Benvenuti al secondo appuntamento con la rubrica “Open Links“, nata per segnalare notizie, idee e commenti in materia Open Data e Open Government.

Nel corso degli ultimi giorni, il tema della “liberazione dei dati” è diventato di grandissima attualità, iniziando ad uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori e, al FORUMPA 2010, è stato sicuramente uno degli argomenti più gettonati: sono sempre più le Amministrazioni e gli Enti intenzionati ad intraprendere politiche ispirate alla filosofia dell’Open Data.

1. Mi sembra doveroso iniziare dall’approfondimento dedicato all’Open Data da Nova 24 del 13 maggio, che è interamente disponibile on line a questo indirizzo: http://novareview.ilsole24ore.com/pubblica-amministrazione; si è trattato di un importante punto di partenza per le future discussioni. Consiglio a chi è interessato alla materia, di inserire nei propri bookmarks (o feeds) anche i siti degli altri amici che, oltre a me, hanno contribuito allo speciale: Gigi Cogo, Nicola Mattina, Matteo Brunati e Titti Cimmino.

2. La necessità di avviare serie politiche di Open Government anche nel nostro Paese appare ancora più evidente alla luce dei dati contenuti nel Rapporto 2010 delle Nazioni Unite sullo stato dell’e-government nel mondo (il cui testo integrale è disponibile qui). Ancora una volta, i dati relativi all’Italia non sono esaltanti (38° posto, ad una distanza siderale dai Paesi che occupano le prime posizioni); particolarmente interessante  la sezione dedicata all’Open Data model in cui sono illustrati i benefici economici che si possono ricavare dalla liberazione dei dati proprio in tempo di crisi.

3. Segnalo anche l’interessante articolo Goodbye Gordon Brown: but thanks for the data … and the campaign goes on, pubblicato sul blog di Free Your Data (iniziativa del popolare “Guardian“) in cui si dà atto che il cambio di maggioranza nel Regno Unito non significa che (come spesso accade in Italia) il progetto del vecchio Governo verrà abbandonato; al contrario, il nuovo esecutivo ha intenzione di potenziare le iniziative già in essere e di liberare sempre più dati.

4. Data.gov: Pretty Advanced for a One-Year-Old, post di Vivek Kundra sul blog dell’Open Initiative in cui si fa il punto sullo stato del progetto ad un anno dall’avvio e si comincia a parlare di una “fase 2″, lanciando una vera e propria consultazione via twitter.

Per finire, vi segnalo questo video di Tim Berners Lee, registrato in occasione dell’ultimo TEDUniversity 2010 (e sottotitolato anche in italiano), in cui ad un anno dall’ormai noto “raw data now“, vengono mostrati un po’ degli interessanti risultati che possono nascere una volta che i dati vengono pubblicati e messi in relazione tra loro.

Di questo e della “via italiana all’Open Gov” io e l’amico Gigi Cogo parleremo lunedì 24 maggio, alle ore 16.30, su Radio24 nel corso della trasmissione Novalab ospiti di Luca Tremolada.

Buon ascolto e alla prossima :)

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Su Nova24 che trovate in edicola oggi (13 maggio 2010) è ospitato un interessante approfondimento sul tema dell’Open Government, che – con approccio pragmatico – tenta di spiegare perché questo nuovo modello di attività amministrativa funziona e può produrre vantaggi per cittadini, imprese e per lo stesso settore pubblico.

Nova24 n. 223

La storia di copertina è firmata dall’ottimo Gigi Cogo e il paginone centrale è dedicato all’illustrazione di alcuni casi ed applicazioni di successo e contiene un mio contributo per la parte normativa, uno di Nicola Mattina per quella relativa alla Partecipazione e uno di Matteo Brunati e Titti Cimmino per il Web Semantico.
Segnalo anche un articolo di Luca Tremolada in cui sono contenute alcune mie considerazioni sui nodi da sciogliere per una via italiana all’Open Data.

Buona lettura e…. ne riparliamo il 19 maggio al Barcamp INNOVATORIPA!

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Nel corso degli ultimi mesi mi sono occupato molto di “Open Government“, e cioè di quel nuovo modello di Amministrazione (fortemente voluto dal Presidente Obama e che si sta rapidamente diffondendo in molti altri Paesi) in base al quale, secondo la definizione datane dall’amico Gigi Cogo, gli Enti “devono essere aperti e disponibili per favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’ operato“.

