Nuovo appuntamento con Open Links, rubrica dedicata alle segnalazioni in materia di Open Government e Open Data.
Ecco i link di oggi:
1. Open Government Partnership: sito di un’iniziativa multilaterale in materia di Open Gov (guidata dagli USA e che vede, per il momento, la partecipazione di altri 7 Paesi) che sarà presentata a New York il 20 settembre prossimo e il cui primo summit si terrà in Brasile nel 2012. Il governo italiano aderirà?
2. Declaration on open and transparent government in New Zealand. Il Governo neozelandese, sul modello di quanto già fatto da altri Paesi (tra cui l’Australia), ha adottato – lo scorso 8 agosto 2011 – un atto ufficiale in materia di Open Goverment in cui l’esecutivo si impegna ad utilizzare le tecnologie per assicurare maggiore trasparenza e agevolare la collaborazione con i cittadini; da segnalare anche il documento “New Zealand Data and Information Management Principles” in cui sono specificati i principi che le agenzie governative devono garantire nel processo di liberazione dei dati pubblici.
3. Report on Open Government Data in India. Interessante paper sull’Open Data in India a cura del Centre for Internet and Society.
4. City as a platform. Video della brillante relazione di Rachel Sterne (Chief Digital Officer di NYC) alla PSFK Conference 2011.
5. Opening government, the Chicago way. Da leggere con grande attenzione il post pubblicato su “O’Reilly Radar” che parla dell’esperienza della città di Chicago in materia di Open Gov.
Ala prossima
Rieccoci con Open Links, la rubrica dedicata a notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.
Questi i link di oggi:
1. Oregon.Gov – Dataset Suggestions. Chi decide quali sono i dati che devono essere “liberati”? Lo Stato USA dell’Oregon ha aperto un vero e proprio forum in cui sono raccolti i suggerimenti dei cittadini. Sicuramente è un esempio da imitare.
2. San Francisco: l’Open Gov è tra le promesse elettorali. Alcuni candidati alla carica di Sindaco di San Francisco si sono impegnati, se eletti, ad attuare i principi dell’Open Government. Che ne dite di replicare quest’iniziativa anche in Italia alle prossime elezioni?
3. Why Open Government Needs Data Psychologists. Interessante articolo in cui si spiega come, dopo aver liberato i dati, sia necessario fare in modo che questi siano capiti e riusati da cittadini e imprese.
4. Civic Commons. Sito di un’organizzazione non profit, molto attiva negli ultimi mesi, che promuove numerosi progetti (in ottica Gov 2.0) con l’obiettivo di aiutare le amministrazioni ad utilizzare meglio le tecnologie.
Buona lettura e alla prossima
Riprende la rubrica Open Links, nata per segnalare notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.
Ecco i link di oggi:
1. Proposta di legge regionale in materia di Open Data presentata nel Lazio dal Gruppo Consiliare “Lista Bonino-Pannella”. La proposta di legge, cui ho avuto l’onore e il piacere di contribuire, ha l’obiettivo di rendere l’Open Data un diritto esigibile di cittadini e imprese.
2. Il Ministero “libera” i dati dei permessi dei dipendenti pubblici. Interessante iniziativa del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha pubblicato sul proprio sito i dati relativi ai permessi fruiti dai pubblici dipendenti per l’assistenza alle persone disabili: i dati, rilasciati sotto IODL 1.0, non sono più in formato .pdf bensì .csv.
3. How Open Data Initiatives Can Improve City Life. Interessante articolo in cui sono riportate alcune significative esperienze che dimostrano come l’Open Data possa rendere più efficiente il governo delle città (c’è qualche neo-sindaco all’ascolto?)
4. Kundra on e-gov cuts: no project unaffected. Vivek Kundra, uno dei consulenti di Obama, spiega come continuerà a fare Open Gov nonostante i tagli al budget decisi dal Congresso USA.
Buona lettura e alla prossima
Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica “Open Links“, nata per segnalare notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.
Nel corso degli ultimi giorni, il tema della “liberazione dei dati” è diventato di grandissima attualità, iniziando ad uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori e, al FORUMPA 2010, è stato sicuramente uno degli argomenti più gettonati: sono sempre più le Amministrazioni e gli Enti intenzionati ad intraprendere politiche ispirate alla filosofia dell’Open Data.
1. Mi sembra doveroso iniziare dall’approfondimento dedicato all’Open Data da Nova 24 del 13 maggio, che è interamente disponibile on line a questo indirizzo: http://novareview.ilsole24ore.com/pubblica-amministrazione; si è trattato di un importante punto di partenza per le future discussioni. Consiglio a chi è interessato alla materia, di inserire nei propri bookmarks (o feeds) anche i siti degli altri amici che, oltre a me, hanno contribuito allo speciale: Gigi Cogo, Nicola Mattina, Matteo Brunati e Titti Cimmino.
