Tech.Law: “La censura dei Governi, non di Twitter”

On lun, 30 gennaio 2012, in Articoli, Segnalazioni, Tech.Law, by Ernesto Belisario

Sta facendo molto discutere la scelta di Twitter di cambiare la propria policy, in modo da consentire nel caso in cui le autorit di un Paese lo richiedano di oscurare messaggi di singoli utenti (solo) nel Paese richiedente e non in tutti gli altri.

Da pi parti si gridato alla censura, sabato 28 gennaio si addirittura tenuto il#TwitterBlackout (una sorta di sciopero deiTweets) e numerosi sono coloro che hanno commentato la notizia (tra i tanti, segnalo:Giovanni Boccia Artieri,Fabio Chiusi,Luca Conti eGuido Scorza).

Come cambia la policy di Twitter
Fino ad oggi, quando le autorit di uno Stato segnalavano la contrariet di untweet alle proprie leggi, il rimedio consisteva nel rimuovere quel contenuto a livello globale. Con il cambio della policy, in queste situazioni,Twitter render il contenuto irraggiungibile dagli utenti del Paese richiedente, mantenendolo disponibile nel resto del mondo.
I messaggi rimossi saranno inoltre comunque inseriti in un apposito elenco tenuto sulla pagina del progettoChilling Effectsraggiungibile allindirizzohttp://chillingeffects.org/twitter.

Quella di Twitter non censura
Mi sembra che come gi autorevolmente sostenuto - non sia possibile parlare di censura e che le critiche nei confronti diTwitter siano quantomeno ingenerose. A prescindere dalla relativa semplicit con cui tecnicamente possibile aggirare questo oscuramento selettivo (e volete che quelli diTwitter non lo sappiano?), opportuno svolgere alcune considerazioni.

(Continua a leggere su TechEconomy.it)

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Isocial networks non sono roba da ragazzini. Lo confermano alcune recenti indagini in base alle quali in costate crescita il numero degli utenti adulti dei pi importanti siti comeTwitter,Linkedin e naturalmente Facebook.

Secondo idati pubblicati daPew Internet nelle scorse settimane, il65% degli utenti internet USA (circa il50% della popolazione) usa siti disocial networking. Si tratta di un dato importante non solo dal punto di vista quantitativo (nel 2005 era solo l8%), ma anche significativo in quanto gli adulti dimostrano di trovare questi nuovi strumenti utili ed interessanti e li usano in modo costante (tra i servizi Web, solo la posta elettronica viene usata maggiormente).

Questi dati, simili a molti altri relativi anche al nostro Paese, dimostrano in modo evidente come i siti disocial networking siano ormai entrati nella vita delle persone, cambiando in modo irreversibile il modo in cui gli individui comunicano e acquisiscono informazioni. Si tratta di un mutamento epocale che non pu essere ignorato, n sottovalutato da amministrazioni, aziende e professionisti.

Proprio questi ultimi, spesso, continuano ad essere diffidenti nei confronti dei siti disocial networking in quanto sono rimasti legati ad un vecchio modo di concepire la propria attivit; questo atteggiamento corre il rischio di impedire ai professionisti di rispondere alle nuove esigenze dei propri clienti e di utilizzare internet in modo proficuo per il propriobusiness.

Anche per questo motivo, e dopo il successo degliincontri gi svoltisi nel mese di giugno,Leggi Oggi ha organizzato una nuova iniziativa dedicata a Siti Web e social networks per professionisti. I convegni nascono dalla considerazione che i professionisti (avvocati, commercialisti e consulenti) non conoscono appieno le potenzialit della rete e gli strumenti del c.d. Web 2.0 ed hanno bisogno di suggerimenti che consentano di trarre il massimo vantaggio daisocial media, evitando approcci scorretti e dannosi.

Il convegno si terr nelle seguenti date:

Cliccando su ciascuna data possibile consultare il programma dettagliato e acquisire le informazioni utili per liscrizione.

Cosa aspettate ad iscrivervi?

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Toglietemi tutto, ma non il mio Twitter!

On mar, 16 agosto 2011, in Social Networks, by Ernesto Belisario

Immagino che molti di quelli che tra voi hanno un account su Twitter seguano almeno un giornalista, uno di quelli che guardano in tv o i cui editoriali apprezzano quando leggono il quotidiano. Ma cosa succede se lasciano la loro testata per un’altra? O se cambiano network? Di chi sono i loro “followers” (cio noi)?

A queste ed altre domande ho provato a rispondere in un’interessante intervista che mi ha fatto Domitilla Ferrari che vi segnalo con piacere (la trovate sul blog di Domitilla a questo indirizzo: http://www.domitillaferrari.com/semerssuaq/lezioni-di-twitter-3/).

