Periodo intenso per il Governo Monti: ad una settimana dal decreto legge “Cresci Italia” oggi il Consiglio dei Ministri licenzia il c.d. decreto  semplificazione.

Tra le diverse misure all’esame del Governo, secondo la bozza che – come prassi – ormai filtra dagli ambienti governativi, vi sono alcune misure in materia di innovazione: tra le altre, costituzione di una “cabina di regia” sull’agenda digitale e rilascio dei certificati on line.

Confesso che, avendo nutrito molte speranze nell’esecutivo guidato dal prof. Monti,  rimango molto deluso da queste indiscrezioni; spero di sbagliarmi, ma mi sembra che si stiano ripetendo gli stessi errori in cui sono caduti tutti i precedenti Governi.

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Mario Monti

INNOVATORI JAM 2011: perché (e come) partecipare?

On lun, 12 settembre 2011, in E-government, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Mancano poche ore all’inizio di INNOVATORI JAM 2011, l’iniziativa organizzata dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione che si svolgerà in Rete (all’indirizzo www.innovatorijam.it, hashtag: #ij11) dalle ore 8,00 del 13 settembre alle 24 del 14 settembre 2011.

Come chiarito da Roberta Milano, si tratta di un evento a cui si può partecipare esclusivamente on line, intervenendo nelle discussioni articolate in 10 forum tematici (io sarò particolarmente impegnato in quello sul Codice dell’Amministrazione Digitale) in un lasso di tempo limitato: solo 40 ore.

Partecipare è semplice: è sufficiente registrarsi, prendere confidenza con la piattaforma (ci vogliono pochi minuti) e poi contribuire alla discussione con le vostre idee, proposte domande (non siate timidi!).

Qualcuno potrà chiedermi “perché dovrei sottrarre tempo al mio lavoro (o tempo libero) per partecipare a questa iniziativa?“; la risposta è sin troppo semplice: Innovatori Jam è un’occasione rara per tutti coloro che hanno a cuore l’innovazione in questo Paese.

Si dice che gli innovatori sono isolati: su Innovatori Jam ce ne saranno migliaia, pronti a discutere, a confrontarsi e a fare sistema.

Spesso ci lamentiamo del fatto che gli innovatori non sono ascoltati: i promotori di Jam (l’Agenzia per l’Innovazione) si sono impegnati a raccogliere gli spunti che saranno segnalati dagli utenti per scrivere l’Agenda digitale di questo Paese.

Di solito, le strategie sull’innovazione sono calate dall’alto: al contrario, con Innovatori Jam si fa ricorso al crowdsourcing recependo la dottrina dell’Open Government.

Naturalmente la partecipazione richiede più impegno rispetto alla sterile critica distruttiva e, ovviamente, non c’è nessuna garanzia che la sfida sarà vinta; del resto, come diceva Diderot,”è facile criticare giustamente, ma è difficile eseguire anche mediocremente“.

E voi cosa fate? Restate a guardare?
Io vi aspetto su JAM :-)

Basta poco, che ce vo’?

On dom, 30 maggio 2010, in Blogging, E-government, Open Links, by Ernesto Belisario

I lettori di questo blog se ne saranno accorti, in queste ultime settimane mi sto occupando molto delle tematiche legate all’Open Government. Il mio interesse per gli aspetti giuridici ed organizzativi non è solo quello dello studioso che vuole esaminare un modello e approfondirne i punti di forza e di debolezza, ma quello di chi vuole provare a comprendere quali sono gli ostacoli che stanno impedendo che negli atti dell’e-government nostrano non si parli ancora di Open Data in modo convinto e sistematico.

Negli ultimi tempi mi sono confrontato con molte Amministrazioni: alcune non capiscono immediatamente l’importanza e la portata rivoluzionaria di politiche di tipo Open, altre (come spesso accade in Italia) prendono tempo: tempo per studiare, tempo per mettere a punto piani e strategie. Tutto diventa dannatamente complicato.

E’ per questo che guardo sempre con un po’ di invidia a quei Paesi in cui le innovazioni sono fatte in modo rapido e semplice, quasi naturale.

