presentata il 12 dicembre scorso) l’Open Data è diventato una prassi amministrativa recepita da un numero sempre crescente di Enti di ogni livello (Comuni, Regioni e PA centrali), per non parlare della strategia presentata dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha realizzato anche il portale nazionale www.dati.gov.it.
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Le strategie in materia di Open Data si sviluppano su due direttrici: da una parte la spinta dal basso (o, addirittura, l’obbligo giuridico) a liberare i dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni, dall’altra il coinvolgimento di cittadini, associazioni e imprese per valorizzare le potenzialità del patrimonio informativo pubblico.
Di norma, quindi, alla creazione di portali (nazionali o regionali) di dati pubblici si accompagna l’organizzazione di concorsi (i cc.dd. “contest”) che premino le applicazioni sviluppate con i dati pubblici e, soprattutto, promuovano la cultura del riutilizzo, facendo sperimentare a tutti i benefici legati alla disponibilità dell’informazione pubblica.
Finalmente, anche in Italia c’è un contest nazionale legato all’utilizzo dei dati pubblici che si chiama Apps for Italy (sul modello del mitico Apps for Democracy). L’idea, lo dico con orgoglio, è nata a margine di un incontro organizzato a maggio nell’ambito di ForumPA dall’Associazione Italiana per l’Open Government, che lo ha messo su unitamente a Formez, ForumPA, TopIX, IWA, OKFN, Regione Piemonte, CSI Piemonte, NEXA e Linked Open Data. La cosa interessante è che questa idea “nata dal basso” è stata fatta propria dal Ministero per la Pubblica Amministrazione che ne è diventato il promotore e il principale finanziatore.
Queste le principali info sul concorso
COSA
Apps4Italy è un concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende dell’UE per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici, capaci di mostrare a tutta la società il valore del patrimonio informativo pubblico.
LE REGOLE DEL GIOCO
Saranno considerate positivamente le proposte che abbiano le seguenti caratteristiche:
A. Progetti e applicazioni che utilizzano dati aperti (secondo la definizione di Open Knowledge Foundation) provenienti da pubbliche amministrazioni italiane o da privati.
B. Progetti e applicazioni che attivano collaborazioni tra individui, gruppi e istituzioni provenienti da diverse regioni italiane.
C. Applicazioni e progetti che si possano riutilizzare in più contesti e siano in grado di servire molti utenti – una soluzione per Torino può essere utile anche per Roma e Napoli ma anche a Londra o Parigi.
D. Apps4Italy è una competizione nazionale perciò sono molto apprezzate proposte che affrontino problemi che interessano tutto il territorio nazionale.
E. Sebbene non sia obbligatorio, l’utilizzo di software free/open source e di licenze aperte (per il codice, i dati e i contenuti proposti) sarà considerato un elemento qualificante.
F. Saranno valutate con attenzione le proposte provenienti da quelle zone d’Italia dove la cultura del riutilizzo di dati pubblici non è diffusa o non è presente affatto.
MONTEPREMI
Il montepremi è di 40 mila euro e sarà assegnato ai primi tre classificati per le seguenti categorie:
- Idee e progetti: idee e progetti per utilizzare i dati pubblici in modo interessante e utile.
- Applicazioni: applicazioni in grado di catturare il valore dei dati pubblici e trasferirlo alla società.
- Datasets: basi di dati con un ottimo livello di apertura prodotte da un organismo pubblico che potrà partecipare direttamente o attraverso un partner come un’azienda, un’associazione o una comunità di sviluppatori.
- Visualizzazioni: visualizzazioni o elaborazioni grafiche interessanti e utili costruite sui dati pubblici.
SCADENZE
Per partecipare c’è tempo fino al 10 febbraio 2012.
Cosa aspettate? Andate su www.apps4italy.org e partecipate
Credits: l’ispirazione per il titolo di questo post nasce da un tweet di Luigi Reggi
Lunedì 12 dicembre 2011 ho partecipato a “Internet Better Governance” evento organizzato da Università di Siena e Fondazione Sistema Toscana per discutere dell’innovazione in ambito pubblico.
E’ stata una giornata esaltante (ringrazio gli organizzatori per avermi consentito di partecipare) in cui si è parlato in “modo nuovo” di temi importanti. Io ho affrontato gli argomenti dell’Open Government e dell’Open Data, cercando di spiegare perché è necessario che questi temi siano affrontati ora, senza indugio, da Governo e Amministrazioni.
Visto che in tanti – magari incuriositi dai numerosi tweet inviati durante l’evento – mi hanno chiesto com’è andata, spero di fare cosa gradita embeddando qui sotto il video della sessione (qui sono disponibili tutti i video della giornata).
