Open Links: 5 giugno 2011

On dom, 5 giugno 2011, in Open Government, Open Links, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Rieccoci con Open Links, la rubrica dedicata a notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.

Questi i link di oggi:

1. Oregon.Gov – Dataset Suggestions. Chi decide quali sono i dati che devono essere “liberati”? Lo Stato USA dell’Oregon ha aperto un vero e proprio forum in cui sono raccolti i suggerimenti dei cittadini. Sicuramente un esempio da imitare.

2. San Francisco: l’Open Gov tra le promesse elettorali. Alcuni candidati alla carica di Sindaco di San Francisco si sono impegnati, se eletti, ad attuare i principi dell’Open Government. Che ne dite di replicare quest’iniziativa anche in Italia alle prossime elezioni?

3. Why Open Government Needs Data Psychologists. Interessante articolo in cui si spiega come, dopo aver liberato i dati, sia necessario fare in modo che questi siano capiti e riusati da cittadini e imprese.

4. Civic Commons. Sito di un’organizzazione non profit, molto attiva negli ultimi mesi, che promuove numerosi progetti (in ottica Gov 2.0) con l’obiettivo di aiutare le amministrazioni ad utilizzare meglio le tecnologie.

Buona lettura e alla prossima :-)

Open Links: 2 giugno 2011

On gio, 2 giugno 2011, in Open Government, Open Links, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Riprende la rubrica Open Links, nata per segnalare notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.

Ecco i link di oggi:

1. Proposta di legge regionale in materia di Open Data presentata nel Lazio dal Gruppo Consiliare “Lista Bonino-Pannella”. La proposta di legge, cui ho avuto l’onore e il piacere di contribuire, ha l’obiettivo di rendere l’Open Data un diritto esigibile di cittadini e imprese.

2. Il Ministero “libera” i dati dei permessi dei dipendenti pubblici. Interessante iniziativa del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione che ha pubblicato sul proprio sito i dati relativi ai permessi fruiti dai pubblici dipendenti per l’assistenza alle persone disabili: i dati, rilasciati sotto IODL 1.0, non sono pi in formato .pdf bens .csv.

3. How Open Data Initiatives Can Improve City Life. Interessante articolo in cui sono riportate alcune significative esperienze che dimostrano come l’Open Data possa rendere pi efficiente il governo delle citt (c’ qualche neo-sindaco all’ascolto?)

4. Kundra on e-gov cuts: no project unaffected. Vivek Kundra, uno dei consulenti di Obama, spiega come continuer a fare Open Gov nonostante i tagli al budget decisi dal Congresso USA.

Buona lettura e alla prossima :-)

Qualche giorno fa stato presentato MiaPA, innovativo servizio di social check-in applicato alla Pubblica Amministrazione; con l’occasione stato avviato quello che pu essere definito il primo esperimento organico di Open Data di un’Amministrazione Statale italiana.

Italian Open Data Licence v 1.0

Infatti nella pagina in cui possibile scaricare i dati della Rubrica della Pubblica Amministrazione si legge che gli stessi sono stati “liberati” con una licenza aperta sviluppata ad hoc: la Italian Open Data Licence (IODL) v 1.0.

In questo articolo pubblicato sul sito di ForumPA ho provato a spiegare perch, a mio avviso, il progetto IODL una gran bella notizia per tutto il movimento Open italiano.

Chi segue questo blog sicuramente ricorder che, in pi occasioni, mi sono occupato delle licenze che – di solito – vengono usate per i contenuti delle Pubbliche Amministrazioni (tra gli altri: sito ENIT, sito NORMATTIVA): gli Enti spesso utilizzano il copyright per limitare l’utilizzo dei dati pubblici e raramente usano licenze aperte; in questo contesto l’adozione della IODL rappresenta gi una piccola rivoluzione: la nuova licenza, infatti, ha la finalit di favorire

la libera e gratuita consultazione, estrazione, riproduzione e riutilizzo dei dati e delle informazioni in essa contenuti da parte di chiunque vi abbia interesse per qualunque fine

Innanzitutto si capisce che dietro c’ una strategia che non relativa solo ai dati di MiaPA (non avrebbe avuto senso costruire una licenza solo per la rubrica degli uffici) e la strategia prevede una licenza – in italiano – di tipo aperto (in modo non dissimile da quanto previsto dal Governo inglese con la OGL accolta con entusiasmo da autorevoli personalit come David Eaves).