Buona lettura :-)

Twitter escultura de arena

La notizia dellarresto diDominique Strauss Kahn circolava suTwitter ben prima che la desse ilNew York Times,Cristiano Ronaldo ha annunciato la sua paternit viaTwitter, le rivolte nord-africane degli ultimi mesidevono il loro successo (anche) aTwitter.

Tutti parlano diTwitter, ma cos? E, sopratutto, pu essere utilizzato proficuamente in ambito forense?

Andiamo con ordine.Twitter (www.twitter.com) un servizio gratuito di social network e micro-blogging lanciato nel 2006 che fornisce agli utenti una pagina personale da aggiornare con messaggi di testo di una lunghezza massima di 140 caratteri.

Gli aggiornamenti (che possono contenere anche link e foto) rispondono alla domanda Che c di nuovo?

Il nome del sito deriva dal verbo inglese totweet che significa cinguettare; gli aggiornamenti di stato di ciascun utente (detti appuntotweet, cio cinguettii) sono mostrati istantaneamente nella pagina del suo profilo e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli.

SuTwitter, infatti, non si chiede lamicizia ma si segue o si viene seguiti; lo scopo principale di questosocial network consentirci di seguire gli aggiornamenti delle persone, aziende ed enti che scrivono o segnalano cose che ci interessano.

(Segue qui su LeggiOggi.it)

Twitter For Dummies

Chi mi conoce sa che, da anni, mi occupo della tematica relativa all’introduzione delle tecnologie nell’esercizio della professione forense; una delle mie primissime relazioni ad un convegno (intorno al 2000) aveva ad oggetto proprio i profili deontologici relativi al sito web dello studio legale.
Ebbene, di acqua sotto i ponti ne passata, il Web cresciuto e cambiato, sono nati e si sono affermati i Social Networks… eppure gli avvocati utilizzano ancora poco (e male) le nuove tecnologie.

Per questo motivo ho accettato con piacere la proposta di ideare e realizzare un incontro dal titolo “Siti Web e Social Networks per Avvocati – Come (e perch?) utilizzare Internet, Facebook, Linkedin e Twitter rispettando la deontologia forense“, organizzato da LeggiOggi.it (il quotidiano di informazione giuridica, guidato da Carmelo Giurdanella, di cui sono Vice Direttore).

Il convegno si terr nelle seguenti date:
- 20 maggio 2011, Milano
- 27 maggio 2011, Roma
- 10 giugno 2011, Bologna

Questo il programma:

Perch usare internet e i social networks
- Luso delle nuove tecnologie nello studio legale
- Il marketing legale

Come usare internet e i social networks
- Il sito web dello studio legale
- Il blog dellavvocato
- Le riviste giuridiche
- I social networks (Linkedin, Twitter, Facebook, Quora)

Cosa non fare sul Web
- Le norme deontologiche da rispettare
- Casi di studio (buone e cattive prassi)

E’ infatti agevole constatare come siano sempre pi i professionisti che in ambito forense (avvocati, giuristi dimpresa, funzionari e dirigenti pubblici) usano Internet non solo come strumento di aggiornamento professionale ma anche come strumento di promozione della propria attivit. Sempre pi studi legali hanno un proprio sito e i social networks come Twitter, LinkedIn e Facebook stanno diventando siti frequentati quasi quotidianamente, dai professionisti.
Si tratta di strumenti che possono arrecare indubbi vantaggi per lavvocato e lo studio legale; tuttavia, opportuno che ciascuno valuti come usarli proficuamente, evitando ricadute negative in termini dimmagine e di incorrere in violazioni delle regole deontologiche che si applicano contrariamente a quanto molti pensano anche alla presenza on line dellavvocato (sia per siti e blog sia per i profili sulle community on line).
Il convegno nasce dalla considerazione che i professionisti del settore forense non conoscono appieno le potenzialit della Rete e gli strumenti del c.d. “Web 2.0″ ed hanno bisogno di strumenti che consentano di trarre il massimo vantaggio dai social media, evitando approcci scorretti e dannosi. Per questo motivo, nel corso dell’evento, avr il piacere di intervistare alcuni esperti in materia come Paola Parigi, Carmelo Giurdanella e Guido Scorza che forniranno sicuramente molti elementi utili a tutti i partecipanti.

In ciascun appuntamento avr l’onore di avere anche i Presidenti dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati con i quali parler del delicato rapporto tra deontologia forense e uso del Web.

Naturalmente, l’evento sar accreditato ai fini della formazione forense :-)

Questo blog non in vacanza, o almeno non ancora. Il silenzio delle ultime settimane stato determinato non solo dal classico aumento di lavoro che precede le ferie (i clienti preferiscono partire dopo aver intrapreso o definito le proprie controversie) ma anche da alcuni progetti interessanti per i prossimi mesi e da un libro che ho scritto sulla Nuova Amministrazione Digitale (che uscir nelle prossime settimane).