Buona visione
Il movimento italiano per l’Open Data ha fatto tanta strada nel corso degli ultimi dodici mesi: la liberazione dei dati pubblici è finalmente diventato un tema dell’agenda governativa a tutti i livelli (statale, regionale e locale) ed è uscito dalla cerchia dei “soliti noti” e degli addetti ai lavori.
Ma siamo solo all’inizio: molte resistenze devono essere superate, tanti decisori vanno convinti dei benefici che l’Open Data può avere in termini di incremento di efficienza delle amministrazioni e miglioramento della qualità della vita di cittadini e imprese.
Ho provato a spiegare a cosa serve la liberazione dei dati pubblici nel corso di un breve intervento tenuto nel durante Happy Birthday Web, la manifestazione tenutasi a Roma lo scorso 14 novembre in cui ho lanciato Apps4Italy il contest italiano sui dati pubblici che si è ufficialmente aperto il 20 novembre 2011 e chiuderà il 10 febbraio 2012.
Buona visione
Domani, giovedì 27 ottobre 2011, avrò il piacere di partecipare alla presentazione dell’e-book “Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale” di Andrea Fama.
L’evento si terrà alle ore 10,30 presso la presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e sarà l’occasione per discutere delle frontiere del giornalismo basato sui dati, in quanto la reperibilità di una quantità sempre crescente di informazioni consente di raccontare storie altrimenti irraccontabili.
All’indomani del lancio dell’Operazione Open Data da parte del Ministro Brunetta, credo che si tratti di un tema decisivo per far comprendere anche ai non addetti ai lavori i benefici dell’Open Data e dare senso alle battaglie che associazioni e movimenti hanno condotto in questi mesi per la liberazione dei dati pubblici.
I giornalisti sono pronti per questa sfida? E la c.d. “società civile”?
Ne parleremo domani a Roma
Fortunatamente, anche nel nostro Paese si moltiplicano le occasioni di confronto e approfondimento sui temi dell’Open Data. Tra queste, mi fa piacere segnalare il convegno organizzato dall’Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione Giuridica presso il CNR che si terrà a Firenze il prossimo 13 giugno 2011.
L’evento, dal titolo “Gli Open Data nel contesto italiano“, vedrà la partecipazione di alcuni dei più importanti esperti italiani in materia che affronteranno le diverse implicazioni della liberazione dei dati nel nostro Paese (giuridica, tecnica, economica) .
Anche io prenderò parte all’evento con una relazione sul tema “Open Data: norme e prassi“.
La partecipazione è gratuita e per registrarsi è sufficiente inviare una mail all’indirizzo seminario13giugno@ittig.cnr.it
Vi aspetto in tanti
Programma Gli Open Data Nel Contesto Italiano 13 Giugno 2011
Rieccoci con Open Links, la rubrica dedicata a notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.
Questi i link di oggi:
1. Oregon.Gov – Dataset Suggestions. Chi decide quali sono i dati che devono essere “liberati”? Lo Stato USA dell’Oregon ha aperto un vero e proprio forum in cui sono raccolti i suggerimenti dei cittadini. Sicuramente è un esempio da imitare.
2. San Francisco: l’Open Gov è tra le promesse elettorali. Alcuni candidati alla carica di Sindaco di San Francisco si sono impegnati, se eletti, ad attuare i principi dell’Open Government. Che ne dite di replicare quest’iniziativa anche in Italia alle prossime elezioni?
3. Why Open Government Needs Data Psychologists. Interessante articolo in cui si spiega come, dopo aver liberato i dati, sia necessario fare in modo che questi siano capiti e riusati da cittadini e imprese.
4. Civic Commons. Sito di un’organizzazione non profit, molto attiva negli ultimi mesi, che promuove numerosi progetti (in ottica Gov 2.0) con l’obiettivo di aiutare le amministrazioni ad utilizzare meglio le tecnologie.
Buona lettura e alla prossima
Guido Scorza, in un bel post su Wired.it, ha indirizzato un appello al Ministro per l’Innovazione a fare Open Data, copiando le buone prassi internazionali. L’Open Data, infatti, è un modello che funziona e che potrebbe essere utilizzato (con tutti gli aggiustamenti del caso) anche in Italia.
A chi mi chiede perchè il nostro Paese non abbia ancora adottato strategie di questo tipo, ho provato a rispondere – nel corso di una presentazione tenuta in occasione della cerimonia per la consegna del Premio E-Gov 2011 – con una metafora relativa alla cucina.
Embeddo qui sotto il video… buona visione