Naturalmente ci sono diversi aspetti da rivedere e perfezionare (come in ogni “v 1.0″ che si rispetti) e nelle prossime settimane sicuramente sar opportuno approfondirli in vista di future versioni della licenza che, nelle intenzioni di chi l’ha redatta, dovrebbe affermarsi come strumento valido per tutti i casi di “liberazione” dei dati pubblici.

Se dietro alla IODL c’ lafilosofia aperta che si legge nella premessa, le future versioni accoglieranno sicuramente i suggerimenti della comunit.

Open Links #2

On sab, 22 maggio 2010, in Open Links, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica “Open Links“, nata per segnalare notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.

Nel corso degli ultimi giorni, il tema della “liberazione dei dati” diventato di grandissima attualit, iniziando ad uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori e, al FORUMPA 2010, stato sicuramente uno degli argomenti pi gettonati: sono sempre pi le Amministrazioni e gli Enti intenzionati ad intraprendere politiche ispirate alla filosofia dell’Open Data.

1. Mi sembra doveroso iniziare dall’approfondimento dedicato all’Open Data da Nova 24 del 13 maggio, che interamente disponibile on line a questo indirizzo: http://novareview.ilsole24ore.com/pubblica-amministrazione;si trattato di un importante punto di partenza per le future discussioni. Consiglio a chi interessato alla materia, di inserire nei propri bookmarks (o feeds) anche i siti degli altri amici che, oltre a me, hanno contribuito allo speciale: Gigi Cogo, Nicola Mattina, Matteo Brunati e Titti Cimmino.

2. La necessit di avviare serie politiche di Open Government anche nel nostro Paese appare ancora pi evidente alla luce dei dati contenuti nel Rapporto 2010 delle Nazioni Unite sullo stato dell’e-government nel mondo (il cui testo integrale disponibile qui). Ancora una volta, i dati relativi all’Italia non sono esaltanti (38 posto, ad una distanza siderale dai Paesi che occupano le prime posizioni); particolarmente interessante la sezione dedicata all’Open Data model in cui sono illustrati i benefici economici che si possono ricavare dalla liberazione dei dati proprio in tempo di crisi.

3. Segnalo anche l’interessante articolo Goodbye Gordon Brown: but thanks for the data and the campaign goes on, pubblicato sul blog di Free Your Data (iniziativa del popolare “Guardian“) in cui si d atto che il cambio di maggioranza nel Regno Unito non significa che (come spesso accade in Italia) il progetto del vecchio Governo verr abbandonato; al contrario, il nuovo esecutivo ha intenzione di potenziare le iniziative gi in essere e di liberare sempre pi dati.

4. Data.gov: Pretty Advanced for a One-Year-Old, post di Vivek Kundra sul blog dell’Open Initiative in cui si fa il punto sullo stato del progetto ad un anno dall’avvio e si comincia a parlare di una “fase 2″, lanciando una vera e propria consultazione via twitter.

Per finire, vi segnalo questo video di Tim Berners Lee, registrato in occasione dell’ultimo TEDUniversity 2010 (e sottotitolato anche in italiano), in cui ad un anno dall’ormai noto “raw data now“, vengono mostrati un po’ degli interessanti risultati che possono nascere una volta che i dati vengono pubblicati e messi in relazione tra loro.

Di questo e della “via italiana all’Open Gov” io e l’amico Gigi Cogo parleremo luned 24 maggio, alle ore 16.30, su Radio24 nel corso della trasmissione Novalab ospiti di Luca Tremolada.

Buon ascolto e alla prossima :)

Liberate i dati!

On gio, 13 maggio 2010, in Open Links, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

SuNova24 che trovate in edicola oggi (13 maggio 2010) ospitato uninteressante approfondimentosul tema dell’Open Government, che – con approccio pragmatico – tenta di spiegare perch questo nuovo modello di attivit amministrativa funziona e pu produrre vantaggi per cittadini, imprese e per lo stesso settore pubblico.

Nova24 n. 223

La storia di copertina firmata dall’ottimo Gigi Cogo e il paginone centrale dedicato all’illustrazione di alcuni casi ed applicazioni di successo e contiene un mio contributo per la parte normativa, uno di Nicola Mattina per quella relativa alla Partecipazione e uno di Matteo Brunati e Titti Cimmino per il Web Semantico.
Segnalo anche un articolo di Luca Tremolada in cui sono contenute alcune mie considerazioni sui nodi da sciogliere per una via italiana all’Open Data.

Buona lettura e…. ne riparliamo il 19 maggio al Barcamp INNOVATORIPA!