2. La necessità di avviare serie politiche di Open Government anche nel nostro Paese appare ancora più evidente alla luce dei dati contenuti nel Rapporto 2010 delle Nazioni Unite sullo stato dell’e-government nel mondo (il cui testo integrale è disponibile qui). Ancora una volta, i dati relativi all’Italia non sono esaltanti (38° posto, ad una distanza siderale dai Paesi che occupano le prime posizioni); particolarmente interessante la sezione dedicata all’Open Data model in cui sono illustrati i benefici economici che si possono ricavare dalla liberazione dei dati proprio in tempo di crisi.
3. Segnalo anche l’interessante articolo Goodbye Gordon Brown: but thanks for the data … and the campaign goes on, pubblicato sul blog di Free Your Data (iniziativa del popolare “Guardian“) in cui si dà atto che il cambio di maggioranza nel Regno Unito non significa che (come spesso accade in Italia) il progetto del vecchio Governo verrà abbandonato; al contrario, il nuovo esecutivo ha intenzione di potenziare le iniziative già in essere e di liberare sempre più dati.
4. Data.gov: Pretty Advanced for a One-Year-Old, post di Vivek Kundra sul blog dell’Open Initiative in cui si fa il punto sullo stato del progetto ad un anno dall’avvio e si comincia a parlare di una “fase 2″, lanciando una vera e propria consultazione via twitter.
Per finire, vi segnalo questo video di Tim Berners Lee, registrato in occasione dell’ultimo TEDUniversity 2010 (e sottotitolato anche in italiano), in cui ad un anno dall’ormai noto “raw data now“, vengono mostrati un po’ degli interessanti risultati che possono nascere una volta che i dati vengono pubblicati e messi in relazione tra loro.
Di questo e della “via italiana all’Open Gov” io e l’amico Gigi Cogo parleremo lunedì 24 maggio, alle ore 16.30, su Radio24 nel corso della trasmissione Novalab ospiti di Luca Tremolada.
Buon ascolto e alla prossima
Su Nova24 che trovate in edicola oggi (13 maggio 2010) è ospitato un interessante approfondimento sul tema dell’Open Government, che – con approccio pragmatico – tenta di spiegare perché questo nuovo modello di attività amministrativa funziona e può produrre vantaggi per cittadini, imprese e per lo stesso settore pubblico.
La storia di copertina è firmata dall’ottimo Gigi Cogo e il paginone centrale è dedicato all’illustrazione di alcuni casi ed applicazioni di successo e contiene un mio contributo per la parte normativa, uno di Nicola Mattina per quella relativa alla Partecipazione e uno di Matteo Brunati e Titti Cimmino per il Web Semantico.
Segnalo anche un articolo di Luca Tremolada in cui sono contenute alcune mie considerazioni sui nodi da sciogliere per una via italiana all’Open Data.
Buona lettura e…. ne riparliamo il 19 maggio al Barcamp INNOVATORIPA!
Nel corso degli ultimi mesi mi sono occupato molto di “Open Government“, e cioè di quel nuovo modello di Amministrazione (fortemente voluto dal Presidente Obama e che si sta rapidamente diffondendo in molti altri Paesi) in base al quale, secondo la definizione datane dall’amico Gigi Cogo, gli Enti “devono essere aperti e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’ operato“.
In particolare, ho provato ad affrontare le problematiche giuridiche legate all’adozione del modello Open nel nostro Paese (qui è pubblicata una mia intervista sulla “via italiana all’Open Data” e del tema parlerò anche a FORUMPA nell’interessante convegno “Innovation without permission. Prospettive e sfide del government 2.0“); non è un mistero, infatti, che l’Italia sia una delle poche Nazioni occidentali in cui la filosofia Open non ha ancora fatto breccia e i profili normativi (copyright, privacy e trasparenza) rischiano di diventare un serio ostacolo per l’attuazione pratica di queste nuove politiche.
Si tratta di una chiusura culturale, prima ancora che organizzativa e normativa; non è un caso, ad esempio, che la voce “Open Government” di Wikipedia non sia tradotta in italiano e che non esista nessun sito nostrano in cui si discuta con sistematicità di queste tematiche.
Per questo motivo, ho deciso di iniziare una nuova rubrica di questo blog, chiamata “Open Links“, in cui raccogliere e segnalare notizie, idee e commenti in materia, in modo da contribuire ad avviare una riflessione.
1. Mi sembra doveroso iniziare con la segnalazione dei siti delle Amministrazioni che hanno già intrapreso azioni concrete, in modo che tutti possano comprendere che non si tratta di pura teoria o di utopie irrealizzabili. Partiamo dagli esempi degli USA (www.data.gov), del Regno Unito (www.data.co.uk) e della Nuova Zelanda (www.data.govt.nz).
2. The Privacy Imperative di Jeff Jonas, post interessante sulle implicazioni in materia di privacy.
3. Case study: how open data saved canada $3.2 billion, analisi di un’interessantissima esperienza Canadese che spiega perchè l’Open funziona davvero.
4. The Three Laws of Open Data, uno stimolante articolo pubblicato sul blog della Taskforce Australiana per il Governo 2.0.
Se avete segnalazioni per i futuri numeri di Open Links, non esitate ad inviarmele.
Buona lettura e alla prossima











