Mi scuso con i lettori di questo blog per la “latitanza”, conseguenza di un periodo molto intenso, pieno di novità e progetti interessanti che vi presenterò molto presto.

Nel frattempo, spero di fare cosa gradita segnalandovi alcuni appuntamenti che mi vedranno impegnato in un personalissimo “giro d’Italia” per parlare di alcuni dei temi a me più cari; mi auguro che possa essere l’occasione per incontrare molti di voi e confrontarci sugli argomenti che ci stanno a cuore.

Venerdì 18 Marzo, RomaVI Congresso giuridico per l’aggiornamento forense
Nel pomeriggio sarò relatore nella tavola rotonda “I giovani e l’avvocatura” e parlerò dell’uso delle nuove tecnologie nella professione forense.

Martedì 22 marzo, PerugiaLinee guida per la gestione dei siti web della PA: cosa cambia con la Direttiva Brunetta
Avrò il piacere di avviare un corso sui siti web degli Enti organizzato dalla Scuola di Amministrazione Pubblica dell’Umbria (le cui successive lezioni saranno tenute dagli amici Gigi Cogo e Roberto Scano) parlando delle norme sui siti Web della Pubblica Amministrazione.

Mercoledì 23 marzo, SienaCompu-Tec 2011
Parteciperò al ciclo di seminari formativi di comunicazione pubblica e tecnologie organizzato dall’Università di Siena, parlando (insieme a Gigi Cogo) di “Cittadinanza digitale e Open Government“.

Giovedì 24 marzo, BolognaPosta Elettronica Certificata per Pubbliche Amministrazioni
Sarò relatore al Convegno organizzato per Maggioli Editore in cui – insieme agli autorevoli colleghi Guido Scorza, Carmelo Giurdanella, Elio Guarnaccia e Stefano Laguardia – parleremo di come le Amministrazioni devono utilizzare la Posta Elettronica Certificata nei procedimenti amministrativi e nei rapporti con cittadini e imprese.

Venerdì 25 marzo, InternetNuovo CAD e trasparenza
Chiuderò in bellezza la settimana partecipando all’interessantissimo Webinar organizzato da ForumPA in cui si parlerà dei recenti interventi normativi di modifica del Codice dell’Amministrazione Digitale e di cosa significano nell’evoluzione del concetto di trasparenza, cercando di capire se – almeno a livello legislativo – siamo pronti per l’Open Data.

Come vedete le occasioni non mancano… spero di incontrarvi in tanti :-)

1700 Map of Italy by De L'isle

Nella speranza di fare cosa gradita ai lettori di questo blog, segnalo il Convegno organizzato da Maggioli Editore sul tema “I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DOPO LE LINEE GUIDA BRUNETTA- Norme, obblighi e sanzioni, tecnologie e modelli organizzativi” che si terrà a Bologna il 14 dicembre 2010 presso l’Hotel Europa; si tratta di un’iniziativa a cui tengo molto e che mi vedrà impegnato come relatore insieme agli amici Gigi Cogo, Claudio Forghieri e Roberto Scano.

Nel corso degli ultimi anni, i siti Web delle PA hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale front office di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei Website del settore pubblico; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare questo strumento in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi on line a cittadini e imprese.

Per questo è nata l’idea del Convegno che si rivolge a tutte le figure professionali che, con diverse funzioni e competenze, intervengono nella gestione di un sito Web: responsabili della comunicazione, responsabili degli uffici stampa, URP, redazioni Web, responsabili organizzativi, informatici e, in generale, a tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche della comunicazione on line (il programma completo lo trovate qui); l’obietttivo è quello di offrire ai partecipanti gli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti on line a partire dalle indicazioni contenute nelle Linee Guida.

Disclaimer: la partecipazione all’evento non è gratuita; gli interessati possono consultare il programma ed iscriversi cliccando qui.

Nel corso degli ultimi anni, i siti Web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale front office di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei website pubblici; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare questo mezzo in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi on line a cittadini e imprese.

Per questo motivo, riveste grande importanza la notizia che il 26 luglio scorso sono state pubblicate sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione le “Linee guida per i siti web delle PA“. Il documento, previsto dall’art.4 della Direttiva n. 8/2009 del Ministro Brunetta e redatto da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di Formez PA), ha l’obiettivo di suggerire alle Pubbliche Amministrazioni criteri e strumenti per razionalizzre i contenuti on line, ridurre i siti web pubblici obsoleti e migliorare quelli attivi.

