L’accesso ai social networks è un diritto?

On dom, 6 novembre 2011, in Segnalazioni, Social Networks, by Ernesto Belisario

Il diritto, si sa, arriva spesso con ritardo rispetto all’evoluzione dei bisogni e della sensibilità di una collettività. E così può accadere che mentre la Banda Larga è ancora un miraggio e gli esperti dibattono sull’opportunità di inserire l’accesso al Web come diritto fondamentale, la società sia già oltre.

E’ quanto emerge dai dati del Connected World Technology Report pubblicato da Cisco dal quale si evince che circa un terzo dei giovani lavoratori (tra i 21 e i 29 anni) intervistati ritiene proprio diritto accedere ai social networks come Facebook e Twitter sul lavoro.

Tra i dati segnalati nel rapporto, mi hanno colpito i seguenti:
- l’80% dei giovani professionisti vuole scegliere i device usati per lavoro;
- il 71% degli intervistati vuole utilizzare i dispositivi aziendali anche nel tempo libero;
- il 56% dei giovani lavoratori non avrebbe accettato un lavoro da una società che vieta i social networks (o avrebbe cercato di aggirare la policy);
- il 66% degli intervistati dichiara che durante un colloquio di lavoro si informa delle politiche aziendali in materia di social networks (oltre che sullo stipendio).

Credo che siano dati importanti di cui legislatore e datori di lavori pubblici e privati dovrebbero tenere conto per evitare di perdere le risorse migliori (in quante Amministrazioni i siti di social networking sono inaccessibili?).
Non credete?

Toglietemi tutto, ma non il mio Twitter!

On mar, 16 agosto 2011, in Social Networks, by Ernesto Belisario

Immagino che molti di quelli che tra voi hanno un account su Twitter seguano almeno un giornalista, uno di quelli che guardano in tv o i cui editoriali apprezzano quando leggono il quotidiano. Ma cosa succede se lasciano la loro testata per un’altra? O se cambiano network? Di chi sono i loro “followers” (cioè noi)?

A queste ed altre domande ho provato a rispondere in un’interessante intervista che mi ha fatto Domitilla Ferrari che vi segnalo con piacere (la trovate sul blog di Domitilla a questo indirizzo: http://www.domitillaferrari.com/semerssuaq/lezioni-di-twitter-3/).

Buona lettura :-)

Twitter escultura de arena

LinkedIn (in italiano) per avvocati

On dom, 25 aprile 2010, in Blogging, Segnalazioni, by Ernesto Belisario

Come molti sanno, nei giorni scorsi LinkedIn – il più grande social network di professionisti al mondo con oltre 65 milioni di iscritti – ha annunciato la disponibilità della versione italiana della community.

Si tratta di una notizia importante in quanto – come insegna già il caso di Facebook – esiste una ritrosia (meglio, una difficoltà) tutta italiana ad utilizzare strumenti di social networking non disponibili nella nostra lingua.

Personalmente, ho un profilo su LinkedIn almeno dal 2005 e lo trovo uno strumento molto utile anche per i professionisti del settore legale (ne ho parlato tempo fa in un’intervista con Valentino Spataro); ultimamente ho notato che sono sempre più gli avvocati presenti su LinkedIn, ma spesso non lo utilizzano in modo efficace.

Molti non sanno cosa fare oltre a pubblicare un profilo, rispondere agli inviti e, occasionalmente, inviare agli altri dei link; non si preoccupano di fare altro e raramente mantengono i contatti con coloro che appartengono al proprio network.
Sarebbe come andare ad un incontro professionale e raccogliere biglietti da visita, ma non coltivare i contatti e poi aspettarsi occasioni professionali. Allo stesso modo, non si può pretendere di ottenere vantaggi da LinkedIn senza partecipare, seguire e coinvolgere i nostri contatti e seguire le loro attività.

E’ poi possibile individuare alcuni errori frequenti che si commettono nell’utilizzo di questo social network e che impediscono di sfruttarne appieno le potenzialità:
▪ Non invitare i nostri contatti professionali a connettersi alla nostra rete
▪ Non personalizzare gli inviti, impedendo alla persona cui scriviamo di ricordarci in che occasione ci siamo conosciuti
▪ Non personalizzare l’indirizzo della nostra pagina: sarebbe preferibile, infatti, utilizzare il nostro nome e cognome, oppure quello del nostro studio
▪ Non registrarci ai gruppi che, invece, servono proprio per informarci su quello che sta succedendo nella nostra zona e nei settori di nostra attività
▪ Non aggiornare il profilo periodicamente, facendo quindi in modo che da esso non si evinca come possiamo aiutare i nostri potenziali clienti
▪ Non aggiornare il nostro “status”
▪ Non utilizzare lo strumento delle discussioni per condividere la nostra esperienza e imparare dagli altri
▪ Non segnalare gli eventi (ad esempio convegni e seminari) cui partecipiamo ed inserire quelli che organizziamo
▪ Non utilizzare lo strumento delle raccomandazioni
▪ Non utilizzare la sezione Domande e Risposte, condividendo quello che sappiamo
▪ Non utilizzare le funzionalità di ricerca per trovare le persone che vogliamo contattare

Per chi volesse evitare di incorrere in questi sbagli, segnalo questo video realizzato da Kevin O’Keefe sull’uso di LinkedIn per il professionista legale.

Buona visione e… non dimenticate di aggiungermi al vostro network, mi trovate qui: http://it.linkedin.com/in/ernestobelisario :)