Prima di ritornare ai molti post iniziati ma non ancora pubblicati, mi piace riprendere la rubrica Articolo della settimana per condividere con voi una riflessione maturata in questi mesi densi di riunioni, incontri e appuntamenti.

Lo spunto me lo ha fornito la notizia relativa alla proposta avanzata in un articolo del Financial Times di vietare ai manager l’uso degli smartphone durante le riunioni dei Consigli di Amministrazione;l’idea alla base della proposta semplice: l’uso di questi dispositivi distrae i manager e, di conseguenza, potrebbe condurre a decisioni sbagliate.

Ho provato ad applicare il ragionamento alla mia esperienza di avvocato e consulente; Blackberry, iPhone e palmari sono diventati un vero e proprio status symbol della professione di avvocato: consentono al professionista di accedere alle informazioni di cui ha bisogno in qualsiasi momento e di essere sempre reperibile.

Tuttavia, l’uso di questi strumenti pu danneggiare la reputazione del profesionista in quanto pu destare una cattiva impressione in chi lo circonda.
Se siete in una riunione o in una cena di lavoro e il vostro dito rimane incollato al cellulare, molto difficile concludere nuovi accordi o stringere importanti relazioni. E ci anche se non inviate messaggi, ma semplicemente che vi limitate a controllare di aver ricevuto nuovi sms o e-mail.
Controllando costantemente il vostro telefono, infatti, fate capire che qualunque cosa accada sul vostro cellulare pi importante della conversazione che state avendo con le persone che sono con voi.

Shh! Quiet in the library

Ho quindi deciso di segnalare il post scritto qualche tempo fa da Allison C. Shields sul suo blog dal titolo “BlackBerry Behavior: Is it hurting your reputation?“. Il post parte dalla premessa secondo cui gli smartphone possono apportare apprezzabili vantaggi con riferimento all’aumento della produttivit e alla facilit di mantenere i contatti con i clienti ma, se non utilizzati intelligentemente, possono diventare distrazioni che incidono in modo negativo sulla reputazione del professionista.

I consigli di Shields sono semplici:
1. se partecipate ad un meeting, spegnete il vostro smartphone; se proprio dovete tenerlo acceso, usate la modalit silenziosa, ma ricordatevi di non lasciarlo sul tavolo perch potrebbe comunque disturbare coloro che sono con voi (specialmente se attiva la vibrazione);
2. se siete in attesa di una chiamata o di un messaggio importante, comunicatelo agli altri partecipanti e sedetevi vicino alla porta in modo da poter uscire in modo discreto quando dovete usare il telefono;
3. ricordate che coloro che vi circondano vi giudicano in base ai vostri gesti; se siete con un cliente e controllate il cellulare, il cliente penser di non essere importante per voi (e non una cosa che piace ad un cliente :) );
4. rispondere ad un e-mail durante una riunione o una cena di lavoro pu essere doppiamente pericoloso: tanto per l’impressione che fate ai vostri interlocutori quanto per gli errori, specialmente di battitura, che si possono commettere nello scrivere;
5. anche se pensate che nessuno vi veda mentre usate il vostro telefono sotto il tavolo, sappiate invece che c’ sicuramente qualcuno che se n’ accorto;
6. riconsiderate le vostre priorit, cosa urgente e cosa pu aspettare; ragionate non solo a breve termine (rispondere ad un e-mail subito piuttosto che tra un’ora) ma anche a lungo termine (se il cliente ha una cattiva opinione di voi, potreste perderlo);
7. il bluetooth una grande tecnologia ma non bello a vedersi, per cui rimuovete i vostri auricolari quando siete con altre persone;
8. state attenti quando usate i vostri cellulari anche se non siete durante un incontro di lavoro ma sul treno o al ristorante. Innanzitutto correte il rischio di divulgare informazioni riservate relative ai vostri clienti; e poi la persona che vi siede accanto potrebbe essere un vostro prossimo partner, se farete una buona impressione;
9. fate attenzione al live twitting, pu essere molto interessante per i vostri followers ma, prima di farlo, assicuratevi che non crei problemi a chi con voi. Credete che il vostro cliente apprezzerebbe i tweet scritti dal Tribunale mentre siete insieme a lui ad aspettare la decisione del Giudice?

Si tratta di regole di buon senso e qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di suggerimenti scontati; forse cos, ma semplice pensare alla nostra ultima riunione o all’ultimo viaggio in treno per vedere come spesso molti tendono a dimenticare di seguire questi semplici accorgimenti.