Le Linee Guida, prima di essere pubblicate, sono state oggetto di una consultazione pubblica (a dire il vero, poco partecipata) della durata di due mesi, condotta attraverso un forum di discussione dedicato sul sito del Ministero.

Linee Guida siti web PA

Ad una lettura attenta, non sfuggirà che il documento è privo di un contenuto innovativo, avendo la funzione di fornire alle Amministrazioni una guida agli obblighi normativi da tempo vigenti; ciononostante, le Linee Guida rappresentano uno strumento utile sia per gli Enti (nel percorso di adeguamento tecnico-normativo al fine di evitare responsabilità e contenzioso) sia per i cittadini (nella creazione della consapevolezza dei loro diritti digitali).

Ho provato a ricostruire le norme relative ai siti web delle PA in un articolo pubblicato dalla rivista E-Gov di Maggioli (che ospita altri interessantissimi contributi sulla materia: uno sulla funzione dei siti istituzionali e l’altro sulla nuova figura del responsabile della pubblicazione); in questa sede ci tengo a sottolineare come l’iniziativa del Ministero rappresenti l’occasione per ripensare, finalmente, tutta l’architettura dei siti pubblici, tralasciando improvvisazioni e facili appalti affidati all’esterno, secondo comodi cliché, con siti dai contenuti inutili e sempre uguali.

Non è mai troppo tardi…

On mar, 1 giugno 2010, in E-government, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Mentre in tutto il mondo si parla di “Open Data“, e cioè di rendere disponibili on line- gratuitamente e senza restrizione alcuna – tutti i dati pubblici, qualche giorno fa facevo notare come nel nostro Paese si fatichi ad utilizzare il Web come strumento di trasparenza e citavo come esempio il caso della c.d. “manovra economica”.

Mi chiedevo in particolare perchè, nel 2010, il testo dei provvedimenti normativi non possa essere liberamente consultabile da tutti sui siti istutuzionali, ma sia necessario attendere le tradizionali forme di pubblicazione, proprie di quella che il Prof. Renato Borruso ha definito la “civiltà del borgo“.

Finamente, soltanto dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta ieri), il testo del provvedimento è stato reso disponibile sul sito governo.it in formato “.pdf”.

La scelta è stata quella di inserire un file molto pesante: ben 14,4 MB (fantastica l’ironica osservazione dell’amico Mario Sabatino che ha calcolato un rapporto 1,72 miliardi/MB).

Come era prevedibile, ci sono stati molti accessi e – viste le dimensioni del file – in tanti non sono riusciti a leggere il testo del decreto.

Le richieste devono essere state talmente tante che sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri è apparso questo messaggio:

Ci scusiamo con i nostri lettori che oggi non hanno potuto scaricare il testo della manovra finanziaria a causa degli straordinari accessi alla rete internet.
Al più presto sarà disponibile una nuova versione del testo, con tutti i requisiti di accessibilità.

Il file è troppo "pesante"

Naturalmente, plaudo alla scelta di pubblicare il provvedimento sul sito istituzionale (mi auguro che avvenga anche per tutti gli atti futuri) e al riconoscimento dell’errore fatto in relazione alle modalità di pubblicazione (che non rispettano le norme in materia di siti Web delle Pubbliche Amministrazioni).

Tuttavia ci tengo a far notare che gli accessi non sono affatto “straordinari“: moltissimi italiani sono sul Web e lo usano per reperire informazioni; questo significa che più i siti istituzionali sono ricchi di dati e di servizi e più saranno frequentati.

Alla faccia di chi crede che non siamo un Paese pronto per l’Open Government.

Nella speranza di fare cosa gradita ai lettori di questo blog, segnalo il Seminario organizzato dal Consorzio Nuova PA sul tema “Siti Web della PA: linee guida e modelli operativi” che si terrà a Roma l’8 e 9 giugno 2010 presso il Centro Congressi Cavour; si tratta di un’iniziativa a cui tengo molto e che mi vedrà impegnato come docente insieme all’amico Gigi Cogo.

