Il mio 2011 da “legalgeek” tra social e apps
Il 2011 sar ricordato, anche in Italia, come lanno della definitiva consacrazione dei social networks e della diffusione sempre pi capillare di smartphone e tablet.
Questi due fenomeni non hanno lasciato indifferenti neanche i giuristi: sono sempre pi i professionisti del diritto presenti sui social e nelle aule di giustizia sempre pi frequente incontrare colleghi muniti di iPhone e iPad.
Proprio per parlare di come i professionisti possono utilizzare questi strumenti nellesercizio della propria attivit, LeggiOggi ha organizzato numerosi incontri in giro per lItalia in cui ho portato la mia esperienza di avvocato appassionato di nuove tecnologie.
Visto che da vero geek mi piace provare servizi social e applicazioni per i miei dispositivi, accetto la richiesta che in tanti (colleghi e non) mi hanno fatto e scrivo un elenco di siti/apps che ho apprezzato nel 2011 e che sicuramente utilizzer anche nel 2012.
La notizia dellarresto diDominique Strauss Kahn circolava suTwitter ben prima che la desse ilNew York Times,Cristiano Ronaldo ha annunciato la sua paternit viaTwitter, le rivolte nord-africane degli ultimi mesidevono il loro successo (anche) aTwitter.
Tutti parlano diTwitter, ma cos? E, sopratutto, pu essere utilizzato proficuamente in ambito forense?
Andiamo con ordine.Twitter (www.twitter.com) un servizio gratuito di social network e micro-blogging lanciato nel 2006 che fornisce agli utenti una pagina personale da aggiornare con messaggi di testo di una lunghezza massima di 140 caratteri.
Gli aggiornamenti (che possono contenere anche link e foto) rispondono alla domanda Che c di nuovo?
Il nome del sito deriva dal verbo inglese totweet che significa cinguettare; gli aggiornamenti di stato di ciascun utente (detti appuntotweet, cio cinguettii) sono mostrati istantaneamente nella pagina del suo profilo e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli.
SuTwitter, infatti, non si chiede lamicizia ma si segue o si viene seguiti; lo scopo principale di questosocial network consentirci di seguire gli aggiornamenti delle persone, aziende ed enti che scrivono o segnalano cose che ci interessano.
(Segue qui su LeggiOggi.it)
Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre pi spesso di parlare (e scrivere) dell’uso del Web 2.0 e dei social networks nella professione forense; si tratta di un argomento che gi ho trattato su questo blog, in alcuni convegni e che ho tentato di affrontare nell’ambito di un’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, che avr il piacere di presentare il prossimo 9 luglio, a Bari, nell’ambito di LexExpo 2010.
Tra tutti i social networks a cui sono iscritto, quello pi utile professionalmente sicuramente LinkedIn e, quindi, con piacere ho accettato di raccontare la mia esperienza (alcuni stralci sono stati pubblicati da ItaliaOggi del 25 giugno 2010 in un articolo che riporto qui sotto).
In particolare, mi stato chiesto di dare alcuni suggerimenti per tutti i colleghi che volessero utilizzare proficuamente questo strumento nella propria attivit; ecco i miei “cinque comandamenti”:
1. Compilate il vostro profilo in almeno due lingue … e tenetelo aggiornato!
2. Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;
3. Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, cos avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;
4. Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;
5. Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le norme deontologiche.