Open data stickers

In particolare, ho provato ad affrontare le problematiche giuridiche legate all’adozione del modello Open nel nostro Paese (qui è pubblicata una mia intervista sulla “via italiana all’Open Data” e del tema parlerò anche a FORUMPA nell’interessante convegno “Innovation without permission. Prospettive e sfide del government 2.0“); non è un mistero, infatti, che l’Italia sia una delle poche Nazioni occidentali in cui la filosofia Open non ha ancora fatto breccia e i profili normativi (copyright, privacy e trasparenza) rischiano di diventare un serio ostacolo per l’attuazione pratica di queste nuove politiche.
Si tratta di una chiusura culturale, prima ancora che organizzativa e normativa; non è un caso, ad esempio, che la voce “Open Government” di Wikipedia non sia tradotta in italiano e che non esista nessun sito nostrano in cui si discuta con sistematicità di queste tematiche.

Per questo motivo, ho deciso di iniziare una nuova rubrica di questo blog, chiamata “Open Links“, in cui raccogliere e segnalare notizie, idee e commenti in materia, in modo da contribuire ad avviare una riflessione.

1. Mi sembra doveroso iniziare con la segnalazione dei siti delle Amministrazioni che hanno già intrapreso azioni concrete, in modo che tutti possano comprendere che non si tratta di pura teoria o di utopie irrealizzabili. Partiamo dagli esempi degli USA (www.data.gov), del Regno Unito (www.data.co.uk) e della Nuova Zelanda (www.data.govt.nz).

2. The Privacy Imperative di Jeff Jonas, post interessante sulle implicazioni in materia di privacy.

3. Case study: how open data saved canada $3.2 billion, analisi di un’interessantissima esperienza Canadese che spiega perchè l’Open funziona davvero.

4. The Three Laws of Open Data, uno stimolante articolo pubblicato sul blog della Taskforce Australiana per il Governo 2.0.

Se avete segnalazioni per i futuri numeri di Open Links, non esitate ad inviarmele.
Buona lettura e alla prossima :)

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Ieri sul sito di ForumPA è stata pubblicata una mia intervista sul tema della possibilità di attuare anche in Italia la dottrina dell’Open Government (qui sotto embeddo un estratto, mentre l’intervista completa potete leggerla qui).

Da qualche tempo, infatti, si guarda con ammirazione (e un po’ di invidia) alle realtà in cui questo modello è stato già applicato (non solo Stati Uniti ma anche UK, Finlandia e Nuova Zelanda); indubbi i vantaggi che l’intero sistema-Paese ne avrebbe in termini di trasparenza, efficacia dell’azione amministrativa, riduzione dei costi e impulso al sistema economico-imprenditoriale (proprio ieri ne ha scritto anche Gigi Cogo in un bel post).

Ho provato ad individuare alcuni degli ostacoli che separano l’Italia dal modello americano nel passaggio dalla Closed Administration all’Open Government; possiamo distinguerli in due tipi: organizzativo e normativo.
Organizzativo perché le Amministrazioni, tranne rare e lodevoli eccezioni, non hanno consapevolezza del proprio patrimonio informativo e, prima di ogni altra cosa, dovrebbero impegnarsi in un vero e proprio censimento e digitalizzazione dell’esistente (ho detto la mia in modo più approfondito qui). In secondo luogo, le norme vigenti in materia di trasparenza, privacy e digitalizzazione non sembrano adeguate a sostenere questo sforzo, come ho detto nell’approfondimento pubblicato su Forumpa.
Tuttavia, la strada – per quanto tortuosa e sconnessa – può essere percorsa seguendo una duplice linea di azione: le singole Amministrazioni virtuose possono fin da ora iniziare a pubblicare il proprio patrimonio informativo (on line e in formato aperto), lo Stato e le Regioni devono modificare delle norme vigenti in modo da facilitare loro il compito e, più in generale, imporre a tutti gli Enti il modello dell’Open Government (sfruttando, ad esempio, il decreto di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale che sarà emanato nelle prossime settimane).

Ne parleremo sicuramente a Roma, nel secondo Barcamp InnovatoriPA che si terrà il 18 maggio 2010 presso la Fiera di Roma nell’ambito di ForumPA; spero di incontrarvi in tanti.

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Diritto 2.0 e' curato da Ernesto Belisario, avvocato ed esperto in diritto delle nuove tecnologie.