Nel corso degli ultimi anni, i siti Web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale front office di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei website pubblici; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare questo strumento in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi on line a cittadini e imprese.

Per questo è nata l’idea del Corso che si svolgerà su due giornate in modo da consentire un’integrazione tra inquadramento concettuale e prospettiva operativa. Nella prima giornata la trattazione si concentrerà sulle Linee Guida per i siti internet della PA (quali contenuti e come gestirli on line) che saranno analizzate con taglio pratico al fine di agevolare il processo di adeguamento da parte delle Amministrazioni; nella seconda parte della giornata sarà affrontato il tema dell’accessibilità e dell’ergonomia della comunicazione web.

La seconda giornata sarà invece dedicata alle nuove frontiere della comunicazione on line: dalla strumentazione 2.0 (quali strumenti e come orientarsi) all’integrazione nel sito di sistemi di knowledge management e intranet per concludersi con una riflessione sulla gestione della privacy e dei contenuti obbligatori nel quadro delle normative vigenti.

Disclaimer: la partecipazione all’evento non è gratuita; gli interessati possono consultare il programma ed iscriversi cliccando qui.

Ci sono voluti quasi tre mesi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Come molti di voi ricorderanno, alla fine del mese di novembre 2009, Roberta Milano segnalò la notizia che l’ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo vietava i link al proprio sito, se non preventivamente autorizzati.
La segnalazione fece ben presto il giro della Rete e venne ripresa da molti blog, questo compreso. Il divieto di link, infatti, non solo era irragionevole ed illogico, ma contrario alle norme vigenti.

Tuttavia, non mi limitai a scriverci un post, ma da cittadino segnalai questa ed altre clausole dei termini d’uso del sito ENIT su Accessibile, il portale governativo dell’Osservatorio per le accessibilità dei servizi della Pubblica Amministrazione.

Ebbene, con piacere vi comunico che – a seguito di quella segnalazione – l’ENIT ha cambiato le condizioni d’uso del sito, eliminando il divieto di link e recependo le altre indicazioni (in particolare quella relativa all’abrogazione della Legge n. 675/1996).

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I nuovi termini d’uso del sito ENIT

Sia chiaro: non ho mai pensato che l’ENIT avrebbe adito le vie legali per un link non autorizzato, ma ritengo si tratti di un bel segnale.
Significa che Accessibile funziona e che, quindi, abbiamo uno strumento che possiamo usare per essere davvero cittadini (e non sudditi) digitali.
Finora, infatti, le Amministrazioni non hanno spontaneamente adempiuto a tutti gli obblighi imposti dal Codice dell’Amministrazione Digitale; sicuramente colpa di uffici disorganizzati e della mancanza di sanzioni per gli Enti che non provvedano, ma anche di cittadini non consapevoli dei propri diritti e che, quindi, non si attivano per farli rispettare.

La buona notizia è questa: sarà lunga e tortuosa, ma – proprio grazie alle leggi – l’Amministrazione Digitale possiamo contribuire a costruirla anche noi, cittadini digitali. Basta pretendere che ci vengano riconosciuti i nostri diritti.

Grazie a Roberta Milano ho appreso la notizia del fatto che l’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo vieterebbe i link al proprio sito.

Tra il curioso e l’incredulo sono andato a leggere il contenuto delle condizioni d’uso del sito ENIT (che potete raggiungere cliccando su questo link) che prevedono testualmente

“E’ fatto divieto di operare collegamenti stabili a questo sito (cioè effettuare un link) senza previa, formale autorizzazione dell’ENIT.L’ENIT si riserva di perseguire ogni abuso al riguardo”