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Open Links #1

On mar, 11 maggio 2010, in Open Links, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Nel corso degli ultimi mesi mi sono occupato molto di “Open Government“, e cio di quel nuovo modello di Amministrazione (fortemente voluto dal Presidente Obama e che si sta rapidamente diffondendo in molti altri Paesi) in base al quale, secondo la definizione datane dall’amico Gigi Cogo, gli Enti “devono essere aperti e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull operato“.

Open data stickers

In particolare, ho provato ad affrontare le problematiche giuridiche legate all’adozione del modello Open nel nostro Paese (qui pubblicata una mia intervista sulla “via italiana all’Open Data” e del tema parler anche a FORUMPA nell’interessante convegno “Innovation without permission. Prospettive e sfide del government 2.0“); non un mistero, infatti, che l’Italia sia una delle poche Nazioni occidentali in cui la filosofia Open non ha ancora fatto breccia e i profili normativi (copyright, privacy e trasparenza) rischiano di diventare un serio ostacolo per l’attuazione pratica di queste nuove politiche.
Si tratta di una chiusura culturale, prima ancora che organizzativa e normativa; non un caso, ad esempio, che la voce “Open Government” di Wikipedia non sia tradotta in italiano e che non esista nessun sito nostrano in cui si discuta con sistematicit di queste tematiche.

Per questo motivo, ho deciso di iniziare una nuova rubrica di questo blog, chiamata “Open Links“, in cui raccogliere e segnalare notizie, idee e commenti in materia, in modo da contribuire ad avviare una riflessione.

1. Mi sembra doveroso iniziare con la segnalazione dei siti delle Amministrazioni che hanno gi intrapreso azioni concrete, in modo che tutti possano comprendere che non si tratta di pura teoria o di utopie irrealizzabili. Partiamo dagli esempi degli USA (www.data.gov), del Regno Unito (www.data.co.uk) e della Nuova Zelanda (www.data.govt.nz).

2. The Privacy Imperative di Jeff Jonas, post interessante sulle implicazioni in materia di privacy.

3. Case study: how open data saved canada $3.2 billion, analisi di un’interessantissima esperienza Canadese che spiega perch l’Open funziona davvero.

4. The Three Laws of Open Data, uno stimolante articolo pubblicato sul blog della Taskforce Australiana per il Governo 2.0.

Se avete segnalazioni per i futuri numeri di Open Links, non esitate ad inviarmele.
Buona lettura e alla prossima :)

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Open data in Italy? … Yes we can

On gio, 11 marzo 2010, in E-government, Leggi vecchie e nuove, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Ieri sul sito di ForumPA stata pubblicata una mia intervista sul tema della possibilit di attuare anche in Italia la dottrina dell’Open Government (qui sotto embeddo un estratto, mentre l’intervista completa potete leggerla qui).

Da qualche tempo, infatti, si guarda con ammirazione (e un po’ di invidia) alle realt in cui questo modello stato gi applicato (non solo Stati Uniti ma anche UK, Finlandia e Nuova Zelanda); indubbi i vantaggi che l’intero sistema-Paese ne avrebbe in termini di trasparenza, efficacia dell’azione amministrativa, riduzione dei costi e impulso al sistema economico-imprenditoriale (proprio ieri ne ha scritto anche Gigi Cogo in un bel post).

Ho provato ad individuare alcuni degli ostacoli che separano l’Italia dal modello americano nel passaggio dalla Closed Administration all’Open Government; possiamo distinguerli in due tipi: organizzativo e normativo.
Organizzativo perch le Amministrazioni, tranne rare e lodevoli eccezioni, non hanno consapevolezza del proprio patrimonio informativo e, prima di ogni altra cosa, dovrebbero impegnarsi in un vero e proprio censimento e digitalizzazione dell’esistente (ho detto la mia in modo pi approfondito qui).In secondo luogo, le norme vigenti in materia di trasparenza, privacy e digitalizzazione non sembrano adeguate a sostenere questo sforzo, come ho detto nell’approfondimento pubblicato su Forumpa.
Tuttavia, la strada – per quanto tortuosa e sconnessa – pu essere percorsa seguendo una duplice linea di azione: le singole Amministrazioni virtuose possono fin da ora iniziare a pubblicare il proprio patrimonio informativo (on line e in formato aperto), lo Stato e le Regioni devono modificare delle norme vigenti in modo da facilitare loro il compito e, pi in generale, imporre a tutti gli Enti il modello dell’Open Government (sfruttando, ad esempio, il decreto di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale che sar emanato nelle prossime settimane).

Ne parleremo sicuramente a Roma, nel secondo Barcamp InnovatoriPA che si terr il 18 maggio 2010 presso la Fiera di Roma nell’ambito di ForumPA; spero di incontrarvi in tanti.