L’autunno, si sa, stagione di convegni e seminari; nelle prossime settimane saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia (e non solo) in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.
Il 22 settembre parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Benevento che si terr a Benevento, alle ore 15.30, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II del Seminario Arcivescovile (la partecipazione all’evento che d diritto a 3 crediti formativi) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.
Se siete a Benevento e i temi vi interessano, non mancate!
La primavera inoltrata, si sa, stagione di convegni e seminari; nei prossimi giorni saranno tanti gli appuntamenti in giro per l’Italia in cui parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog.
Il 4 giugno parteciper ad un interessante Convegno su Il Processo Telematico: nuovi scenari organizzato da Giuffr Formazione e dall’Ordine degli Avvocati di Messina che si terr a Messina, alle ore 15.00, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello (qui possibile scaricare la brochure e consultare il programma dellevento che d diritto a 3 crediti formativi di deontologia forense) per capire come cambiata e come ancora deve cambiare la giustizia grazie allintroduzione delle nuove tecnologie.
Se siete a Messina e i temi vi interessano, non mancate!
Su Nova24 di gioved 3 marzo 2010 stato pubblicato un interessante approfondimento di Alessandro Longo sullo stato dell’arte del processo telematico nel nostro Paese dal quale emerge, grazie a dati e pareri (tra cui quello di chi scrive), il fallimento delle politiche fin qui poste in essere.
Di processo telematico si parla da anni in incontri, conferenze stampa e – persino – in provvedimenti normativi (il regolamento sul Processo Civile Telematico fu emanato con il D.P.R. n. 123 del lontano 13 febbraio 2001) ma, a dispetto dei roboanti annunci (e dei cospicui investimenti), il nostro sistema-giustizia ancora saldamente legato al cartaceo.
Come spesso accade in Italia il problema non fare le leggi, ma farle applicare; per non parlare del fatto che mancano seri meccanismi di monitoraggio dell’efficacia delle politiche perseguite.
Troppo grande, forse, lo iato tra la realt di “anarchia organizzata“ degli Uffici e i favolosi obiettivi di una giustizia dematerializzata. Con l’ovvia conseguenza che, in considerazione del rapido evolversi delle tecnologie, le norme diventano obsolete senza essere mai state davvero applicate.
Su tutto il territorio nazionale, quindi, il processo telematico una chimera. Discorso a parte merita il foro di Milano dove gi da tempo sono divenute telematiche parte delle notifiche e alcuni procedimenti (in particolare quelli per ingiunzione); per quanto il risultato di queste sperimentazioni possa essere positivo, nel 2010 le sedi-campione e i progetti-pilota non possono certamente bastare.
In questo momento l’unica cosa che funziona davvero il c.d. PolisWeb cio un sistema che consente all’avvocato di consultare, previa autenticazione, lo stato dei procedimenti in cui parte dinanzi a tutti i Tribunali, le Corti di Appello e la Corte di Cassazione.
Comodo, si, ma – ad oggi – non esiste ancora il fascicolo telematico, n possibile notificare atti e provvedimenti a mezzo posta elettronica (n certificata, n semplice).
Le cose dovrebbero cambiare dopo la conversione in legge del Decreto Legge n. 193/2009 (avvenuta con la Legge n. 24/2010) ma, come la storia recente ci insegna, il rischio che, anche questa volta, l’innovazione rimanga sulla carta.
E comunque, anche se venissero completamente attuate, le regole del 2001 non potrebbero mai consentire di sfruttare appieno le tecnologie del 2010. Sarebbe opportuno, quindi, azzerare tutto e pensare ad un processo davvero digitale.
Dieci anni fa l’idea del processo digitale era probabilmente risibile. Ora, se le nuove riforme entreranno davvero a regime, tutti gli atti potranno essere notificati e depositati attraverso l’uso di un browser e della posta elettronica (certificata). E poi, le riforme al codice di procedura civile hanno gi introdotto la possibilit di utilizzare la testimonianza scritta; perch non prevedere la possibilit per avvocati e testi di comparire davanti al giudice in modalit digitale (ad esempio in videoconferenza tramite skype)?
L’idea non del tutto assurda e consentirebbe notevoli risparmi di denaro. Gli avvocati non avrebbero bisogno di spostarsi da e verso i Tribunali, risparmiando tempo e soldi (e ci farebbe risparmiare anche i clienti) e riducendo le emissioni di gas serra. I giudici potrebbero tenere le udienze dai loro Uffici, con l’ovvia riduzione di spese dell’Amministrazione (personale, sicurezza, bollette); il risparmio dei costi del sistema potrebbe portare ad una riduzione del contributo unificato (la tassa che il cittadino paga sulla giustizia) e, quindi, consentire a pi persone l’accesso al sistema giudiziario.
Mi rendo perfettamente conto che questo condurrebbe ad un ripensamento dell’intera attivit processuale (e forense) e porrebbe alcune criticit. Bisognerebbe, ad esempio, pensare a strumenti per garantire ancora la pubblicit delle udienze (ad esempio creando delle stanze reali e virtuali in cui gli interessati possano scegliere di assistere all’udienza che vogliono); per non parlare del fatto che, per un avvocato, parlare davanti ad una webcam non la stessa cosa che parlare in un’aula in cui ci sono Magistrato, controparti e pubblico.I vantaggi che deriverebbero sono indubbi e vale quindi la pena di affrontare i problemi; credo sia il momento di cominciare a cambiare.
Che ne dite: chiedo troppo? Le automobili volanti arriveranno prima del processo digitale?