ENIT

La home page del sito ENIT

Chi si occupa di diritto delle nuove tecnologie ricorderà sicuramente che il dibattito relativo alla liceità del linking ha già occupato studiosi e giudici.
Da più parti si è notato che la struttura stessa di Internet e la sua capacità espansiva si basa proprio sul concetto di link; di norma, chi crea un sito Web vuole che sia visitato dal maggior numero di persone possibile e, quindi, deve poter essere raggiunto da parte di più pagine possibile. Per questo motivo molti hanno sostenuto che chi pubblica contenuti su Internet, acconsente implicitamente a che altri linkino le proprie pagine.
Oltretutto, negare questo consenso generale impedirebbe la stessa esistenza dei motori di ricerca. È dunque possibile affermare che, in linea di principio, il link è lecito. Vi sono, tuttavia, casi un cui un link può costituire illecito; ciò accade con riferimento a collegamenti a contenuti protetti dal diritto d’autore oppure quando il link costituisce concorrenza sleale o ha lo scopo di denigrare il personaggio linkato.
Ovviamente, non può escludersi che il responsabile di un sito sia in generale contrario alla pubblicazione di un link al proprio sito su pagine altrui senza il suo consenso. In questo caso, la volontà contraria deve essere esplicitamente manifestata (ad esempio, proprio per mezzo di un “disclaimer”). Naturalmente, nessun disclaimer potrebbe comunque vietare il diritto di citare una pagina Web per fini diversi da quelli di lucro, pena un eccessiva ed intollerabile compressione della libertà di manifestazione del pensiero garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione.

Nel caso dell’ENIT, però, il problema giuridico è un altro. L’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo è, ai sensi della Legge n. 80/2005 e dell’art. 2, comma 1, DPR n. 207/2006, un ente pubblico non economico, cioè, una Pubblica Amministrazione centrale.
La natura giuridica dell’ENIT comporta che l’Ente è tenuto ad applicare tutte le norme in materia di informatizzazione dell’Amministrazione e, in particolare, il Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005). Ebbene – a prescindere da ogni considerazione sulla sua opportunità ed efficacia – il divieto di link del sito ENIT è nullo per contrasto con i principi e le disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale.

In primo luogo non bisogna mai dimenticare che i siti delle Pubbliche Amministrazioni sono realizzati con soldi pubblici e le informazioni ivi contenute sono, del pari, acquisite e formate con risorse pubbliche; di conseguenza, il nostro legislatore ha previsto che tutti i dati pubblici debbano essere accessibili da chiunque (in modalità digitale) senza restrizioni che non siano riconducibili a esplicite norme di legge.
Con riferimento ai siti Web delle Amministrazioni, poi, l’art. 53, comma 1, del Codice prevede espressamente che

“le pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i princìpi di accessibilità, nonché di elevata usabilità e reperibilità, anche da parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilità, semplicità dì consultazione, qualità, omogeneità ed interoperabilità”.

A mio parere, il requisito dell’elevata reperibilità esclude già di per se stesso il divieto di link a un sito pubblico anche in considerazione del fatto che i siti istituzionali devono essere caratterizzati dalla massima trasparenza. Basti pensare, ad esempio, che il successivo art. 54 del Codice elenca anche il contenuto minimo di informazioni che un sito pubblico deve contenere e che, tra le altre, comprende:

1) l’organigramma, l’articolazione degli uffici, le attribuzioni e l’organizzazione di ciascun ufficio con i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici;
2) l’elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale, il termine per la conclusione di ciascun procedimento ed ogni altro termine procedimentale;
3) l’elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive, specificando anche se si tratta di una casella di posta elettronica certificata; l’Ente deve avere, poi, almeno una casella PEC che deve essere indicata in home page;
4) l’elenco di tutti i bandi di gara e di concorso;
5) l’elenco dei servizi forniti in rete già disponibili e dei servizi di futura attivazione, indicando i tempi previsti per l’attivazione medesima;
6) il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico.

Una Pubblica Amministrazione, quindi, è giuridicamente tenuta a pubblicare sul proprio sito un importante mole di informazioni e a gestire tutto quanto pubblicato sul Web (a spese della collettività) con la massima accessibilità.

Per questi motivi, da cittadino, ho segnalato il sito dell’ENIT su Accessibile, il portale governativo dell’Osservatorio per l’accessibilità dei servizi delle PA.
Oltre al divieto di link ho segnalato un’altra clausola che mi ha lasciato perplesso: nell’informativa sulla privacy viene ancora citata la Legge n. 675/1996 che, come noto, è stata da anni abrogata dal D.Lgs. n. 196/2003; probabilmente solo una svista del pur zelante estensore delle condizioni di servizio.

La mia segnalazione su Accessibile è pubblica (potrete consultarla cliccando qui); vi terrò aggiornati sugli esiti e sui futuri mutamenti delle condizioni di utilizzo del sito dell’Agenzia Nazionale del Turismo.

Voi, nel frattempo, linkate tranquilli :)