Due esempi recenti.
Il primo: venerdì scorso il nuovo Primo Ministro inglese, David Cameron, con un post sul proprio sito istituzionale ha inaugurato un proprio podcast in cui ha annunciato un piano per la trasparenza, sostenendo cose talmente ovvie da sembrare rivoluzionarie:

“Se c’è una cosa che ho notato da quando faccio questo lavoro, è che tutte le informazioni sul governo, sui soldi che spende, su come li spende, sui suoi risultati, sono conoscibili solo da Ministri e funzionari governativi.
Penso che questo sia ridicolo. E’ il vostro denaro, il vostro governo, dovreste sapere cosa sta succedendo. Per questo andremo a squarciare quel velo di segretezza che avvolge queste informazioni e daremo la massima trasparenza possibile. Rendendo pubbliche queste informazioni, sarete in grado di chiedere conto al Governo per le sue scelte”.

Il podcast di David Cameron è illuminante non solo per i contenuti (che determineranno un’ enfasi ancora maggiore sui temi dell’Open Data), ma anche per la forma: un semplice file audio, senza nessun editing, registrato sul treno che riportava il Primo Ministro a Londra dopo un viaggio nello Yorkshire. Le innovazioni si fanno anche così, senza mega-progetti faraonici, con un banale file .mp3.

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Il secondo caso che mi ha colpito è rappresentato dal sito che è stato allestito a seguito della catastrofe ecologica verificatasi nel Golfo del Messico di cui tanto si sta parlando nelle ultime ore. II sito, raggiungibile all’indirizzo www.deepwaterhorizonresponse.com, non solo contiene informazioni aggiornate sull’emergenza, ma ha un’apposita sezione dedicata ai suggerimenti che possono arrivare da chiunque creda di avere una soluzione per risolvere questo gravissimo problema. Avete capito bene, chiunque (attraverso questo semplice form) può indicare un possibile rimedio che sarà esaminato dalle Autorità competenti e dalla British Petroleum; finora sono arrivate circa 8.000 proposte.
Si tratta, a mio avviso, di una dimostrazione molto importante dei benefici che si possono avere se i cittadini si considerano come risorsa e non come sudditi.

Anche in Italia, le nuove tecnologie potrebbero essere utilizzate da subito, in modo semplice e veloce, per assicurare trasparenza e coinvolgere i cittadini nel processo decisionale. Come? Parliamo, ad esempio, della c.d. “manovra economica” che è stata approvata negli scorsi giorni dal Governo.
Tutti ne parlano, giornali e telegiornali dedicano a questa notizia i titoli di apertura, ma se andate sul sito del Governo non trovate più di uno scarno comunicato stampa o la conferenza stampa del Presidente Berlusconi e del Ministro Tremonti. Per trovare il testo del provvedimento bisogna andare sui siti di alcuni quotidiani (il Corriere della Sera lo ha pubblicato qui, in formato .pdf). Ebbene, la domanda nasce spontanea: perchè non rendere disponibile il provvedimento (anche in testo provvisorio) direttamente sui siti istituzionali? Credo che la trasparenza nella genesi di un provvedimento così importante per lo Stato e per i cittadini sia assolutamente doverosa.
E poi, perchè non indire una consultazione pubblica relativa alle misure da adottare per uscire dalla crisi? Sono sicuro che arriverebbero molte segnalazioni interessanti e meritevoli di essere accolte.

Essere trasperenti e aperti alla partecipazione, con le nuove tecnologie, è facilissimo.

Basta poco, che ce vo’? :)

Lo scorso 19 maggio ho partecipato alla seconda edizione del Barcamp della rete InnovatoriPA; si è trattato di un evento riuscitissimo: non solo ci sono stati tanti partecipanti e moltissime relazioni interessanti (qui trovate il video di tutti gli interventi e qui alcune delle slides) ma si respirava un’atmosfera nuova, non più rassegnata e pessimista. La sensazione è che i tempi siano maturi per iniziare un percorso di cambiamento non più rinviabile, anche indipendentemente da nuovi interventi normativi in materia; non è un caso che si sia parlato molto di “innovation without permission” (ne hanno scritto già Nicola Mattina e Vito Colangelo).

Nel mio breve intervento (qui sotto trovate le slides con l’audio registrato al Barcamp) ho parlato di quelli che – a mio modesto avviso – devono essere i “dieci comandamenti” che ogni Amministrazione deve seguire per essere realmente digitale ed intraprendere, seriamente, la strada verso l’innovazione.
Voi cosa ne pensate? Qual é il più importante?

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